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mercoledì 5 Ottobre 2022
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“La mafia si sta consolidando in Toscana”. Inaugurazione anno giudiziario, allarme del Procuratore generale

Il pg Viola: "Non è solo il Covid a mutare e a divenire sempre più insidioso. La mafia è a sua volta un virus mutante, che si infiltra nelle imprese, diventa fluida e invisibile"

FIRENZE – “Suscitano preoccupazione e allarme i segnali, sempre più frequenti, di cointeresse tra criminalità organizzata e alcuni settori del mondo dell’economia. Le numerose indagini hanno delineato un quadro simile a quello degli anni precedenti, laddove l’attività delle mafie e delle altre organizzazioni criminali è continuata senza sosta nel territorio della Toscana, confermando l’esistenza di meccanismi di infiltrazione nel tessuto economico della regione, sviluppatisi a tal punto da indurre a doversi chiedere se, in tempi di pandemia, pur nella perdurante assenza di insediamenti tipici delle mafie tradizionali, abbia ancora senso parlare di semplici infiltrazioni o debba invece ritenersi di essere di fronte a una presenza ormai strutturata, stabile e consolidata”. L’allarme è del Procuratore generale della Corte di Appello di Firenze Marcello Viola nel suo intervento durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2022. Quindi: “Non è solo il Covid a mutare e a divenire in tal modo sempre più insidioso: la mafia è a sua volta un virus mutante, che si infiltra nelle imprese, che si confonde con il resto, che diventa fluida e invisibile, che è pronta a immettere sul mercato grandi risorse e disponibilità per acquisire ogni forma di attività redditizia”. All’inaugurazione dell’anno giudiziario la presidente aggiunto della Corte di Cassazione Margherita Cassano, il vicepresidente del Csm David Ermini, il capo dipartimento per la giustizia minorile del Ministero della Giustizia Gemma Tuccillo e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Firenze Giampiero Cassi.

Spiega il pg Viola: “Suscitano preoccupazione e allarme i segnali, sempre più frequenti, di cointeressenze tra criminalità organizzata e alcuni settori del mondo dell’economia, a volte con il coinvolgimento di imprenditori e di professionisti. Conferma di tale assunto è venuta da alcune recenti indagini della Dda di Firenze che hanno evidenziato come le organizzazioni criminali siano presenti in tutti i settori in cui vi sia da realizzare guadagni, sia attraverso l’acquisizione di gestione e controllo di attività lecite, con i metodi propri delle mafie, sia attraverso più tipiche attività criminali, quali il traffico di sostanze stupefacenti e il traffico organizzato di rifiuti”. Per il pg Viola “È necessario predisporre una valida strategia di contrasto in grado di incidere sulle basi economiche del crimine organizzato, affrontando, cioè, ogni forma di inquinamento dell’economia prodotta dall’intreccio con l’iniziativa economica, ivi compresi i sempre più ricorrenti fenomeni di interposizione fittizia, mediante aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati, anche sul versante delle misure di prevenzione.  Un ruolo fondamentale, in tale strategia, dev’essere svolto dagli imprenditori, che devono sempre più divenire parte attiva e virtuosa nella difesa del tessuto sano dell’economia. Che devono sapere resistere a ogni tentazione di facili scorciatoie, riuscire a restare fuori da quella pericolosa zona grigia di contiguità che sta attorno alla mafia e al cui interno nascono accordi illegali e pericolose collusioni, in un clima nebuloso in cui tutto si confonde e non è semplice distinguere tra lecito e illecito”.

 

 

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