(Adnkronos) – Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello polemizza con l’Università di Bologna. “Per creare un pensiero laterale nell’esercito, per dare la possibilità di pensare in maniera differente e uscire dallo stereotipo, ho deciso di avviare un corso di laurea in Filosofia per i miei giovani ufficiali” dice. “Ho chiesto all’Università di Bologna di avviare un corso di laurea per 10-15 dei miei ufficiali. Non hanno voluto avviare questo corso per timore di militarizzare la Facoltà. Non posso giudicare le scelte che competono ad altre istituzioni, però rappresento che un’istituzione come l’esercito non è stata ammessa all’Università”. E’ stata, aggiunge, una “cosa che mi ha sorpreso e deluso”. “Questo è sintomatico dei tempi che viviamo e di quanta strada c’è da percorrere, perché la nostra opinione pubblica, in generale, e i giovani, in particolare, capiscano quale è la funzione delle forze armate nel mondo che stiamo vivendo”.
Il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha sentito telefonicamente il rettore dell’Alma Mater di Bologna, Giovanni Molari, sulla scelta di non attivare un corso di Filosofia per giovani ufficiali. Nonostante il rispetto della procedura prevista, che rimette all’autonomia del dipartimento, quello di Filosofia nello specifico, la decisione, il ministro ha condiviso la delusione del generale Carmine Masiello per la mancata attivazione del corso.
Per il ministro “non è soltanto una scelta discutibile, ma una rinuncia alla propria missione formativa. Un dipartimento che teme la ‘militarizzazione’ davanti a un percorso di studi rischia di compromettere la funzione stessa del sapere: aprire, non chiudere; includere, non escludere. Non esiste libertà senza sicurezza, e non può esserci sicurezza senza una Difesa preparata e capace di leggere la complessità del nostro tempo. Una società che diffida dei propri servitori in uniforme dovrebbe interrogarsi sulle proprie fragilità, non sul ruolo delle Forze Armate”.
“Apprendo con stupore dai media di un rifiuto dell’Università di Bologna a collaborare con l’esercito Italiano per la formazione dei suoi ufficiali” dice Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia e responsabile dei Dipartimenti del partito. “Esprimo solidarietà alla forza armata e al suo Capo di Stato Maggiore Masiello. L’esercito e le altre forze armate sono uno strumento prezioso della Repubblica, una forza a disposizione di tutta la comunità nazionale sulla base dei compiti affidati dalla Costituzione e dalle leggi. Dalle missioni all’estero alle attività per la sicurezza in Italia, dagli impegni Nato alle attività di supporto alla popolazione civile sono così tante le operazioni utili svolte che il rifiuto di un’università così importante a collaborare davvero non si capisce”.
“Mi auguro che le autorità accademiche di una delle più antiche e prestigiose università del mondo rivedano il loro rifiuto” ha dichiarato Piero Fassino, vicepresidente della commissione Difesa della Camera e deputato del Pd. “Che l’università di Bologna abbia rifiutato la richiesta del Capo di Stato maggiore generale Masiello di attivare un corso di filosofia per 15 ufficiali è la triste e desolante conferma della deriva del mondo accademico sempre più incline a battaglie ideologiche e manichee anziché essere luogo di formazione e creazione di sapere”.
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