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        <title>Corriere Toscano - Feed</title>
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        <description>Quotidiano Regionale</description>
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        <copyrigth>Citycomm s.r.l. - via Cairoli, 30 - 57123 - Livorno (LI)</copyrigth>
        <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 10:32:38 +0000</pubDate>
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	<title>Argomento procura - Corriere Toscano</title>
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                <title>Guasto Enav oggi, voli cancellati negli aeroporti italiani: cosa sta succedendo</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/italia/italia-mondo/guasto-enav-oggi-voli-cancellati-negli-aeroporti-italiani-cosa-sta-succedendo/</link>
                <description><![CDATA[<p dir="ltr">Un <strong>guasto Enav</strong> alla rete che trasmette i dati per il controllo del traffico aereo sta causando oggi (16 ottobre) ritardi e cancellazioni in <strong>decine di aeroporti italiani</strong>.</p>
<p dir="ltr">Il problema è comparso nella notte tra giovedì e venerdì. Fino alle 6 i sistemi di emergenza hanno permesso di gestire i voli senza difficoltà. Con l’aumento del traffico del mattino, però, la società che controlla i cieli italiani ha dovuto ridurre di circa la metà il numero di aerei in volo nello stesso momento.</p>
<p dir="ltr">I voli vengono gestiti in sicurezza grazie a una <strong>rete satellitare di riserva</strong>, che però non riesce a coprire tutto il traffico. Durante la mattinata la situazione è migliorata e i collegamenti garantiti hanno superato il 50%.</p>
<p dir="ltr">Per risolvere il guasto Enav sono al lavoro i tecnici dei fornitori esterni, a partire da <strong>Tim</strong>, che gestisce la rete dati. La società ha escluso che si tratti di un <strong>attacco informatico</strong> o di un sabotaggio.</p>
<h3 dir="ltr">Da Milano a Napoli, la mappa dei disagi</h3>
<p dir="ltr">A <strong>Malpensa</strong> i ritardi in partenza vanno da mezz’ora a oltre due ore, a <strong>Linate</strong> superano l’ora. Problemi anche a <strong>Orio al Serio</strong>, dove alcuni voli sono decollati con più di un’ora di ritardo.</p>
<p dir="ltr">A <strong>Fiumicino</strong> sono stati cancellati quattro voli e una ventina sono partiti in ritardo. La situazione più difficile è a <strong>Napoli</strong>, con 21 voli cancellati tra partenze e arrivi. Dieci le cancellazioni a Torino, otto a Bari. A <strong>Lamezia Terme</strong> le attese arrivano fino a quattro ore, mentre a Bologna si spera di tornare alla normalità entro le 13.</p>
<h3 dir="ltr">Lo sciopero EasyJet</h3>
<p dir="ltr">A rendere la giornata ancora più complicata c’è lo <strong>sciopero dei lavoratori EasyJet</strong>, che durerà fino alle 23,59. I disagi maggiori sono attesi negli scali dove la compagnia ha più voli, come Malpensa, Linate, Fiumicino e Ciampino.</p>
<p dir="ltr">Chi deve partire è invitato a controllare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di andare in aeroporto, perché gli effetti del guasto Enav potrebbero durare per buona parte della giornata.</p>
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                <excerpt><![CDATA[Rete di riserva satellitare in funzione e in giornata pesa anche lo sciopero EasyJet: le indicazioni per chi deve partire]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Guasto Enav, la situazione negli aeroporti italiani tra cancellazioni, ritardi e tempi di ripristino                    ]]>
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                                <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 12:32:38 +0200</pubDate>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Allerta terremoto in Giappone, cosa è successo davvero dopo l’allerta da record</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/mondo/italia-mondo/allerta-terremoto-in-giappone-cosa-e-successo-davvero-dopo-lallerta-da-record/</link>
                <description><![CDATA[<p dir="ltr">Un <strong>falso allarme terremoto in Giappone</strong> ha fatto temere per alcuni minuti una catastrofe. Oggi (16 ottobre) l’<strong>Agenzia meteorologica giapponese</strong> ha diffuso per errore un’allerta per una scossa di <strong>magnitudo 9,9</strong> al largo di <strong>Hokkaido</strong>, l’isola più a nord del paese.</p>
<p dir="ltr">L’avviso ha raggiunto gran parte del Giappone, compresa <strong>Tokyo</strong>. Un sisma di quella potenza sarebbe stato il più forte mai registrato al mondo, con conseguenze devastanti.</p>
<p dir="ltr"><strong>Il terremoto c’è stato davvero, ma molto meno potente.</strong> La scossa, di <strong>magnitudo 6,9</strong>, è stata registrata alle 12,38 ora locale, le 5,38 in Italia, in mare aperto a circa <strong>1200 chilometri</strong> a nord-est di Hokkaido.</p>
<p dir="ltr">Sull’arcipelago sono state avvertite soltanto lievi oscillazioni e non è scattata alcuna allerta tsunami. Dopo pochi minuti l’Agenzia ha ritirato l’avviso, dichiarandolo erroneo.</p>
<p dir="ltr">Per capire la gravità dello scenario annunciato basta pensare al <strong>terremoto del Tohoku</strong> del 2011, di magnitudo 9,0, che provocò lo tsunami e il disastro nucleare di <strong>Fukushima</strong>. Una scossa di 9,9 avrebbe sprigionato un’energia circa 22 volte superiore.</p>
<p dir="ltr">Il falso allarme terremoto in Giappone ricorda quello missilistico che nel 2018 aveva seminato il panico alle <strong>Hawaii</strong>, quando un messaggio di emergenza annunciò per errore l’arrivo di un missile.</p>
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                <excerpt><![CDATA[Uno scenario con un’energia 22 volte superiore a Fukushima]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Falso allarme terremoto in Giappone, come è andata e quanto è stata forte davvero la scossa                    ]]>
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                                <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 11:14:41 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 16 Oct 2026 11:14:41 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Rimborsi skipass Dolomiti Superski, chi può riavere fino al 30%</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/italia/italia-mondo/rimborsi-skipass-dolomiti-superski-chi-puo-riavere-fino-al-30/</link>
                <description><![CDATA[<p dir="ltr">Sono partite ieri (15 ottobre) le richieste per i <strong>rimborsi skipass Dolomiti Superski</strong>, che restituiscono agli sciatori una parte di quanto speso nelle ultime tre stagioni. Si può scegliere tra un <strong>rimborso del 20%</strong> con bonifico e un <strong>buono sconto del 30%</strong> per nuovi skipass.</p>
<p dir="ltr">La misura nasce dall’accordo con l’<strong>Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm)</strong>, che nel luglio 2025 aveva aperto un’istruttoria sulle regole con cui i consorzi fissavano prezzi e vendite. Per chiudere il procedimento, il circuito e i <strong>12 consorzi di valle</strong> si sono impegnati a modificarle e a riconoscere un beneficio ai clienti.</p>
<h4 dir="ltr">Chi può fare domanda</h4>
<p dir="ltr">Il rimborso spetta a chi, dalla stagione 2022/2023 a quella 2024/2025, ha acquistato uno <strong>skipass valido per un solo comprensorio</strong>, con durata da uno a 31 giorni, anche a prezzo scontato. Sono esclusi gli skipass per l’intero circuito, gli stagionali, i biglietti di mezza giornata e altre formule speciali. Tra le località coinvolte ci sono Cortina d’Ampezzo, Alta Badia e Val Gardena.</p>
<h4 dir="ltr">Bonifico o buono</h4>
<p dir="ltr">Su una spesa di 100 euro si ottengono 20 euro sul conto oppure un buono da 30 euro. <strong>Il voucher è cedibile</strong> e va usato entro la stagione 2028/2029, online o alle casse. Chi lo sceglie deve indicare subito il comprensorio in cui spenderlo e, dopo l’invio, non potrà più cambiare.</p>
<h4 dir="ltr">Come presentare la richiesta</h4>
<p dir="ltr">La domanda si presenta sul sito di Dolomiti Superski, nella sezione dedicata, con il numero della tessera o una ricevuta di pagamento. Eventuali documenti mancanti vanno integrati entro 15 giorni. Nelle prime ore la piattaforma è stata presa d’assalto, con <strong>attese di alcune ore</strong> e rallentamenti.</p>
<p dir="ltr">Per i rimborsi skipass Dolomiti Superski sono disponibili <strong>30 milioni di euro</strong>, assegnati fino a esaurimento, mentre il circuito manterrà alcune promozioni per i prossimi cinque inverni. Divise le associazioni dei consumatori: alcune giudicano i requisiti troppo rigidi, altre vedono nell’accordo un precedente importante per gli sciatori.</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Piattaforma presa d’assalto nelle prime ore con attese fino a cinque ore]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Rimborsi skipass Dolomiti Superski: requisiti, esclusioni e scadenze per scegliere tra bonifico e buono                    ]]>
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                                <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 10:50:02 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 16 Oct 2026 10:50:02 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Caro gasolio, parte la protesta dei camionisti: blocchi e presidi al sud, l’onda si avvicina alla Toscana</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/firenze/primo-piano/caro-gasolio-parte-la-protesta-dei-camionisti-blocchi-e-presidi-al-sud-londa-si-avvicina-alla-toscana/</link>
                <description><![CDATA[<p>FIRNZE &#8211; Camion fermi nei piazzali, presidi lungo le principali arterie e distributori che in alcune zone del sud iniziano a rimanere senza carburante<strong>. La protesta degli autotrasportatori contro l’aumento del gasolio entra da oggi (16 ottobre) in una fase nuova e più delicata.</strong></p>
<p><strong>In Sicilia</strong> è scattato il fermo proclamato dal Comitato autotrasportatori siciliani, destinato a proseguire fino alla mezzanotte del 20 ottobre. I mezzi restano nei piazzali e i semirimorchi carichi di merci non vengono ritirati dalle navi nei porti dell’isola.</p>
<p>Mobilitazione anche in<strong> Calabria</strong>, dove Fedralog ha avviato una protesta che proseguirà fino al 20 ottobre. Una quindicina i presidi individuati tra l’area di Lamezia Terme, Gioia Tauro e gli svincoli dell’A2 nel Cosentino. I camion vengono posizionati ai lati delle strade: non sempre si tratta di blocchi totali, ma i restringimenti provocano comunque ripercussioni sulla circolazione.</p>
<p><strong>In Puglia</strong>, invece, le iniziative sono partite già nei giorni scorsi, soprattutto nel Foggiano e nel Brindisino, con autotrasportatori e agricoltori presenti in prossimità di caselli autostradali, statali e aree di servizio. La protesta ha interessato anche tratti dell’A14.<br />
E nelle ultime ore i presidi vengono segnalati anche in Campania, nelle zone di Nola e Caianello, con ripercussioni sull’A1 e sull’A30.</p>
<h3><strong>Distributori a secco e file per il pieno</strong></h3>
<p><strong>Il quadro si intreccia con una crescente difficoltà nell’approvvigionamento dei carburanti. In Calabria, Puglia e Basilicata numerosi impianti hanno esaurito o stanno esaurendo le scorte.</strong> A Cosenza e Catanzaro sono state segnalate stazioni di servizio senza benzina e diesel, mentre nel Foggiano la situazione riguarda una parte significativa della rete distributiva.</p>
<p>Alle proteste degli autotrasportatori si sommano inoltre <strong>le conseguenze del blocco alla raffineria Eni di Taranto</strong> collegato alla vertenza ex Ilva, che ha contribuito a rendere più difficile la distribuzione nel Mezzogiorno.</p>
<p>La conseguenza è visibile davanti alle pompe: lunghe file di automobilisti e corsa al rifornimento nel timore che le scorte possano terminare.</p>
<h3><strong>Le associazioni: &#8220;Il malessere non è più sostenibile&#8221;</strong></h3>
<p>Le organizzazioni nazionali dell’autotrasporto seguono con preoccupazione una mobilitazione che, in diverse zone, non è partita dalle tradizionali sigle di categoria ma da gruppi e comitati autonomi.</p>
<p><strong>Il presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo</strong>, ha parlato di proteste spontanee nate da un livello di difficoltà ormai molto elevato per le imprese. Unatras ha a sua volta segnalato un &#8220;malessere diffuso e non più sostenibile&#8221;.</p>
<p>Al centro delle richieste ci sono il prezzo del gasolio, lo sblocco delle risorse già stanziate per il comparto, i crediti d’imposta e misure capaci di compensare l’aumento dei costi sostenuti dalle aziende.</p>
<p><strong>Il governo ha risposto convocando le associazioni dell’autotrasporto per martedì 27 ottobre alle 16 al ministero delle infrastrutture e dei trasporti</strong>. Al tavolo sono attesi anche rappresentanti della presidenza del Consiglio e dei ministeri dell’Economia e delle Imprese.<br />
Ma le associazioni avvertono: senza risposte, sul tavolo potrebbe finire anche l’ipotesi di un fermo nazionale.</p>
<h3><strong>Toscana, per ora nessun blocco dei camion</strong></h3>
