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mercoledì 5 Ottobre 2022
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Ecco la Carta di Firenze firmata da sindaci e vescovi del Mediterraneo

Un documento da consegnare a Papa Francesco, ai leader di Stato e di Governo. Nella Carta di Firenze la richiesta immediata di un negoziato per la pace. Nardella: "Una conquista storica"

FIRENZE – “Non sono solito usare parole roboanti o essere troppo enfatico ma questa dichiarazione è una conquista storica. È, dunque, un punto di arrivo ma anche un punto di partenza. Il nostro desiderio non è solo portarla al Santo Padre, che ringraziamo perché ci ha sostenuto, ma vogliamo portarla anche ai leader internazionali, ai Capi di Stato e di Governo. Cominceremo questo pellegrinaggio perché questa dichiarazione comincia a vivere da oggi”. Il sindaco di Firenze Dario Nardella annuncia la Carta di Firenze, documento redatto a Palazzo Vecchio dai sindaci e dai vescovi del Mediterraneo al termine del forum congiunto nell’ambito del convegno ‘Mediterraneo frontiera di pace’, organizzato da Cei, presidente il cardinale Bassetti. Carta di Firenze in cui si sottolinea: “In questi giorni azioni di guerra si sono verificate contro l’Ucraina. Sentimenti di dolore hanno colto vescovi e sindaci, i quali congiuntamente auspicano che la violenza e le armi siano bloccate e siano evitate grandi sofferenze al popolo ucraino e si passi ad un negoziato che ricostruisca la pace”. Il convegno in corso a Firenze, aperto mercoledì 23 febbraio con il premier Draghi, si conclude domenica 27 febbraio con il presidente della Repubblica Mattarella. E con il forfait di Papa Francesco per motivi di salute. Nardella, padrone di casa del convegno: “Abbiamo fatto un passo in avanti partendo da Giorgio La Pira. Viene naturale dire che rispetto al suo tempo abbiamo fatto tanti passi indietro: le guerre sono aumentate, l’inquinamento non c’era e oggi affligge il Mediterraneo. Oggi abbiamo sbloccato una situazione e aggiunto un pezzo al grande mosaico della pace. Mai prima di ora sindaci di città importantissime a maggioranza musulmana avevano firmato un documento di impegni insieme ai vescovi cattolici. Un grandissimo passo, il segnale più forte che potevamo dare in questo momento di guerra. Siamo per la pace e chiediamo che parta subito un negoziato di pace”. Poi il sindaco di Firenze: “Tutto è nato da un conversazione con il presidente della Cei nell’ottobre del 2020. Da allora sono successe tante cose ma non abbiamo mai spesso di lavorare insieme. Per questo ringrazio tutta la Conferenza, monsignor Raspanti che insieme all’ambasciatore Maggi Pinto e al supporto di molti altri, hanno fatto un paziente lavoro artigianale di cesello. E un grazie alle donne e uomini che ci hanno consentito di realizzare queste giornate. Questo  è un giorno che terrò nel cuore per tutta la vita. Da quando sono sindaco sicuramente è la cosa più impegnativa che abbia mai potuto fare”.

Nella ‘Carta di Firenze’ si chiede, tra l’altro, che ‘i Governi di tutti i Paesi mediterranei stabiliscano una consultazione regolare con i sindaci, con tutti i competenti rappresentanti delle comunità religiose, degli enti locali, delle istituzioni culturali, delle università e della società civile sulle questioni discusse in questa Conferenza. Le città rivendicano il loro diritto a partecipare alle decisioni che influiscono sul loro futuro’. Che ‘Governi, sindaci e Rappresentanti delle comunità religiose promuovano ‘programmi educativi a tutti i livelli, un cammino che integra gli approcci antropologici, comunicativi, culturali, economici, politici, generazionali, interreligiosi, pedagogici e sociali per realizzare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente’. Che Governi, sindaci e rappresentanti delle comunità religiose promuovano ‘iniziative condivise per il rafforzamento della fraternità e della libertà religiosa nelle città, per la difesa della dignità umana dei migranti e per il progresso della pace in tutti i paesi del Mediterraneo’. Che sindaci e rappresentanti delle comunità religiose dialoghino e mobilitino risorse ‘per uno sviluppo sociale ed economico sostenibile a favore della cooperazione internazionale, del dialogo interculturale e interreligioso, del rispetto di ogni individuo attraverso una più equa condivisione delle risorse economiche e naturali’.

 

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