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Truffe telefoniche e ‘spoofing’, è allarme in Italia: i prefissi stranieri da evitare

(Adnkronos) –
Allarme per nuove truffe telefoniche in Italia attraverso numeri con prefissi stranieri, con un nuovo fenomeno, chiamato ‘spoofing’, sempre più diffuso. In tutto il Paese si stanno diffondendo chiamate e messaggi che nascondono vere e proprie truffe telefoniche o spam. Il fenomeno è aumentato nelle ultime settimane, dopo che era già stato lanciato l’allarme per chiamate moleste da parte di call center dall’Italia, ma anche dall’estero, e dopo che l’Agcom aveva istituito il cosiddetto “filtro anti spoofing”, cercando di contrastare un fenomeno che ora sembra aver trovato nuove ‘soluzioni’ e modalità. 

 

Lo spoofing è l’ultima frontiera della truffa telefonica. Si tratta di una tecnica utilizzata per ingannare fingendosi un qualcun altro o, in questo caso, fingendosi un altro numero. I call center stranieri falsificano quindi il prefisso, facendo apparire sul display del malcapitato un numero italiano, così da avere maggiori probabilità di risposta da parte dell’utente. 

La truffa, in ogni caso, può avvenire in varie modalità: per email, inviando quindi un messaggio con un indirizzo falso, che però assomiglia a un ente reale e può quindi trarre facilmente in inganno un occhio non attento; falsificando l’indirizzo IP, facendo quindi sì che sembri che il traffico arrivi da un altro computer.  

Si può creare un sito web falso, apparentemente identico a quello attraverso cui si vuole ingannare l’utente, con l’obiettivo di rubarne i dati o portarlo, nel caso peggiore, all’inserimento dei dati della carta di credito. 

 

Ma come detto in Italia suona forte l’allarme per il boom di chiamate provenienti da prefissi stranieri. La truffa, in questo caso, avviene spesso promettendo posti di lavoro o facili guadagni, ed è volta ad hackerare i dispositivi dei malcapitati, a rubare i loro dati personali o a estorcere denaro. La maggior parte delle volte a rispondere non sono persone fisiche ma voci elettroniche o registrate, mentre i messaggi arrivano su app di messaggistica come WhatsApp o Telegram. Oltre al messaggio di testo in allegato si trovano link che rimandano a pagine che possono contenere virus o portare i truffatori ad accedere ai dispositivi o ai dati personali. 

La soluzione però, per non cadere in queste trappole, è semplice: non rispondere e bloccare ogni numero sospetto, sia cellulare o fisso. Prefissi come +44, +46 o +31, tra i più frequenti e appartenenti rispettivamente a Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi, possono essere ‘indizi’ fondamentali per riconoscere potenziali truffe. 

Mai, inoltre, richiamare in caso di chiamata persa o squillo volutamente breve. Si tratta infatti di un tipo diverso di truffa, volto a far spendere un’enormità del credito cellulare dell’utente e appropriarsi direttamente della cifra in questione, oppure ad attivare abbonamenti a pagamento indesiderati. 

 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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