<p>La domanda riguarda adesso il Centro-Nord e, in particolare, la Toscana. Al momento non risulta proclamato un fermo regionale degli autotrasportatori toscani, ed è quindi prematuro parlare di blocchi già programmati sulle principali arterie della regione. <strong>Il malcontento del settore, però, è presente anche qui.</strong></p>
<p><strong>Cna Fita Firenze</strong> ha chiesto interventi strutturali per sostenere le imprese dell’autotrasporto, sottolineando come gli strumenti utilizzati finora non siano più sufficienti. L’associazione definisce il fermo dei servizi una soluzione estrema, ma avverte che senza interventi alcune aziende potrebbero trovarsi nell’impossibilità economica di continuare a far viaggiare i mezzi.  E la Toscana ha già conosciuto nelle settimane scorse mobilitazioni legate allo stesso tema.</p>
<p><strong>A Livorno, lavoratori portuali e della logistica hanno manifestato davanti all’impianto di Stagno,</strong> mentre in Maremma gli agricoltori hanno annunciato la possibilità di tornare a iniziative sulla via Aurelia.</p>
<p><strong>Il settore dei trasporti toscano</strong>, dunque, osserva quanto sta accadendo al sud mentre la pressione economica continua ad aumentare.<br />
Per un camion con serbatoio da 900 litri, secondo i dati diffusi da <strong>Confartigianato Trasporti</strong>, il costo di un pieno è passato da circa 1.504 euro di febbraio a quasi 1.972 euro a metà settembre, con un aggravio di oltre 11mila euro per mezzo nel periodo febbraio-settembre ipotizzando quattro pieni mensili.</p>
<p><strong>La mobilitazione partita dal Mezzogiorno entra quindi in una settimana decisiva</strong>. Il Sud è già attraversato da fermi e presidi; in Toscana non ci sono ancora blocchi dell’autotrasporto annunciati, ma associazioni e imprese chiedono risposte urgenti.</p>
<p><strong>Il passaggio decisivo sarà capire se il confronto con il governo riuscirà a fermare l’estensione della protesta o se, nei prossimi giorni, l’onda dei camion fermi finirà per risalire anche verso il centro Italia. </strong></p>
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                <excerpt><![CDATA[ Le associazioni minacciano lo stop nazionale e il governo convoca il settore per il 27 ottobre. In Toscana cresce l’allarme delle imprese]]></excerpt>
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                                    <tag>Confartigianato Trasporti</tag>
                                    <tag>Conftrasporto</tag>
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                                <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 10:49:27 +0200</pubDate>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Controlli della polizia a Grosseto: tante violazioni amministrative al Tulps e al decreto Caivano</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/grosseto/cronaca/controlli-della-polizia-a-grosseto-tante-violazioni-amministrative-al-tulps-e-al-decreto-caivano/</link>
                <description><![CDATA[<p>GROSSETO &#8211; L<strong>’attività di controllo della polizia sul territorio provinciale</strong>, finalizzata alla verifica del rispetto delle normative vigenti ed alla prevenzione di situazioni d’irregolarità negli esercizi commerciali, prosegue con servizi mirati.</p>
<p>Nel corso degli ultimi giorni, personale dell’Ufficio polizia amministrativa e di sicurezza della questura di Grosseto, con il supporto del Reparto prevenzione crimine di Firenze, <strong>ha effettuato numerosi controlli in alcuni pubblici esercizi del capoluogo nelle zone di Barbanella e quartiere Pace</strong>, riscontrando violazioni amministrative al <strong>Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps) ed al decreto Caivano (che prevede l’obbligo di comunicazione all’autorità di Ps della presenza di una persona alle dipendenze).</strong></p>
<p>Ulteriori irregolarità hanno riguardato gli adempimenti in materia di <strong>protezione dei dati personali connessi all’installazione ed all’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza.</strong></p>
<p>Infine, gli accertamenti hanno fatto emergere <strong>una posizione lavorativa irregolare,</strong> per la quale è stata inoltrata apposita segnalazione all’ispettorato territoriale del lavoro, per gli adempimenti di competenza.</p>
<p>L’impegno della polizia, attraverso controlli mirati e coordinati, <strong>prosegue incessantemente a tutela della legalità, della sicurezza pubblica, e del rispetto delle regole</strong> che disciplinano le attività economiche e commerciali.</p>
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                <excerpt><![CDATA[Gli accertamenti hanno fatto emergere una posizione lavorativa irregolare: inoltrata apposita segnalazione all’ispettorato del lavoro]]></excerpt>
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                                    <category>Cronaca</category>
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                                    <tag>decreti Caivano</tag>
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                                    <tag>quartiere Pace</tag>
                                    <tag>Questura di Grosseto</tag>
                                    <tag>rispetto delle regole</tag>
                                    <tag>sicurezza pubblica</tag>
                                    <tag>Tulps</tag>
                                    <tag>Ufficio polizia amministrativa</tag>
                                                    <place>Grosseto</place>
                                <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 10:33:03 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 16 Oct 2026 10:33:03 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Tesla Roadster, l’auto che ‘vola’ salta sopra un camion: ecco i video</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/mondo/italia-mondo/tesla-roadster-lauto-che-vola-salta-sopra-un-camion-ecco-i-video/</link>
                <description><![CDATA[<p dir="ltr">La <strong>nuova Tesla Roadster</strong> è stata presentata nella notte italiana di oggi (16 ottobre) a <strong>McGregor</strong>, in Texas, nel centro prove di <strong>SpaceX</strong> vicino a Waco. La sportiva elettrica a due posti è nata dal lavoro congiunto degli ingegneri di Tesla e di quelli dell’azienda spaziale di <strong>Elon Musk</strong>.</p>
<p dir="ltr">Davanti a una platea di fan e investitori, l’auto ha percorso una rampa a testa in giù senza staccarsi, ha fatto una giravolta in aria ed è atterrata grazie a piccoli razzi montati a bordo. In un’altra prova ha scavalcato con un salto un camion e altri mezzi.</p>
<p dir="ltr">Musk ha definito la presentazione il risultato di un lavoro straordinario, spiegando che l’obiettivo era creare qualcosa che nessuno aveva mai visto, nemmeno al cinema.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/reel/DeiamCRTJrt/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Tesla (@teslamotors)</a></p>
</div>
</blockquote>
<p><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></p>
<h4 dir="ltr">Prestazioni e tecnologia</h4>
<p dir="ltr">Secondo <strong>Lars Moravy</strong>, a capo dell’ingegneria dei veicoli Tesla, l’auto passa da 0 a 97 chilometri orari in meno di un secondo e supera i <strong>370 chilometri orari</strong> di velocità massima. Con una sola ricarica può percorrere oltre 480 chilometri, meno della metà di quanto promesso nel 2017.</p>
<p dir="ltr">La novità più curiosa si trova sotto la carrozzeria. <strong>Una grande ventola risucchia l’aria e schiaccia l’auto verso l’asfalto</strong>, garantendo in curva una tenuta pari al doppio della forza di gravità. Anche lo stile cambia: le forme morbide del vecchio prototipo lasciano il posto a linee squadrate che ricordano il Cybertruck, con un alettone regolabile e quattro uscite posteriori collegate ai razzi.</p>
<p dir="ltr">All’interno l’ambiente resta essenziale, con lo schermo centrale rivolto verso chi guida, il volante Yoke dalla forma squadrata e uno sterzo a comando elettronico. Musk ha anche chiarito che, nel lungo periodo, la Roadster sarà l’unico modello Tesla da guidare ancora con le proprie mani, senza affidarsi alla guida autonoma.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DeihEcjum6V/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/reel/DeihEcjum6V/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Tesla (@teslamotors)</a></p>
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</blockquote>
<p><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></p>
<h4 dir="ltr">Versioni, prezzi e tempi</h4>
<p dir="ltr">Durante la serata non sono stati annunciati i prezzi di vendita. Sul sito della Casa la nuova Tesla Roadster si può prenotare nella versione <strong>Performance</strong>, con un acconto di 50mila dollari, e nella versione <strong>Thrust</strong>, dotata di razzi per lo scatto da fermo, che ne richiede 250mila. C’è poi la <strong>Rocket</strong>, una monoposto capace di volare, riservata solo a clienti invitati direttamente da Tesla.</p>
<p dir="ltr">Il primo prototipo di questa generazione era stato mostrato nel 2017, con consegne annunciate per il 2020. Dopo anni di rinvii, la produzione dovrebbe partire nel 2028. Resta però da capire se e come le funzioni più spettacolari potranno essere usate nella guida di tutti i giorni, nel rispetto del codice della strada.</p>
<p dir="ltr">La prima Roadster, venduta tra il 2008 e il 2012 e costruita sulla base della Lotus Elise, fu la prima auto elettrica del marchio. Più che puntare su grandi numeri di vendita, la nuova Tesla Roadster nasce come biglietto da visita delle ambizioni di Musk, a metà strada tra automobile e spazio.</p>
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                <excerpt><![CDATA[Durante lo show in Texas la sportiva elettrica di Musk ha fatto una giravolta in aria ed è atterrata grazie a piccoli razzi firmati SpaceX]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Velocità, accelerazione e autonomia della nuova Tesla Roadster: quanto va davvero l’auto presentata in Texas                    ]]>
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                                    <tag>Elon Musk</tag>
                                    <tag>Tesla</tag>
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                                <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 09:34:40 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 16 Oct 2026 09:34:40 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Guardia di Finanza, sequestrati prodotti contraffatti per oltre 650mila euro</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/pisa/cronaca/guardia-di-finanza-sequestrati-prodotti-contraffatti-per-oltre-650mila-euro/</link>
                <description><![CDATA[<p>PISA &#8211; Nell’ambito delle attività di contrasto all’illecita commercializzazione di prodotti contraffatti, i militari del comando provinciale di Pisa hanno sequestrato &#8211; in due distinti interventi &#8211;<strong> 118648 prodotti recanti marchi contraffatti o destinati alla falsificazione di capi di abbigliamento di largo consumo</strong>, denunciando due cittadini extracomunitari per i <strong>reati di contraffazione e ricettazione.</strong></p>
<p>Una volta immessa sul mercato, la merce sequestrata avrebbe potuto alimentare un circuito illegale del <strong>valore di oltre 650mila euro.</strong></p>
<p>Nel corso del primo intervento i finanzieri del gruppo di Pisa, dopo alcuni appostamenti nei pressi della stazione centrale del capoluogo, individuavano un cittadino di nazionalità cinese intento a trasportare in strada alcuni pacchi voluminosi riposti su un carrello. Sottoposti a ispezione, i plichi contenevano<strong> 52704 carte da gioco recanti marchi falsi riconducibili a noti brand diffusi tra i più giovani, che venivano sottoposte a sequestro.</strong></p>
<p>Il secondo intervento scaturiva dall’acquisizione di <strong>elementi informativi riguardanti una spedizione di merce acquistata da un cittadino senegalese</strong>, destinata a un’abitazione del centro storico, di materiale di abbigliamento contraffatto riconducibile alle più note griffe della moda.</p>
<p>Il controllo dei pacchi, effettuato alla presenza del destinatario, consentiva di rinvenire al loro interno <strong>29900 etichette riproducenti marchi industriali di alta moda palesemente contraffatti.</strong></p>
<p>La successiva perquisizione domiciliare consentiva di rinvenire ulteriori 36044 articoli, tra etichette, targhe, bottoni e cerniere lampo, anch’essi recanti segni distintivi contraffatti, pronti per essere applicati, mediante cucitura o sistemi termoadesivi, su capi di abbigliamento privi di marchio destinati alla vendita, conferendo agli stessi l’apparenza di prodotti originali e accrescendone considerevolmente il valore sul mercato.</p>
<p>L’attività conferma l’attenzione della <strong>Guardia di Finanza</strong> nel tutelare la proprietà industriale dalle condotte illecite e disincentivare i consumatori dall’incauto acquisto di merce recante marchi o segni distintivi contraffatti o alterati.</p>
<p>Il contrasto alla contraffazione consente infatti di <strong>interrompere l’alimentazione delle organizzazioni criminali e di tutelare le imprese titolari dei marchi e gli operatori economici rispettosi delle regole, preservando la libera concorrenza e il corretto funzionamento del mercato.</strong></p>
