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mercoledì 5 Ottobre 2022
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La Toscana non è più un’isola felice. La valanga della povertà fotografata da Caritas

Quasi 30mila persone hanno chiesto aiuto a Caritas tra settembre 2020 e aprile 2021. Il 47,4% in più rispetto ai nove mesi precedenti. Il 54,4% sono donne. Toscana centrale area più colpita

FIRENZE – Toscana sempre più povera. Una ‘valanga della povertà’, è Caritas Toscana stessa a definirla così nel rapporto 2022. Con 28.467 persone che tra settembre 2020 e aprile 2021 hanno chiesto l’aiuto dei servizi delle diocesi della Toscana, ben il 47,4% in più rispetto ai 19.310 dei nove mesi precedenti. Il rapporto 2022 di Caritas Toscana in ‘Fatti di prossimità, fatti di Vangelo’ fotografa in Toscana una situazione di una valanga della povertà che è valanga economica, sociale, esistenziale. Con 7.139 famiglie si sono rivolte, per la prima volta nella loro vita, a un centro d’ascolto. Sono i cosiddetti ‘nuovi poveri’, un quarto del totale, che vanno ad aggiungersi ai 7.351 nuclei che si sono rivolti alle strutture di assistenza, per la prima volta, fra gennaio e agosto del 2020. Spiega Francesco Paletti, curatore del rapporto: “Più che a un’attenuazione dei processi d’impoverimento, siamo di fronte ad un effetto cumulo. Le nuove povertà del periodo precedente sono diventate povertà conosciute in quello successivo e a questi si sono sommati i nuovi ospiti”. Dal punto di vista della distribuzione, le donne con il 54,4% superano gli uomini, il 45,6%.

Tanti i giovani, tra i 25 e i 35 anni, e tante famiglie con figli, che si trovano nell’impossibilità di andare avanti. E tanti anziani. Tante persone che un lavoro ce l’hanno, ma non basta ad andare avanti. E lavoratori precari, lavoratori in cassa integrazione. Lavoratori poco o per niente coperti da ammortizzatori sociali. Persone fino a ieri con una stabilità economica. I migranti sono pari al 58,7%, ed è l’incidenza più bassa mai registrata da Caritas Toscana. La crisi sembra aver colpito soprattutto nella Toscana centrale dove le nuove povertà superano il 33%. Serena Spinelli, assessore regionali politiche sociali: “I dati  di Caritas ci mostrano come la pandemia si sia accanita soprattutto sulle fasce più fragili. Non ha quindi modificato il sistema sociale, ma ne ha evidenziato le criticità, sommando bisogni pregressi a nuovi bisogni legati alla povertà, con quasi un 50% in più di famiglie che hanno chiesto aiuto alla Caritas”. Giacomo Martelli, presidente toscano Acli: “Il rapporto sulle povertà della Caritas fotografa una realtà per troppo tempo sottaciuta: non esistono isole felici, neanche la Toscana lo è. La pandemia ha messo in luce tutte le fragilità della nostra società. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questi dati, dobbiamo agire subito con investimenti nel welfare e interventi strutturali per assicurare la coesione sociale. La forbice sociale si sta allargando, crescono le nuove povertà e quelle già esistenti aumentano, nascono ulteriori fragilità che minacciano la tenuta non solo economica ma anche sociale delle nostra regione, che finora ha retto meglio di altre anche grazie al mondo del terzo settore che ha rappresentato uno dei pilastri della coesione sociale della nostra regione”.

 

© Riproduzione riservata

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