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                <excerpt><![CDATA[Due denunce dopo gli interventi delle Fiamme Gialle a Pisa: nel 'bottino' non solo capi di abbigliamento ma anche carte da gioco e accessori]]></excerpt>
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                                    <category>Cronaca</category>
                                    <category>Primo Piano</category>
                                                                    <tag>alta moda</tag>
                                    <tag>carte da gioco</tag>
                                    <tag>condanna</tag>
                                    <tag>contraffazione</tag>
                                    <tag>etichette</tag>
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                                    <tag>Guardia di Finanza</tag>
                                    <tag>indagine</tag>
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                                    <tag>sequestro</tag>
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                                <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 08:29:32 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 16 Oct 2026 08:29:32 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>A confronto a Firenze alluvionati di ieri e di oggi dela Toscana e dell&#8217;Emilia Romagna</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/firenze/cronaca/a-confronto-a-firenze-alluvionati-di-ieri-e-di-oggi-dela-toscana-e-dellemilia-romagna/</link>
                <description><![CDATA[<p>FIRENZE &#8211; Un uomo infangato, con gli stivali nella melma, ritrova il vessillo viola in mezzo al disastro e lo solleva. Ci scappa anche un mezzo sorriso. Siamo a Campi Bisenzio, la mattina dopo la t<strong>ragica notte del 2 novembre 2023</strong>, quando gli argini si ruppero. È l&#8217;immagine scelta come copertina per l&#8217;iniziativa <strong><em>L</em><em><strong>&#8216;</strong>alluvione. Ieri, oggi&#8230; domani? Tra ferite aperte e problemi irrisolti</em></strong>, in programma oggi (16 ottobre) alle 18 alla libreria <strong><em>L&#8217;Ora Blu</em></strong> (viale dei Mille 27/A, Firenze). Sono passati quasi tre anni da allora, molte ferite sono ancora aperte. E le domande, spesso, ancora senza risposta: <strong>cosa è stato fatto? Cosa si deve ancora fare?</strong></p>
<p>A discuterne saranno tecnici e studiosi: l&#8217;ingegner <strong>Raffaele Tarchiani</strong>, il geologo <strong>Riccardo Galassi</strong>, il professor <strong>Stefano Orlandini e l&#8217;architetto Filippo Boretti.</strong></p>
<p>Con loro, soprattutto, le voci dei territori: i comitati firmatari del <strong><em>Manifesto dei diritti degli alluvionati</em></strong> (recentemente presentato anche alla Camera dei Deputati) e le testimonianze dirette degli alluvionati di ieri e di oggi. Di Campi, di Prato, di Sesto Fiorentino, di Montemurlo, di Empoli. E di Firenze, visto che saranno i sessant&#8217;anni dal &#8217;66.</p>
<p>Chiaro l&#8217;elemento di novità: a Firenze si incontrano comitati toscani ed emiliano-romagnoli, a simboleggiare la nascita di un fronte trasversale per la sicurezza idraulica che supera ogni barriera, anche l&#8217;Appennino. Ci saranno Comitato Cetino Campanella, Comitato Bagnolo per l&#8217;Alluvione (Bagnolo, Montemurlo, Oste), Comitato Alluvione Campi 2023 di Campi Bisenzio, Comitato Santa Maria la Villa, Comitato Arca di Noè e Comitato Proteggiamo Conselice, quest&#8217;ultimo arrivato dalla Romagna alluvionata.</p>
<p><strong>Un&#8217;alleanza dal basso, tra due regioni ferite dalle stesse esondazioni, per chiedere risarcimenti certi, manutenzione dei fiumi, casse di espansione e una vera prevenzione.</strong></p>
<p>Conduce <strong>Lorenzo Somigli, direttore de <em>La Firenze che Vorrei.</em></strong></p>
<p><strong>Ingresso libero.</strong></p>
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                <excerpt><![CDATA[Un'alleanza dal basso, tra due regioni ferite dalle stesse esondazioni, per chiedere risarcimenti certi, manutenzione e prevenzione]]></excerpt>
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                                <pubDate>Fri, 16 Oct 2026 07:46:24 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 16 Oct 2026 07:46:24 +0200</modDate>
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                <title>Travolto da un pilone durante le operazioni di scarico del materiale: muore un operaio di 31 anni nel cantiere per l&#8217;alta velocità</title>
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                <description><![CDATA[<p>FIRENZE &#8211; <strong>Un tragico incidente sul lavoro</strong> si è verificato questo pomeriggio (15 ottobre) a Firenze, <strong>all&#8217;interno del cantiere per la costruzione della nuova stazione dell&#8217;Alta Velocità Foster</strong>. La vittima è <strong>l&#8217;operaio di 31 anni di origine marocchina Ayoub Abourabil, </strong>impiegato per il <strong>consorzio Florentia</strong>, la cordata di aziende incaricata della realizzazione dell&#8217;infrastruttura.</p>
<p>In base alle prime ricostruzioni dell&#8217;accaduto, l&#8217;uomo sarebbe stato <strong>travolto da un pesante pilone durante le operazioni di scarico del materiale.</strong> Sul luogo del sinistro sono tempestivamente intervenuti i soccorsi sanitari del 118, i vigili del fuoco e gli agenti della polizia per avviare i primi rilievi e mettere in sicurezza l&#8217;area. <strong>Quattro colleghi della vittima, presenti al momento della tragedia, sono stati assistiti dai sanitari in quanto sotto choc.</strong></p>
<p>In seguito al drammatico evento, <strong>Rete Ferroviaria Italiana ha diffuso una nota ufficiale per esprimere il proprio profondo cordoglio e la vicinanza ai familiari dell&#8217;operaio deceduto,</strong> confermando che la precisa dinamica di quanto accaduto è attualmente al vaglio delle autorità competenti per accertare eventuali responsabilita.</p>
<p>Lunedì (19 ottobre) i sindacati confederali hanno proclamato un’ora di sciopero provinciale (per il settore edile), dalle 11 alle 12, e indetto un presidio davanti al cantiere Foster in via Circondaria a Firenze, dalle 10,30 alle 12.</p>
<p>Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti &#8220;si stringono attorno alla famiglia, ai cari ed ai colleghi del lavoratore che ha perso la vita oggi nel cantiere del sotto attraversamento di Firenze. ​In momenti di così profondo dolore, desideriamo esprimere la nostra più sentita vicinanza a tutte le persone colpite da questa gravissima perdita.<strong> ​In attesa che le autorità preposte facciano la dovuta chiarezza sui fatti, questo drammatico evento ci ricorda quanto sia fondamentale mantenere sempre massima l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro</strong>. La tutela e la cura di chi lavora, specialmente nella complessità dei grandi cantieri e delle grandi opere infrastrutturali, devono rimanere l’impegno prioritario e costante di tutte le parti coinvolte&#8221;.</p>
<p>“Un’altra morte sul lavoro, ancora nel nostro territorio &#8211; è il commento di Cgil e Fillea Cgil Toscana &#8211; Siamo sconvolti, addolorati e arrabbiati. Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi. Chiediamo sia fatta chiarezza. Troppi morti nei cantieri, troppi morti nelle grandi opere, anche dove operano grandi stazioni appaltanti che dovrebbero garantire i massimi livelli di tutela e sicurezza. <strong>Soltanto lunedì eravamo in assemblea proprio in quel cantiere e abbiamo dedicato gran parte del tempo a parlare di salute e sicurezza sul lavoro, dell’importanza della formazione e della prevenzione.</strong> A distanza di appena due giorni siamo qui a piangere l’ennesima vittima, l’ennesimo operaicidio. È una cosa inaccettabile. La vita di chi lavora vale più di qualsiasi cronoprogramma. Servono controlli, formazione, prevenzione e un’organizzazione del lavoro che metta davvero al centro la salute e la sicurezza delle persone. Non possiamo limitarci ogni volta al cordoglio e alla rabbia. Valuteremo fin da subito iniziative di mobilitazione e protesta. Perché non è accettabile uscire di casa per andare a lavorare e non farvi più ritorno”.</p>
<p>&#8220;Di fronte all’ennesima morte sul lavoro, stavolta al cantiere Av di Firenze, esprimiamo dolore, rabbia e indignazione &#8211; dicono Cgil, Cisl e Uil Toscana &#8211; <strong>Chiediamo che sia fatta chiarezza. Non è più tollerabile che si continui a morire lavorando</strong>. La sicurezza deve essere una priorità assoluta, non un costo da comprimere o un ostacolo ai tempi di realizzazione delle opere. È il momento di fermare questa strage. Servono interventi concreti, controlli rigorosi e condizioni di lavoro che mettano al centro la vita e la salute delle persone. Di lavoro si deve vivere, non morire”.</p>
<p>&#8220;Il dolore e la costernazione sono fortissimi di fronte all’ennesima tragedia che ha colpito il mondo del lavoro fiorentino e toscano. Altrettanto forte deve essere la risposta delle istituzioni: non possiamo arrenderci al susseguirsi dei morti sul lavoro, che insanguinano ogni giorno la nostra comunità”.<strong> Lo dicono la segretaria generale Cisl Toscana Silvia Russo e il segretario generale di Firenze e Prato, Fabio Franchi. </strong></p>
<p>&#8220;Ci uniamo &#8211; dicono Russo e Franchi &#8211; con il cordoglio alla famiglia del lavoratore deceduto e ai suoi colleghi. Era un iscritto alla Filca-Cisl, un operaio specializzato, con molte esperienze nei cantieri alle spalle. Conosceva le procedure di sicurezza, parlava benissimo l’italiano e non lavorava in subappalto, ma direttamente con l’impresa principale del cantiere della stazione Foster. Per questo rilanciamo l’appello che abbiamo fatto qualche giorno fa: i protocolli non vanno solo firmati, vanno fatti rispettare. La lotta alle morti sul lavoro deve essere un impegno comune di tutte le istituzioni, degli enti preposti e delle organizzazioni sindacali. <strong>Oggi piangiamo Ayoub. Da domani pretendiamo nuovi percorsi e controlli nei cantieri, fine dei sub appalti al ribasso con dumping contrattuale, formazione vera e responsabile e soprattutto ascolto dei lavoratori e delle lavoratrici nelle segnalazioni di sospetto</strong>. Non ci fermeremo per disperazione, non ci fermeremo per rassegnazione”.</p>
<p>Cordoglio anche da Filca Cisl Toscana: &#8220;Abbiamo appreso con profondo dolore la notizia dell’infortunio mortale avvenuto questo pomeriggio nel cantiere della Tav a Firenze. Dalle prime informazioni che abbiamo raccolto la vittima è un giovane lavoratore, 31 anni, dipendente del Consorzio Florentia, l’azienda appaltatrice. La dinamica dell’incidente e le cause sono ancora da chiarire. Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone colpite da questa morte sul lavoro. Sarà necessario fare piena luce sulla dinamica e sulle cause dell’incidente. Una cosa però è certa: <strong>sulla salute e sicurezza nei cantieri bisogna fare molto di più, rafforzando prevenzione, controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti.</strong> La sicurezza sul lavoro deve venire prima di tutto. Ogni giorno nei cantieri si continua a morire o a subire gravi infortuni, è una strage che non può essere accettata né considerata una tragica fatalità”.</p>
<p>“La richiesta di più sicurezza in tutti i cantieri, pubblici e privati &#8211; spiega <strong>Stefano Tesi responsabile territoriale di Firenze della Filca-Cisl Toscana</strong> &#8211; passa dal rispetto rigoroso delle norme sulla salute e sicurezza; dalla piena regolarità del lavoro, dei contratti e dai maggiori controlli. Il diritto di lavorare senza mettere a rischio la propria vita e più formazione per una vera cultura della sicurezza. Non è accettabile continuare a morire di lavoro. La sicurezza non è un costo ma un dovere e ogni vita persa rappresenta una ferita profondo per l&#8217;intera società”.</p>
<p>&#8220;Apprendiamo in questi minuti di un grave incidente lavoro verificatosi nel cantiere della stazione Foster, la nuova stazione per l&#8217;alta velocità di Firenze, nel quale ha perso la vita un lavoratore di 31 anni ed un altro è rimasto gravemente ferito&#8221;. Lo dice <strong>Alessandro Rusci, segretario territoriale Rrsponsabile del coordinamento Feneal Uil Firenze</strong></p>
<p>&#8220;I dati dell’Inail lo hanno certificato pochi giorni fa e oggi, con questa ennesima tragedia, abbiamo la conferma che il tema della sicurezza continua ad essere una ferita aperta per la nostra città, la nostra Regione e per il nostro Paese. È inaccettabile alzarsi la mattina presto per recarsi in cantiere e non tornare a casa dalla propria famiglia. In attesa che gli organi competenti svolgano le indagini e accertino le dinamiche dell’incidente, ci stringiamo attorno al dolore della famiglia e dei colleghi, con profondo dolore per l’ennesima vita spezzata sui luoghi di lavoro.  Chiediamo a tutti, a partire dalle istituzioni, una responsabilità morale per quanto sta accadendo, non possiamo limitarci a parlarne dobbiamo intervenire con azioni mirate e più sinergiche.<strong> Non smetteremo di lottare per Zero Morti sul Lavoro</strong>”.</p>
<p><strong>Cordoglio anche dalla politica. </strong></p>
<p>Il presidente della Regione, Eugenio Giani, si è recato sul cantiere per l’Alta Velocità alla stazione Foster, nella zona di Rifredi, non appena saputo della tragedia della morte del giovane operaio che questo pomeriggio ha perso la vita mentre stava lavorando. “Esprimo il cordoglio per il gravissimo incidente sul lavoro avvenuto nell&#8217;area complementare adiacente al cantiere di alta velocità che ha colpito un giovane lavoratore di 31 anni, molto stimato e professionalmente preparato, dipendente del consorzio che sta sviluppando i lavori intorno a all&#8217;alta velocità in questo caso prospiciente via Zefferini. <strong>Si è trattato di un di un grave incidente sul lavoro che colpisce profondamente e che stimola a mettere ulteriormente tutto l&#8217;impegno necessario perché tutto questo non deve accadere</strong>” ha dichiarato Giani, che ha quindi espresso ”<strong>massima stima e apprezzamento per il lavoro della magistratura e della polizia scientifica</strong> che con con tempestività stanno sviluppando tutti gli gli accertamenti necessari per risalire alle motivazioni del caso”.</p>
<p>“Un ragazzo di appena 31 anni ha perso la vita mentre lavorava nel cantiere dell’Alta Velocità a Firenze, un altro è rimasto ferito. Una tragedia terribile, che colpisce profondamente tutta la nostra comunità. Alla famiglia, ai colleghi e ai suoi cari va il mio cordoglio e la vicinanza di tutto il Partito Democratico della Toscana. Sarà necessario fare piena luce sulla dinamica dell’incidente e accertare ogni eventuale responsabilità. Ma una cosa è certa: non possiamo continuare ad assistere a morti sul lavoro come se fossero una tragica fatalità inevitabile”, dichiara E<strong>miliano Fossi, segretario del Pd Toscana.</strong></p>
<p>“La sicurezza sul lavoro &#8211; prosegue &#8211; deve essere una priorità assoluta della politica, non un tema da evocare soltanto dopo ogni tragedia. Servono più controlli, più ispettori, investimenti nella prevenzione e responsabilità precise lungo tutta la filiera degli appalti. Il governo Meloni deve smetterla di rispondere a questa emergenza con annunci e dichiarazioni di circostanza: <strong>occorrono risorse, norme efficaci e interventi concreti.</strong> La politica ha il dovere di garantire che ogni persona possa tornare a casa viva dopo una giornata di lavoro. Ogni morte rappresenta una sconfitta per le istituzioni e per l’intero Paese. E non possiamo più permettercelo” conclude Fossi.</p>
<p>Ancora una tragedia sul lavoro, questa volta nel cantiere dell’Alta Velocità a Firenze, dove un operaio di 31 anni ha perso la vita e un’altra persona è rimasta ferita<strong>. Un episodio gravissimo, accaduto a poca distanza da via Mariti dove sorgeva il cantiere in cui persero la vita cinque lavoratori</strong>, e che richiama ancora una volta l’urgenza di garantire condizioni di sicurezza adeguate in tutti i luoghi di lavoro. È fondamentale che venga fatta piena luce sulle circostanze dell’incidente. Non è accettabile che una persona esca di casa per andare a lavorare e non faccia più ritorno”. Lo dichiara <strong>Federico Gianassi, deputato dem e segretario del PD Firenze.</strong></p>
<p>“La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto fondamentale che deve essere garantito sempre &#8211; spiegano ancora &#8211; in ogni settore e in ogni cantiere. La politica e le istituzioni hanno la responsabilità di mettere in campo ogni strumento necessario per prevenire queste tragedie, rafforzando i controlli, investendo nella formazione e assicurando il pieno rispetto delle norme di sicurezza. Non possiamo rassegnarci a considerare le morti sul lavoro come un fatto inevitabile. La tutela della vita e della dignità di chi lavora deve venire prima di tutto, senza eccezioni e senza compromessi”, aggiunge Gianassi.</p>
<p><strong>&#8220;Alla famiglia della vittima, ai suoi affetti e ai colleghi rivolgo il mio più profondo cordoglio e la vicinanza di tutta la comunità del Partito Democratico fiorentino, insieme a un sincero augurio di pronta guarigione alla persona rimasta ferita”, conclude Gianassi.</strong></p>
<p>&#8220;Ci stringiamo alla famiglia dell&#8217;operaio morto nel cantiere della Tav a Firenze. Saranno gli organi competenti a fare piena luce sulle dinamiche e sulle responsabilità in questa vicenda. Ora è il momento del dolore e del cordoglio e, come Forza Italia, desideriamo esprimere tutta la nostra vicinanza ai familiari di Ayoub Abourabil&#8221;. <strong>Lo dichiarano il vice segretario nazionale di Forza Italia, on. Deborah Bergamini e il segretario regionale di Forza Italia Toscana, Marco Stella.</strong></p>
<p>&#8220;Noi siamo preoccupati per queste morti sul lavoro, è un tema che si sta molto a cuore &#8211; sottolineano Bergamini e Stella &#8211; e per questo ci siamo impegnati in questi anni, come governo, a introdurre diverse misure sulla sicurezza sul lavoro, tra cui la patente a crediti a punti per i cantieri edili e i lavoratori autonomi, e con il Decreto Sicurezza sul Lavoro vengono previsti il rafforzamento della prevenzione, premiando le aziende virtuose ed escludendo dai bonus quelle sanzionate, e interventi sulla formazione, incrementando le ispezioni e il numero di ispettori del lavoro&#8221;.</p>
<p>&#8220;Esprimiamo profondo dolore per la morte del giovane operaio nel cantiere della nuova stazione dell’alta velocità di Firenze. Alla sua famiglia, ai suoi cari e ai colleghi rivolgiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza in questo momento drammatico&#8221;. Lo dichiarano <strong>Francesco Casini, capogruppo di Casa Riformista in Consiglio regionale della Toscana, e Francesco Grazzini, capogruppo di IV–Casa Riformista in consiglio comunale a Firenze.</strong></p>
<p>&#8220;Morire a 31 anni mentre si lavora è una tragedia inaccettabile, che colpisce tutta la nostra comunità &#8211; concludono &#8211; È necessario fare piena luce sull’accaduto e accertare ogni eventuale responsabilità. La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità concreta e quotidiana, attraverso prevenzione, formazione e controlli efficaci. Nessuna opera può prescindere dalla tutela della vita di chi la realizza. Un ringraziamento ai soccorritori e a tutti coloro che sono intervenuti e sono impegnati negli accertamenti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Una notizia tragica, quella di oggi. Chiedo rispetto per la morte, esprimo vicinanza alla famiglia e ai colleghi, pretendiamo verità attraverso le indagini. Vietato strumentalizzare questa tragedia. La sicurezza, soprattutto nelle opere pubbliche strategiche, è una priorità e una priorità è la modernizzazione del Paese attraverso le infrastrutture &#8211; come l&#8217;Alta Velocità -, che devono essere sempre più controllate tramite la tecnologia digitale, anche se siamo consapevoli che il rischio zero purtroppo non esiste; dobbiamo insistere su questo tema e capire bene le cause per prevenirle&#8221;. Lo afferma l&#8217;onorevole <strong>Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia</strong> e responsabile nazionale dipartimento lavori pubblici di Forza Italia.</p>
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                <excerpt><![CDATA[FIRENZE &#8211; Un tragico incidente sul lavoro si è verificato questo pomeriggio (15 ottobre) a Firenze, all&#8217;interno del cantiere per la costruzione della nuova stazione dell&#8217;Alta Velocità Foster. La vittima è l&#8217;operaio di 31 anni di origine marocchina Ayoub Abourabil, impiegato per il consorzio Florentia, la cordata di aziende incaricata della realizzazione dell&#8217;infrastruttura. In base alle [&hellip;]]]></excerpt>
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                                <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 19:47:09 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 15 Oct 2026 23:24:56 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                        <focuskw>Travolto da un pilone durante le operazioni di scarico del materiale: muore un operaio di 31 anni nel cantiere per l&#039;alta velocità</focuskw>
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                <title>Moby Prince, Onorato: &#8220;Portellone bloccato? Mi sembra una fesseria plateale. Chessa comandante di scrupolosità assoluta&#8221;</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/politica/moby-prince-onorato-portellone-bloccato-mi-sembra-una-fesseria-plateale-chessa-comandante-di-scrupolosita-assoluta/</link>
                <description><![CDATA[<p>L&#8217;armatore <strong>Vincenzo Onorato</strong>, ad Navarma, la <strong>compagnia del <a href="https://corrieretoscano.it/livorno/politica/strage-moby-prince-a-livorno-sindaco-salvetti-a-noi-preme-che-tutta-la-commissione-dinchiesta-lavori-nella-stessa-direzione/" target="_blank" rel="noopener">Moby Prince</a>,</strong> nonché presidente Moby Lines &#8220;Non lo sono più da quattro cinque anni per sopraggiunti limiti di età&#8221;, in audizione in <a href="https://www.camera.it/leg19/99?shadow_organo_parlamentare=4182&amp;id_tipografico=80" target="_blank" rel="noopener"><strong>commissione parlamentare d&#8217;inchiesta presieduta da Pietro Pittalis.</strong></a></p>
<p><a href="https://corrieretoscano.it/livorno/politica/strage-moby-prince-a-livorno-tenerini-la-commissione-parlamentare-dinchiesta-arrivera-alla-verita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La terza commissione parlamentare d&#8217;inchiesta</strong></a>. La <strong>prima presieduta da Silvio Lai</strong>, la <strong>seconda presieduta da Andrea Romano.</strong></p>
<p>Torna in audizione in commissione parlamentare d&#8217;inchiesta Vincenzo Onorato, armatore della compagnia a cui faceva capo il Moby Prince. Traghetto a bordo del quale la sera del 1<strong>0 aprile 1991 morirono 140 persone tra passeggeri ed equipaggio, poco dopo essere uscito dal porto di Livorno, diretto a Olbia. Moby Prince entrò in collisione con petroliera Agip Abruzzo. </strong></p>
<p>Secondo le conclusioni della seconda commissione parlamentare d&#8217;inchiesta presieduta da Andrea Romano, l&#8217;ipotesi più probabile della collisione del Moby Prince fu cercare di evitare una terza imbarcazione. A oggi non ancora identificata.</p>
<p>Un solo superstite, <strong>Alessio Bertrand</strong>.</p>
<p><a href="https://webtv.camera.it/evento/32494" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il video integrale dell&#8217;audizione di Vincenzo Onorato.</strong></a></p>
<p>Onorato: &#8220;La mattina dell&#8217;incidente<strong> dissi subito cause esterne</strong>. Avevo 31 anni e <strong>navigavo sul Moby Prince con Ugo Chessa</strong> e il suo equipaggio. Di tutti i comandanti con cui ho navigato <strong>non ho mai trovato una persona come il comandante Chessa. Era di una scrupolosità e rigidità nel comando assoluta.</strong> Il fatto che la nave uscisse dal porto di Livorno e andasse a <strong>collidere con una nave a sole 2.7 miglia dal porto di Livorno è tecnicamente impossibile.</strong> Ci doveva essere una causa esterna.</p>
<p><strong>Ho fatto centinaia di volte l&#8217;uscita da un porto con Ugo Chessa. Che ci fosse o non fosse nebbia era ininfluente per un uomo delle capacità e dell&#8217;esperienza di Chessa. Abituato a navigare nella nebbia del Canale della Manica.</strong> Errore umano? Errore di cosa? Chessa sul ponte di comando era un dittatore. Non permetteva nessuna distrazione.</p>
<p>Il comandante Chessa all&#8217;uscita dal porto chiedeva all&#8217;ufficiale a cui affidava la plancia rilevamento ottico e rilevamento radar. <strong>Il radar aveva allarme anti collisione. Allora come ci è finita la Moby Prince sulla petroliera? Chessa è stato ritrovato sul ponte di comando. Quindi non lo aveva lasciato. E allora come è finito sulla petroliera?&#8221;.</strong></p>
<p>Poi Onorato: &#8220;Le vittime furono trovate nei posti di riunione. Significa che aspettavano i soccorsi. Soccorsi che non sono arrivati. Il fuoco non era dentro, era fuori&#8221;. Quindi durante l&#8217;audizione punta il dito: &#8220;<strong>Quali soccorsi?&#8221;.</strong></p>
<p>Pittalis, facendo riferimento a dichiarazioni di &#8220;nostromo Ciro Di Lauro e testimonianza Alessio Bertrand&#8221;: &#8220;<strong>Il blocco del portellone di poppa aveva impedito una via di fuga a un gruppo di persone. Di Lauro dice di averlo segnalato senza riscontro</strong>. Quali sono le ragioni del mancato intervento?&#8221;.</p>
<p>Onorato: &#8220;Il portellone di poppa aveva problemi? E allora come faceva a caricare e scaricare? <strong>Impossibile che non funzionasse. Se poi si sia bloccato durante l&#8217;incidente o dopo questo è possibile,</strong> ma che non funzionasse prima è assolutamente ridicolo. <strong>E&#8217; la prima volta che ne sento parlare. Mi sembra una fesseria plateale.</strong> E&#8217; un portellone che pesa decine di tonnellate&#8221;.</p>
<p>Pittalis si riferisce poi a &#8220;<strong>D&#8217;Orsi e Di Lauro vostri dipendenti processati, fecero intervento sulla leva del timone</strong>&#8220;.</p>
<p>Onorato: &#8220;Io non sono convinto che l&#8217;abbiano fatto. Io<strong> l&#8217;ho letta sui giornali questa vicenda. Una vicenda talmente priva di significato.</strong> Dopo l&#8217;errore umano, dopo le uscite che ho fatto nel difendere il mio equipaggio, si è passati a colpire l&#8217;equipaggio. <strong>Stamani ho sentito anche la storia del portellone che non sapevo</strong>. Tutta la vicenda ci vedeva dall&#8217;altro lato della barricata. Dall&#8217;altra parte c&#8217;è lo Stato italiano. E&#8217; una sfida un po&#8217; squilibrata&#8221;.</p>
<p>Onorato: &#8220;<strong>Mio padre diede ordine al nostro ufficio legale di fare tutto il possibile per il risarcimento alle famiglie delle vittime</strong>. Non è vero che noi volevamo mantenere il limite armatoriale assicurativo, perché <strong>noi abbiamo rinunciato a quel limite&#8221;</strong></p>
<p>Quindi a domanda <strong>del deputato Matteo Mauri</strong>. &#8220;Dopo tutto l&#8217;accordo assicurativo <strong>Navarma guadagna dall&#8217;accordo tra assicurazioni. Rimborso percepito di oltre venti miliardi&#8221;.</strong></p>
<p>Onorato: &#8220;La liquidazione del danno sarebbe avvenuta comunque. <strong>Ritengo l&#8217;indennizzo ci fosse assolutamente dovuto.</strong> Per non avere l&#8217;indennizzo ci voleva la prova ci fosse stata una volontà di causare il dolo. Come abbiamo fatto a riprenderci? <strong>Abbiamo venduto tre navi e siamo ripartiti daccapo. Con grande lavoro e grande determinazione&#8221;.</strong></p>
<p>Poi: &#8220;<strong>Noi abbiamo rinunciato al limite armatoriale</strong> e volevamo la liquidazione per le famiglie delle vittime. <strong>Incredibilmente e positivamente Eni ci ha seguito.</strong> Abbiamo parlato con la nostra assicurazione. Ritengo che le assicurazioni alla fine, vista l&#8217;enormità della tragedia, 140 morti, in particolare gli inglesi, i Lloyds, si sono messi subito a disposizione. La disponibilità è stata immediata. <strong>Snam? Se fossimo negli Stati Uniti ricorrerei al quinto emendamento, avvalendomi della facoltà di non rispondere. Le mie sono solo ipotesi. Non voglio passare un guaio&#8221;.</strong></p>
<p>Onorato subito dopo <strong>rifiuta di andare in audizione secretata come proposto da Pittalis: &#8220;Sono una persona trasparente&#8221;.</strong></p>
<p>Onorato in risposta a Mauri su <strong>Superina, comandante Agip Abruzzo, ricordiamo scomparso nel 2011,</strong> che <strong>nella prima comunicazione di sos</strong> dopo la collisione <strong>parlò di bettolina </strong>che aveva colpito la petroliera da lui comandata<strong>.</strong> &#8220;Perché Superina <strong>comandante di lungo corso</strong> parla di bettolina e non di traghetto? <strong>Non sa riconoscere un traghetto di una bettolina?</strong> Voi in commissione avete parlato che è probabile una terza nave che può aver fatto deviare il Moby Prince. Perché Superina dice bettolina? Onorevole, è così semplice.<strong> Perché evidentemente c&#8217;era una bettolina&#8221;. </strong></p>
<p>Mauri: &#8220;Noi abbiamo ipotizzato mille cose: <strong>traffico di carburante, nafta, armi.</strong> Secondo lei cosa si sarebbe potuto trafficare a bordo di quella nave?&#8221;.</p>
<p>Onorato: &#8220;Non ne ho idea. Quando è uscita fuori la <strong>storia dell&#8217;esplosivo,</strong> la dichiarazione della bettolina dentro di me è andata in secondo piano. Poi è riemersa quando è stata <strong>annullata l&#8217;idea che ci fosse una bomba. </strong>Il traghetto è una cosa, la bettolina un&#8217;altra. <strong>Facciamo un&#8217;ipotesi e mi prendo dei rischi: facciamo l&#8217;ipotesi che la bettolina era sotto bordo all&#8217;Agip</strong>. Quindi <strong>Chessa in uscita rileva solo l&#8217;Agip</strong>. Se era sotto l&#8217;Agip non aveva luci e fanali accesi. E&#8217; un&#8217;ipotesi. Continuiamo con l&#8217;ipotesi. Poniamo che la bettolina si stacchi dall&#8217;Agip Abruzzo. Perché se stava facendo qualcosa forse l&#8217;ha finito. S<strong>e ne va. E se ne va a luci spente</strong>. <strong>Sul radar sul ponte di comando vedono allora un bersaglio nuovo</strong>. <strong>Se fossi stato al comando avrei detto di accostare tutto a dritto</strong>. Tenga presente onorevole che il Moby Prince superava il livello della coperta della petroliera. <strong>La bettolina è bassa.</strong> Poi Superina interrogato si è giustificato dicendo che &#8220;aveva acceso due fari di prua e ha pensato a una bettolina&#8221;. Cavolata. Poi una bettolina una collisione? Sì, ma mi ricordo ancora il fianco dell&#8217;Agip Abruzzo squarciato aperto&#8221;.</p>
<p>Poi Onorato<strong>: &#8220;Superina purtroppo è morto. Però c&#8217;è l&#8217;equipaggio</strong>&#8220;.</p>
<p>Quindi alla deputata <strong>Chiara Tenerini</strong>: &#8220;Abbiamo gli uffici a Livorno. <strong>A Livorno la mattina non potevamo entrare in porto. Ci sputavano addosso</strong>. Chessa aveva una caratteristica: aveva paura. Era prudente. Adesso <strong>Bertrand dice che il portellone non funzionava?</strong> Era imbarcato quattro giorni prima per la prima volta. Magari non sapeva farlo funzionare&#8221;.</p>
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                <excerpt><![CDATA[Armatore Onorato, ad Navarma, in commissione inchiesta: "Abbiamo rinunciato a limite armatoriale assicurativo per risarcimento alle famiglie". Quindi su Agip Abruzzo: "Mi prendo dei rischi: facciamo ipotesi che la bettolina fosse sotto bordo petroliera". Onorato rifiuta audizione secretata]]></excerpt>
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                                    <tag>Vincenzo Onorato</tag>
                                                    <place>Toscana</place>
                                <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 18:20:41 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 15 Oct 2026 19:48:21 +0200</modDate>
                <author>CINZIA GORLA</author>
                <authorEmail>cinziagorla.cg@gmail.com</authorEmail>
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                        <focuskw>Moby Prince</focuskw>
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                <title>Dicono di aver visto tutto per aiutare l’amico: falsi testimoni negli incidenti stradali scoperti a Firenze</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/firenze/cronaca/dicono-di-aver-visto-tutto-per-aiutare-lamico-falsi-testimoni-negli-incidenti-stradali-scoperti-a-firenze/</link>
                <description><![CDATA[<div>
<div tabindex="-1" role="article" aria-setsize="6" aria-posinset="5" aria-label="Messaggio 5 di 6">
<div>
<div>
<p>FIRENZE – Versioni concordate tra amici e testimoni mai presenti sul luogo dello scontro, con un solo obiettivo: ottenere il risarcimento scaricando la colpa su altri. Il fenomeno dei <strong>falsi testimoni negli incidenti stradali</strong> è emerso da due indagini della <strong>polizia municipale di Firenze</strong>, chiuse con <strong>cinque denunce</strong>.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div>
<div tabindex="0" role="article" aria-setsize="6" aria-posinset="6" aria-label="Messaggio 6 di 6">
<p dir="ltr">Il primo caso risale all’estate e riguarda uno scontro tra <strong>due moto</strong> nella zona di viale Don Minzoni. Il conducente ritenuto responsabile, risultato positivo all’alcoltest, ha indicato due persone pronte a sostenere la sua versione. Le <strong>telecamere della zona</strong> hanno però dimostrato che nessuna delle due si trovava sul posto.</p>
<p dir="ltr">Il secondo episodio, più recente, si è verificato nella zona sud della città tra <strong>due auto</strong>. Anche qui l’automobilista considerato responsabile ha raccontato una dinamica opposta a quella dei rilievi, citando un testimone che in realtà non era presente e che conosceva bene.</p>
<p dir="ltr">In entrambe le vicende il meccanismo dei falsi testimoni negli incidenti stradali si è rivelato identico: amici o conoscenti disposti a confermare una ricostruzione inventata per far ricadere la responsabilità sull’altro conducente.</p>
<p dir="ltr">Tutte e cinque le persone coinvolte sono state denunciate per <strong>calunnia</strong>, mentre ai tre testimoni viene contestato anche il <strong>favoreggiamento personale</strong>.</p>
<p dir="ltr">Decisivi, nei due casi di falsi testimoni negli incidenti stradali scoperti a Firenze, sono stati i rilievi tecnici e le immagini di videosorveglianza, che hanno permesso agli agenti di smontare le versioni concordate prima che si arrivasse al risarcimento.</p>
</div>
</div>
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                <excerpt><![CDATA[Dietro le dichiarazioni concordate c’era il tentativo di ottenere un risarcimento scaricando la colpa sull’altro guidatore]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Firenze, falsi testimoni negli incidenti stradali: decisive le telecamere, scattano cinque denunce.                    ]]>
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                                    <category>Cronaca</category>
                                    <category>Primo Piano</category>
                                                                    <tag>falsa testimonianza</tag>
                                    <tag>incidenti stradali</tag>
                                                    <place>Firenze</place>
                                <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 17:12:56 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 15 Oct 2026 17:12:56 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                        <metadesc>Firenze, falsi testimoni negli incidenti stradali: decisive le telecamere, scattano cinque denunce.</metadesc>
                        <focuskw>falsi testimoni negli incidenti stradali</focuskw>
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                <title>Il Rock Contest alle fasi finali: dal 20 ottobre i live a Firenze per la 38esima edizione</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/firenze/cultura-ed-eventi/il-rock-contest-alle-fasi-finali-dal-20-ottobre-i-live-a-firenze-per-la-38esima-edizione/</link>
                <description><![CDATA[<p>FIRENZE &#8211; Sono 30 i progetti musicali selezionati per accedere alle fasi live del <strong><em>Rock Contest 2026</em></strong>, il più importante e longevo concorso nazionale dedicato agli artisti emergenti, ideato e organizzato da Controradio con il patrocinio della Regione Toscana. <strong>Le candidature arrivate da tutta Italia hanno superato quota 600,</strong> confermando il ruolo centrale del contest nello scouting della nuova musica italiana.</p>
<p>La presentazione della fase finale del concorso si è tenuta in Palazzo Strozzi Sacrati con<strong> il presidente Giani e l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Giovanni Bettarini</strong>. <strong>Le serate live prenderanno il via il 20 ottobre a Firenze</strong> e offriranno ai partecipanti l&#8217;opportunità di esibirsi davanti a pubblico, professionisti del settore, etichette discografiche, agenzie di booking e direttori artistici di importanti festival italiani. Un percorso che negli anni ha contribuito a far emergere artisti oggi affermati come <strong>Lucio Corsi, Offlaga Disco Pax ed Emma Nolde.</strong></p>
<p>&#8220;Il Rock Contest rappresenta da quasi quarant&#8217;anni uno spazio straordinario di crescita, confronto e opportunità per le nuove generazioni di musicisti – ha detto <strong>il presidente Giani</strong> -.  La qualità e il numero delle candidature, circa seicento, confermano la vitalità della scena emergente italiana e la capacità di questa manifestazione di intercettare linguaggi, sensibilità e innovazioni che raccontano il presente. Sostenere percorsi come questo significa investire nei talenti, nella cultura contemporanea e nella libertà espressiva dei giovani artisti&#8221;.</p>
<p><strong>Le proposte selezionate, provenienti dalla Sicilia al Piemonte, rappresentano un panorama musicale ampio e contemporaneo, che spazia dal post-punk allo shoegaze, dall&#8217;hip hop all&#8217;elettronica, dalla psichedelia al nu-soul, fino al cantautorato, al metal e alla sperimentazione. Quest’anno c’è davvero tanta varietà.</strong></p>
<p>“Il Rock Contest è un presidio di resistenza della musica dal vivo  e della musica creata dalle persone” evidenzia <strong>Giuseppe Barone,  direttore artistico del festival e responsabile delle direzione musicale di Controradio</strong>. “Il rischio che l’intelligenza artificiale cancelli la creatività è reale &#8211; spiega, facendo ascoltare un pezzo composto dall’Ai in appena un minuto -.  Occorre porvi attenzione, tutelando questi ed altri festival”.</p>
<p><strong>Tra i primi nomi annunciati della giuria figurano Max Collini (Offlaga Disco Pax), Roberta Sammarelli (Sì! Boom! Voilà! e già Verdena), Carlo Corbellini (Post Nebbia) e Massimiliano <em>Ufo</em> Schiavelli (The Zen Circus), che si affiancheranno a rappresentanti di importanti realtà discografiche, agenzie di booking e festival nazionali.</strong></p>
<p>Da quasi quarant&#8217;anni il Rock Contest è molto più di una competizione musicale: è un network che mette in relazione artisti e professionisti del settore, offrendo occasioni concrete di crescita, visibilità e sviluppo progettuale attraverso premi, attività di promozione e opportunità di esibirsi nei principali contesti della scena indipendente italiana. Capita spesso che contratti vengano firmati nel corso delle serate live.</p>
<p>“Da 37 anni – commenta <strong>Marco Imponente, direttore generale di Controradio</strong> &#8211; il Rock Contest offre alle giovani band e agli artisti emergenti un’importante opportunità di entrare in contatto con il mondo della musica professionale, grazie a giurie composte da etichette, manager, organizzatori di festival e giornalisti musicali. Nel corso della sua storia, il concorso ha visto gli esordi di numerosi artisti poi affermatisi in Italia, da Irene Grandi e Bandabardò ai Subsonica, fino a Emma Nolde e Lucio Corsi: la prima l’abbiamo vista duettare con Jovanotti durante i suoi mega concerti, il secondo calcare il palco del Rock Contest ben prima del suo successo sanremese. L’obiettivo di valorizzare talenti e proposte originali, offrendo occasioni concrete per farsi conoscere, incontrare professionisti del settore e dare slancio alla propria carriera musicale, sembra centrato”.</p>
<p>“Il Rock contest è un appuntamento storico per la città, un luogo del cuore e un modo autentico di fare musica – evidenzia<strong> l’assessore alla cultura del comune di Firenze, Giovanni Bettarini</strong> -. Il Rock contest è uno scrigno della tradizione, che Controradio sta custodendo nel modo migliore, innovando, ed è un’iniziativa per tutti, che valorizza musica, parole e presenza scenica di musicisti e cantanti”.</p>
<p><strong>Le selezioni live si svolgeranno tra ottobre e novembre tra il Combo Social Club e il Glue Alternative Concept Space di Firenze. La finale è in programma il 6 dicembre al Tenax</strong>. In palio 3mila euro per il progetto vincitore, giornate di registrazione professionale presso il Sam Recording Studio e il Premio Ernesto De Pascale per la migliore canzone in italiano.</p>
<p>Tutte le informazioni sul concorso e i profili dei 30 progetti selezionati sono disponibili su www.rockcontest.it.</p>
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                <excerpt><![CDATA[La finale della manifestazione di Controradio è in programma il 6 dicembre al Tenax. In palio 3mila euro per il progetto vincitore]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[La finale della manifestazione di Controradio è in programma il 6 dicembre al Tenax. In palio 3mila euro per il progetto vincitore                    ]]>
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                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
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                                    <tag>Comune di Firenze</tag>
                                    <tag>Eugenio Giani</tag>
                                    <tag>Giovanni Bettarini</tag>
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                                    <tag>Giuseppe Barone</tag>
                                    <tag>progetti musicali</tag>
                                    <tag>Regione Toscana</tag>
                                    <tag>Rock Contest</tag>
                                    <tag>serate live</tag>
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                                <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 17:12:14 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 15 Oct 2026 17:12:14 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                        <metadesc>La finale della manifestazione di Controradio è in programma il 6 dicembre al Tenax. In palio 3mila euro per il progetto vincitore</metadesc>
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                <title>Abruzzo, aveva 23 anni e stava per laurearsi: è morto nell’incidente sul lavoro a Scerni</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/italia/italia-mondo/abruzzo-aveva-23-anni-e-stava-per-laurearsi-e-morto-nellincidente-sul-lavoro-a-scerni/</link>
                <description><![CDATA[<p dir="ltr">CHIETI – Un <strong>incidente sul lavoro a Scerni</strong>, piccolo comune della provincia, è costato la vita a un ragazzo di 23 anni. La tragedia si è consumata oggi (15 ottobre) alle prime ore del mattino all’interno di una <strong>cantina sociale</strong> del paese.</p>
<p dir="ltr">La vittima era uno <strong>studente universitario</strong> ormai vicino alla laurea, che con ogni probabilità lavorava nella struttura come stagionale. Per lui non c’è stato niente da fare.</p>
<p dir="ltr">Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava pulendo le <strong>vasche per la lavorazione del vino</strong> quando è caduto, perdendo i sensi. Le circostanze esatte restano ancora da chiarire.</p>
<p dir="ltr">Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, i <strong>vigili del fuoco</strong> e i <strong>carabinieri</strong>, che stanno ricostruendo la dinamica per capire le cause della morte. Nella cantina si è recato anche il <strong>sindaco</strong> del paese.</p>
<p dir="ltr">L’incidente sul lavoro a Scerni è avvenuto in un periodo di grande attività per il <strong>settore vitivinicolo</strong>. Tra la coda della vendemmia e la lavorazione delle uve, le cantine lavorano a pieno ritmo e ricorrono spesso a personale stagionale.</p>
<p dir="ltr">La vicenda riporta al centro del dibattito il tema della <strong>sicurezza nei luoghi di lavoro</strong> in Abruzzo, regione che quest’anno ha già pagato un prezzo alto in termini di vite umane.</p>
<p dir="ltr">Con l’incidente sul lavoro a Scerni salgono infatti a <strong>nove</strong> le vittime sul lavoro registrate nella regione dall’inizio del 2026. Gli accertamenti dei carabinieri proseguono per fare piena luce sull’accaduto.</p>
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                <excerpt><![CDATA[CHIETI – Un incidente sul lavoro a Scerni, piccolo comune della provincia, è costato la vita a un ragazzo di 23 anni. La tragedia si è consumata oggi (15 ottobre) alle prime ore del mattino all’interno di una cantina sociale del paese. La vittima era uno studente universitario ormai vicino alla laurea, che con ogni [&hellip;]]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Incidente sul lavoro a Scerni, nel Chietino: morto un giovane di 23 anni. Indagini dei carabinieri sulla dinamica                    ]]>
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                                <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 16:28:45 +0200</pubDate>
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                <title>Al Gabinetto Vieusseux la mostra su Collodi tra satira, giornalismo e letteratura per l&#8217;infanzia</title>
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                <description><![CDATA[<p>FIRENZE &#8211; Non soltanto il padre di Pinocchio, ma anche un giornalista brillante, uno scrittore irriverente, un osservatore acuto della società e della politica del suo tempo. <strong>A duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini</strong> (1826-1890), universalmente conosciuto con lo pseudonimo di Collodi, il <strong>gabinetto scientifico letterario G.P. Vieusseux</strong> in collaborazione con il Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Collodi – Fondazione Collodi e Società Dante Alighieri gli dedica la mostra<strong><em> C’era una volta… Un Re! Carlo Lorenzini detto ‘Collodi’ tra satira, giornalismo e letteratura per l’infanzia</em></strong>, a cura di Elisa Martini e Benedetta Gallerini, ospitata all’archivio contemporaneo Alessandro Bonsanti, a Palazzo Corsini Suarez, dal 15 ottobre al 15 giugno 2027.</p>
<p><strong>Attraverso documenti originali, prime edizioni, giornali d’epoca, volumi rari e opere d’arte, l’esposizione ricostruisce il percorso umano e letterario di Collodi</strong>, restituendo al pubblico il ritratto di un intellettuale profondamente legato alla Firenze dell’Ottocento, ben prima che il suo burattino di legno conquistasse i lettori di tutto il mondo.</p>
<p>“Collodi è uno scrittore per gli adulti e poi per i bambini &#8211; dichiara <strong>il presidente del Gabinetto Vieusseux Riccardo Nencini</strong> -. Pinocchio è la favola per eccellenza sulla metamorfosi e un omaggio esemplare a Firenze e a tutta l’umanità”.</p>
<p>“Dedicare oggi una mostra al capolavoro collodiano ha senso più che mai – dichiara <strong>il direttore del Gabinetto Vieusseux Michele Rossi</strong> &#8211; Non solo perché ricorrono duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini, ma in quanto il messaggio che voleva lanciare lo scrittore fiorentino agli adolescenti dell’Italia umbertina è di un’attualità sconcertante: se non vogliamo trasformarci tutti in &#8220;bellissimi somari&#8221;, c’è da &#8220;avvezzarsi ad essere ragazzini per bene&#8221;, prendere amore per lo studio e il lavoro, e dire sempre la verità. Il burattino deve guardarsi dal Gatto e la Volpe: i due non sono la personificazione del <strong><em>Principe</em> </strong>di Machiavelli, della golpe del lione che cercano di far uscire il popolo dalla decadenza e dal degrado per mezzo di rimedi estremi, ma truffatori che vogliono turlupinare gli ingenui a proprio vantaggio con raggiri, belle parole e promesse assurde, come quella di far crescere e moltiplicare le cinque monete d’oro di Pinocchio con una modalità che può apparire vera solo agli ingenui. Ma siamo sicuri che con gli influencer e le fake news odierni truffe simili siano portate a termine solo a danno degli sprovveduti? «Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per di solito o sono matti o imbroglioni», consiglia l’ombra del Grillo parlante al burattino. <strong>Sarà bene ascoltarlo…</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<strong>Il mondo di Collodi</strong> è uno spazio ampio, dove più piani ed anime si vengono ad intersecare – spiega la curatrice Elisa Martini &#8211; Nel suo capolavoro Pinocchio, vero baluardo per la letteratura infantile, ritroviamo, infatti, la sua intera esistenza, non solo come autore, ma anche come giornalista e uomo. Tutto è letto in un&#8217;ottica carnavalesca (tempo di burattini irriverenti e di mascherine), dove &#8211; <strong>mediante il gioco rovesciato di bachtiniana memoria</strong> &#8211; Collodi esprime tutta la sua delusione (già dichiarata sulle pagine del &#8220;Fanfulla&#8221; e dello &#8220;Scaramuccia&#8221;) per i suoi ideali risorgimentali traditi e caduti e per la trasformazione del suo mondo da &#8216;commedia&#8217; a &#8216;farsa e di quelle che non fanno ridere&#8221; dove Firenze, ormai non più capitale e rovinata dai debiti, è declassata ad una città di &#8220;Acchiappacitrulli&#8221; e Roma è sempre più un &#8220;Paese dei balocchi&#8221; dove i somari sono protagonisti. Ed è in questa realtà rovesciata in racconto che si possono riconoscere figure molto note anche al Gabinetto Vieusseux&#8221;.</p>
<p>“La strada per arrivare a Pinocchio e alle sue avventure non è stata certo facile nè lineare – ha detto<strong> la curatrice Benedetta Gallerini</strong> &#8211; Si deve ricordare che Collodi è stato prima di tutto un giornalista, soprattutto satirico, che uno scrittore di libri per l&#8217;infanzia. Il percorso di questa mostra vuole far emergere come attraverso gli articoli dei giornali, soprattutto il Fanfulla e lo Scaramuccia, Collodi si avvicina a Pinocchio e ai suoi compagni di viaggio, sia quelli buoni e puri che quelli truffaldini, bugiardi e subdoli. Cito per semplificare una persona su tutte: Girolamo Pagliano, il vorace pesce-cane che inghiotte qualsiasi cosa sul suo percorso, persone, cose, navi. C<strong>he Eugenio Vieusseux lo descrive come &#8220;giocatore di carte, giocatore di borsa, che ha fatto denari a più non posso&#8221;. Non sfugge nemmeno la questione degli analfabeti, quasi 17 milioni, che preferiscono prendere i libri e darsi battaglia che sfogliarli o andare a scuola e studiare</strong>. Una lettura quindi, disincantata, malinconica che restituisce un altro aspetto del metatesto che è Pinocchio. Che certamente non è un libro per bambini”.</p>
<p><strong>Un legame, quello tra Collodi e il Vieusseux</strong>, che comincia oltre vent’anni prima della pubblicazione di Pinocchio.Tra i documenti più significativi in mostra figura, infatti, la firma autografa di Carlo Lorenzini sul Libro dei Soci del Gabinetto Vieusseux, datata 30 giugno 1865. Firenze è appena diventata capitale del Regno d’Italia e la città vive una stagione di straordinario fermento politico e culturale. Lorenzini è allora un giornalista dalla penna tagliente, impegnato nella cronaca e nella satira, che frequenta il Vieusseux, luogo privilegiato di incontro, lettura e confronto con i protagonisti della vita politica e intellettuale dell’epoca. È il Collodi del Lampione, dello Scaramuccia, del Fanfulla: un autore capace di raccontare con ironia le contraddizioni della società contemporanea, anticipando molti dei personaggi e delle situazioni che ritroveremo nelle avventure del suo burattino.</p>
<p>Tra i pezzi più preziosi e curiosi della mostra c’è naturalmente la prima edizione delle <strong><em>Avventure di Pinocchio</em></strong>, pubblicata a Firenze dall’editore Paggi nel 1883. Un volume eccezionale anche per la sua provenienza: a concederlo in prestito è infatti la biblioteca della scuola media Cavalcanti di Sesto Fiorentino, custode di un autentico tesoro della letteratura italiana.</p>
<p>Accanto al volume sarà esposto anche il <strong><em>Giornale per i bambini</em></strong> del 1881, in prestito dalla Fondazione Spadolini, sulle cui pagine Pinocchio fece la sua prima apparizione il 7 luglio di quell’anno. La storia del burattino venne pubblicata a puntate, tra interruzioni e riprese, fino al 25 gennaio 1883, prima di essere raccolta in volume e diventare uno dei maggiori successi editoriali della letteratura italiana.</p>
<p><strong>Il Gabinetto Vieusseux, del resto, aveva riconosciuto immediatamente l’importanza dell’opera, acquistandone una copia appena pubblicata.</strong> Quell’esemplare della prima edizione oggi non è più presente nelle raccolte dell’istituto. Una mancanza che richiama anche una delle pagine più drammatiche della storia del patrimonio librario fiorentino: l’alluvione del 1966, che colpì duramente il Gabinetto Vieusseux. A sessant’anni da quella tragedia, la mostra racconta anche la storia dei libri salvati dall’acqua. Tra questi figura la prima edizione inglese di Pinocchio, del 1892, sopravvissuta all’alluvione &#8211; che per il suo prestigio sarà esposta al Salone Internazionale in Messico, dove l&#8217;Italia sarà paese ospite &#8211; testimonianza della precoce fortuna internazionale del capolavoro collodiano. E soprattutto un altro volume di grande valore storico e letterario: <strong>I racconti delle fate di Charles Perrault, tradotti da Carlo Lorenzini, opera che segnò uno dei suoi primi avvicinamenti al mondo della letteratura per l’infanzia.</strong> Il libro, investito dall’acqua nel novembre 1966, è stato lavato e recuperato, ma porta ancora su di sé i segni dell’alluvione. Un documento che permette di toccare con mano non soltanto i danni provocati dalla piena, ma anche lo straordinario lavoro di recupero e salvaguardia compiuto per restituire alla collettività un patrimonio che sembrava perduto.</p>
<p><strong>La mostra dedica inoltre uno spazio importante alla fortuna artistica di Pinocchi</strong>o, personaggio che ha attraversato generazioni, linguaggi e forme espressive. Di particolare rilievo il prestito dall’Archivio Vinicio Berti un cospicuo nucleo tra litografie, oli e commenti realizzati dall’artista per l’edizione di Pinocchio del 1981 e presentati per la prima volta nell’ambito di una vera e propria esposizione. Un&#8217;occasione per scoprire il burattino attraverso lo sguardo di uno dei protagonisti dell’arte italiana del Novecento. Ad arricchire il percorso sarà anche una scultura in ferro di Venturino Venturi raffigurante Pinocchio, studio preparatorio per la statua successivamente realizzata per il Parco di Collodi. Un’opera che testimonia la capacità del personaggio di ispirare, ben oltre la pagina scritta, alcuni dei maggiori interpreti dell’arte contemporanea.</p>
<p><strong>Ma il successo di Pinocchio non si esaurì con la storia immaginata dal suo autore.</strong> Fin dai primi anni successivi alla pubblicazione, il burattino divenne protagonista di un fenomeno editoriale sorprendente, quello delle cosiddette “Pinocchiate”: nuove avventure, continuazioni e storie parallele che, con un linguaggio contemporaneo, potremmo definire veri e propri sequel e spin-off. Il pubblico voleva continuare a leggere le peripezie di Pinocchio e numerosi scrittori raccolsero questa eredità, inventando nuove vicende da collocare prima della sua trasformazione in bambino.</p>
<p>Tra i titoli più fortunati figurano <strong><em>Il segreto di Pinocchio</em></strong> di Gemma Mongiardini Rembaldi, <strong><em>Il cugino di Pinocchio</em></strong> di Momus, pseudonimo di Augusto Piccioni e Pinocchio in <strong><em>Affrica</em></strong> di Eugenio Cherubini. Opere che conobbero una notevole fortuna tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, ma che oggi sono pressoché scomparse dalla memoria dei lettori. Proprio in occasione del bicentenario della nascita di Collodi, il Gabinetto Vieusseux si prepara a ripubblicare questi tre libri, offrendo al pubblico la possibilità di riscoprire – grazie alle copie anastatiche &#8211; una stagione poco conosciuta della letteratura italiana e di riflettere sulla straordinaria vitalità del personaggio di Pinocchio, capace fin dalla sua nascita di generare nuove storie e nuove interpretazioni.</p>
<p>A partire da quell’incipit diventato celebre, <strong><em>C’era una volta… un Re!</em></strong>, la mostra – resa possibile anche grazie alla collaborazione del Comitato Bicentenario Collodiano 1826-2026, dell’Archivio Vinicio Berti e della Fondazione Spadolini Nuova Antologia invita così a tornare alle origini di Pinocchio e soprattutto a guardare oltre il burattino, per ritrovare il suo autore: un intellettuale ironico, anticonformista e profondamente immerso nella vita culturale e politica del proprio tempo.</p>
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                <excerpt><![CDATA[Attraverso documenti originali, prime edizioni e volumi rar l’esposizione ricostruisce il percorso umano e letterario di Carlo Lorenzini]]></excerpt>
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                                <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 15:07:54 +0200</pubDate>
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                <title>Manifestazione non autorizzata in centro a Pisa, perquisiti gli appartamenti di cinque giovani</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/pisa/cronaca/manifestazione-non-autorizzata-in-centro-a-pisa-perquisiti-gli-appartamenti-di-cinque-giovani/</link>
                <description><![CDATA[<p>PISA &#8211; La polizia ha eseguito cinque perquisizioni nei confronti di giovani di età compresa tra i 23 e i 35 anni, ritenuti responsabili di <strong>danneggiamenti e imbrattamenti durante la manifestazione non preavvisata tenutasi a Pisa il 21 luglio scorso in ricordo di Abderrahim Fakir.</strong></p>
<p>Il corteo, promosso da<strong> collettivi antagonisti e anarchici,</strong> era partito da piazza della Stazione con circa trecentoe partecipanti per snodarsi lungo le vie del centro, accompagnato da striscioni e slogan offensivi contro le istituzioni e le forze dell&#8217;ordine. Nel corso della protesta, alcuni partecipanti con il volto travisato avevano imbrattato diversi edifici storici tra cui<strong> la sede della Prefettura,</strong> con scritte oltraggiose. Le indagini condotte dalla Digos di Pisa e coordinate dalla Procura hanno permesso <strong>di identificare e denunciare complessivamente dieci soggetti per reati che vanno dall&#8217;oltraggio a pubblico ufficiale all&#8217;istigazione a delinquere,</strong> dal travisamento al deturpamento e imbrattamento di beni culturali, oltre che per danneggiamento aggravato e accensioni ed esplosioni pericolose.</p>
<p>Le perquisizioni, effettuate quattro a Pisa e una in provincia di Potenza con il supporto della Digos lucana,<strong> hanno consentito di sequestrare gli indumenti impiegati per il travisamento, i materiali utilizzati per gli imbrattamenti e i dispositivi elettronici degli indagati per ulteriori accertamenti.</strong></p>
<p>Inoltre, gli investigatori hanno individuato <strong>diciassette promotori e organizzatori del corteo non preavvisato,</strong> nei cui confronti è stata elevata la <strong>sanzione amministrativa</strong> prevista dall&#8217;articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, <strong>con importi compresi tra i mille e i diecimila euro.</strong></p>
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                <excerpt><![CDATA[PISA &#8211; La polizia ha eseguito cinque perquisizioni nei confronti di giovani di età compresa tra i 23 e i 35 anni, ritenuti responsabili di danneggiamenti e imbrattamenti durante la manifestazione non preavvisata tenutasi a Pisa il 21 luglio scorso in ricordo di Abderrahim Fakir. Il corteo, promosso da collettivi antagonisti e anarchici, era partito [&hellip;]]]></excerpt>
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                                <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 14:44:56 +0200</pubDate>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                        <focuskw>Manifestazione non autorizzata in centro a Pisa perquisiti gli appartamenti di cinque giovani</focuskw>
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                <title>Incidente a Perignano, moto si scontra con un’auto: 43enne portato via in codice rosso</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/pisa/cronaca/incidente-a-perignano-moto-si-scontra-con-unauto-43enne-portato-via-in-codice-rosso/</link>
                <description><![CDATA[<p dir="ltr">PISA – Grave <strong>incidente a Perignano</strong> nella mattinata di oggi (15 ottobre), dove un’auto e una moto si sono scontrate in <strong>via Livornese Est</strong>. Ad avere la peggio è stato il motociclista, un <strong>uomo di 43 anni</strong>, trasportato in <strong>codice rosso</strong> all’<strong>ospedale di Cisanello</strong>.</p>
<p dir="ltr">Lo scontro è avvenuto intorno alle <strong>8,20</strong> lungo la strada che attraversa Perignano, frazione di <strong>Casciana Terme Lari.</strong> Le cause sono ancora da chiarire.</p>
<p dir="ltr">Nell’urto e nella caduta sull’asfalto il 43enne ha riportato un <em>politrauma</em>. Sul posto sono arrivati l’<strong>automedica di Pontedera</strong> e un’ambulanza della <strong>Misericordia di Lari</strong>: <strong>i sanitari del 118 gli hanno prestato le prime cure e lo hanno stabilizzato prima del trasferimento in ospedale.</strong></p>
<p dir="ltr">Le sue condizioni sono state giudicate serie. Cisanello, sede dell’<strong>Azienda ospedaliero-universitaria pisana</strong>, è il centro di riferimento per i traumi gravi della zona ed è qui che l’uomo è stato affidato ai medici del pronto soccorso.</p>
<p dir="ltr">Per ricostruire la dinamica dell’incidente a Perignano sono intervenuti gli agenti della <strong>polizia locale dell’Unione Valdera</strong>, sezione di Lari, che hanno eseguito i rilievi e gestito il traffico in via Livornese Est durante le operazioni di soccorso.</p>
<p dir="ltr">Non è stato reso noto se la persona alla guida dell’auto sia rimasta ferita. Nuovi elementi potranno arrivare dai rilievi e da eventuali testimonianze raccolte sul posto per chiarire la dinamica dello scontro.</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L’uomo è stato stabilizzato dai sanitari del 118 e condotta a Pisa. Polizia locale al lavoro per capire cosa sia successo]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Incidente a Perignano tra auto e moto: chi è rimasto ferito e cosa si sa finora sulla dinamica                    ]]>
                </metadDscription>
                                    <category>Cronaca</category>
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                                    <tag>Azienda ospedaliero-universitaria pisana</tag>
                                    <tag>Cisanello</tag>
                                    <tag>codice rosso</tag>
                                    <tag>incidente</tag>
                                    <tag>moto</tag>
                                    <tag>ospedale</tag>
                                    <tag>polizia locale</tag>
                                    <tag>Unione Valdera</tag>
                                                    <place>Pisa</place>
                                <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 12:56:59 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 15 Oct 2026 12:56:59 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                        <metadesc>Incidente a Perignano tra auto e moto: chi è rimasto ferito e cosa si sa finora sulla dinamica</metadesc>
                        <focuskw>incidente in moto</focuskw>
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                <title>Firenze, furto in auto: ragazzi minacciati con una siringa</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/firenze/cronaca/firenze-furto-in-auto-ragazzi-minacciati-con-una-siringa/</link>
                <description><![CDATA[<p dir="ltr">FIRENZE – Derubati e poi <strong>minacciati con una siringa a Porta al Prato</strong>. È finita così la notte di un gruppo di giovani amici, usciti per uno spuntino a tarda ora e ritrovatisi davanti a una donna con un ago sporco di sangue in mano. L’episodio risale alla notte tra martedì 13 e mercoledì 14 ottobre, a pochi passi dalla <strong>fermata della tramvia</strong>.</p>
<h3 dir="ltr"><strong>Il furto durante lo spuntino</strong></h3>
<p dir="ltr">Erano circa le 2 quando i ragazzi hanno parcheggiato la <strong>Smart</strong> di uno di loro in <strong>viale Fratelli Rosselli</strong>, per poi raggiungere a piedi <strong>Arnold’s</strong>, locale aperto fino a tardi e molto frequentato da chi cerca qualcosa da mangiare dopo una serata fuori.</p>
<p dir="ltr">In macchina uno dei giovani aveva lasciato la sua pochette, con dentro <strong>le chiavi di casa e quelle dell’auto</strong>. Quando il gruppo è tornato, una mezz’ora più tardi, la serratura era stata forzata e la borsetta era sparita.</p>
<h3 dir="ltr"><strong>La donna con la siringa</strong></h3>
<p dir="ltr">I ragazzi non hanno fatto in tempo a chiamare il <strong>112</strong>: poco lontano è spuntata una donna che teneva in mano proprio la pochette rubata. Dentro, però, le chiavi non c’erano più. Al loro posto qualcuno aveva infilato <strong>alcune siringhe</strong>.</p>
<p dir="ltr">Alle prime domande la donna ha risposto di aver ricevuto la borsetta da una persona che conosceva bene. Ma quando i giovani hanno insistito per sapere chi fosse, <strong>la situazione è precipitata</strong>: la donna ha tirato fuori una siringa sporca di sangue e l’ha puntata contro di loro.</p>
<p dir="ltr">Davanti a quella minaccia il gruppo ha preferito non reagire. I ragazzi, minacciati con una siringa a Porta al Prato a pochi metri dai binari della tramvia, si sono allontanati senza riuscire a recuperare le chiavi.</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L’area vicino alla stazione della tramvia resta un punto critico. Stavolta nel mirino finiscono alcuni amici usciti di notte]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Furto in auto e paura nella notte: giovani minacciati con una siringa a Porta al Prato. Cosa è successo                    ]]>
                </metadDscription>
                                    <category>Cronaca</category>
                                                                    <tag>furti in auto</tag>
                                    <tag>sicurezza urbana</tag>
                                                    <place>Firenze</place>
                                <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 12:53:52 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 15 Oct 2026 12:53:52 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                        <focuskw>minacciati con una siringa a Porta al Prato</focuskw>
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                <title>Riscaldamenti in Toscana: quando si accendono i termosifoni città per città</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/riscaldamenti-in-toscana-quando-si-accendono-i-termosifoni-citta-per-citta/</link>
                <description><![CDATA[<p dir="ltr">L’accensione riscaldamenti in Toscana parte oggi (15 ottobre) da <strong>Arezzo</strong>, unico capoluogo della regione inserito nella <strong>zona climatica E</strong>. Per Firenze, Prato, Pistoia, Livorno, Pisa, Lucca, Massa Carrara, Siena e Grosseto bisognerà invece aspettare l’<strong>1 novembre</strong>, data fissata per la zona D.</p>
<p dir="ltr">Ad Arezzo e nei comuni della stessa fascia gli impianti possono restare accesi fino a <strong>14 ore al giorno</strong>, nella fascia tra le 5 e le 23, fino al 15 aprile. Nel resto della regione il limite scende a 12 ore giornaliere. In entrambi i casi la temperatura nelle abitazioni non può superare i <strong>20 gradi</strong>, con una tolleranza di 2 gradi.</p>
<p dir="ltr">I sindaci possono modificare date e orari con un’ordinanza, per esempio in presenza di un clima ancora mite o per ragioni legate ai consumi energetici. Le regole non valgono per <strong>ospedali, case di riposo, scuole dell’infanzia e asili nido</strong>. Chi non rispetta i limiti rischia sanzioni da 500 a circa 2500 euro in caso di controlli a campione.</p>
<h3 dir="ltr"><strong>Bollette più care</strong></h3>
<p dir="ltr">La partenza della stagione arriva con prezzi del gas in forte crescita. L’<strong>Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera)</strong> ha stimato un aumento del 126% tra settembre 2025 e lo stesso mese del 2026.</p>
<p dir="ltr">A Torino, dove i termosifoni si accendono da oggi, gli amministratori di condominio hanno chiesto di rinviare l’avvio all’1 novembre. Il Comune piemontese valuta un rinvio almeno per gli edifici pubblici.</p>
<h3 dir="ltr"><strong>Il meteo e come evitare sprechi</strong></h3>
<p dir="ltr">Anche il quadro meteorologico invita alla prudenza. In buona parte del Centro-Nord le minime all’alba restano tra 8 e 10 gradi, mentre nel pomeriggio le massime raggiungono i 18-21 gradi. <strong>Una media giornaliera intorno ai 14-15 gradi non giustifica ancora un riscaldamento continuo</strong>.</p>
<p dir="ltr">Per chi rientra nell’accensione riscaldamenti in Toscana già da oggi, gli esperti consigliano di avviare l’impianto solo quando la temperatura interna scende stabilmente sotto i 18,5 gradi, anche nel primo pomeriggio. Il ricambio d’aria andrebbe fatto per 5-10 minuti tra le 12 e le 15, quando l’aria esterna è più mite.</p>
<p dir="ltr">Utile anche regolare in anticipo le <strong>valvole termostatiche</strong>: posizione 3 nelle camere e nella zona giorno, pari a circa 20 gradi, e 2 nelle stanze poco usate. Lasciarle al massimo porta a surriscaldare gli ambienti e ad aprire le finestre, disperdendo energia già pagata.</p>
<p dir="ltr">Nelle province in zona D l’accensione riscaldamenti in Toscana resta fissata all’1 novembre, salvo ordinanze diverse dei singoli Comuni.</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Prezzi del metano in salita e temperature miti: amministratori di condominio ed esperti invitano a rinviare lo start alle caldaie il più possibile]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Accensione riscaldamenti in Toscana, il calendario per zona climatica e le ore consentite in ogni provincia                    ]]>
                </metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                    <tag>riscaldamento</tag>
                                    <tag>termosifoni</tag>
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                                <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 12:53:05 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 15 Oct 2026 12:53:05 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                        <metadesc>Accensione riscaldamenti in Toscana, il calendario per zona climatica e le ore consentite in ogni provincia</metadesc>
                        <focuskw>accensione riscaldamenti in Toscana</focuskw>
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                <type>post</type>
                <title>Quando nevicherà in Italia: cosa dicono i primi modelli per l&#8217;inverno 2026-2027</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/italia/italia-mondo/quando-nevichera-in-italia-cosa-dicono-i-primi-modelli-per-linverno-2026-2027/</link>
                <description><![CDATA[<p dir="ltr">L’<strong>inverno 2026-2027</strong> potrebbe portare poca neve nelle pianure italiane ed europee. A influenzare la prossima stagione fredda sarà soprattutto <strong>El Niño</strong>, il riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico tropicale, atteso al massimo dell’intensità tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno.</p>
<p dir="ltr">Le prime proiezioni stagionali delineano per il continente un inverno più mite del solito, con <strong>accumuli nevosi inferiori alla media</strong> soprattutto alle quote più basse. Un quadro che riguarda da vicino anche l’Italia, in particolare le regioni settentrionali.</p>
<h3 dir="ltr">Temperature sopra la norma in Europa</h3>
<p dir="ltr">I principali modelli meteorologici europei indicano per ampie zone del <strong>Mediterraneo</strong> e dell’Europa centro-meridionale temperature medie più alte del normale, fino a un grado e mezzo in più rispetto ai valori stagionali.</p>
<p dir="ltr">A determinare questo scenario sarebbe la frequenza delle correnti occidentali e delle perturbazioni atlantiche, capaci di portare aria più mite e piogge sul continente. <strong>Con temperature così elevate, le precipitazioni faticherebbero a trasformarsi in neve alle quote più basse.</strong></p>
<h3 dir="ltr">Cosa aspettarsi in Italia</h3>
<p dir="ltr">Sulle <strong>Alpi</strong> una copertura nevosa consistente dovrebbe formarsi soprattutto sopra i <strong>1800 metri</strong>. Più in basso le occasioni potrebbero essere rare. Anche sugli <strong>Appennini</strong> la neve tenderebbe a concentrarsi sulle quote medio-alte, mentre in pianura l’inverno 2026-2027 si presenta, almeno sulla carta, avaro di fiocchi.</p>
<p dir="ltr">Le fasi piovose e relativamente miti legate alle perturbazioni atlantiche potrebbero interessare con frequenza la Penisola, riducendo ulteriormente la probabilità di nevicate a bassa quota.</p>
<h3 dir="ltr">Febbraio il mese più povero</h3>
<p dir="ltr">Per dicembre e gennaio le tendenze indicano quantità di neve sotto la media in gran parte delle pianure europee. Fanno eccezione alcune aree montuose dell’Europa centro-orientale, dove gli accumuli potrebbero risultare superiori al normale. <strong>Febbraio</strong> viene invece considerato il mese più critico per il continente.</p>
<p dir="ltr">Non si escludono però episodi intensi. Un ruolo decisivo resta affidato al <strong>vortice polare</strong>, la struttura che in alta quota trattiene l’aria gelida sopra l’Artico: quando si indebolisce, può spingere masse fredde verso l’Europa meridionale. Anche in una stagione più calda della media, gli esperti ritengono possibili in Italia <strong>10-15 giorni di gelo</strong> e qualche nevicata.</p>
<h3 dir="ltr">Una stagione dai contrasti marcati</h3>
<p dir="ltr">Diversi climatologi parlano di un fenomeno di intensità eccezionale, tra i più forti mai osservati. I suoi effetti potrebbero raggiungere il bacino del Mediterraneo con alcuni mesi di ritardo, favorendo una <strong>rapida alternanza tra periodi caldi e umidi e improvvise ondate di freddo</strong> da nord.</p>
<p dir="ltr">Le proiezioni sull’inverno 2026-2027 restano comunque provvisorie e saranno aggiornate nelle prossime settimane, quando le previsioni a breve termine permetteranno di definire con maggiore precisione l’andamento di temperature e precipitazioni in Italia e in Europa.</p>
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                <excerpt><![CDATA[Le proiezioni europee indicano temperature sopra la media e coperture consistenti sulle Alpi]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Inverno 2026-2027, quando arriva la neve in Italia? Cosa prevedono i modelli e il ruolo di El Niño                    ]]>
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                                <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 12:26:05 +0200</pubDate>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Gira con una mannaia a Torino e minaccia chi passa: così i carabinieri sono riusciti a disarmarlo</title>
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<p dir="ltr">TORINO – Ha agitato una <strong>mannaia a Torino</strong> contro chi passava per strada, all’angolo tra <strong>corso Vercelli e via Carmagnola</strong>, nel quartiere <strong>Aurora</strong>. È successo sabato sera nella zona nord della città, e per fermarlo sono servite due pattuglie dei carabinieri.</p>
<p dir="ltr">L’allarme è scattato con una chiamata al <strong>112</strong>, che segnalava un uomo fuori controllo pronto a colpire chiunque gli si avvicinasse. I militari del <strong>nucleo radiomobile</strong> sono arrivati in pochi minuti e si sono trovati davanti un uomo sulla quarantina, in evidente stato di alterazione psicofisica, con l’arma ancora in pugno.</p>
<p dir="ltr">Visto che non rispondeva agli inviti a lasciare la lama, <strong>i carabinieri si sono divisi i compiti</strong>: mentre uno cercava di attirare la sua attenzione, il collega lo ha aggirato fino a raggiungerlo alle spalle. Con un movimento rapido gli ha bloccato il braccio e gli ha tolto la mannaia, evitando che qualcuno restasse ferito.</p>
<p dir="ltr">Una volta disarmato, però, l’uomo ha continuato a divincolarsi, cercando più volte di colpire i militari con <strong>calci e testate</strong>. Per immobilizzarlo in sicurezza è stato necessario l’arrivo di una <strong>seconda pattuglia</strong>.</p>
<p dir="ltr">Neppure in caserma si è calmato. Ha continuato a minacciare i carabinieri e si è rifiutato sia di dire chi fosse sia di sottoporsi al <strong>fotosegnalamento</strong>, la procedura con cui vengono raccolte foto e impronte delle persone fermate.</p>
<p dir="ltr">Per l’episodio della mannaia a Torino l’uomo è stato arrestato per <strong>resistenza e minaccia a pubblico ufficiale</strong>, rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità e porto di oggetti atti a offendere. Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato portato in carcere, dove attende l’<strong>udienza di convalida</strong>. L’arma, lunga <strong>40 centimetri</strong> con una lama di 27, è stata sequestrata.</p>
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                <excerpt><![CDATA[Due pattuglie del nucleo radiomobile per fermare un uomo in stato di alterazione nel quartiere Aurora: ora attende la convalida in carcere]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Paura nel quartiere Aurora per un uomo con una mannaia a Torino: come lo hanno fermato i carabinieri                    ]]>
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                                <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 12:04:06 +0200</pubDate>
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