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sabato 1 Ottobre 2022
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Mafia, il procuratore di Firenze: “Non sembra più una priorità politica”

Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata da Libera. In Toscana confiscati beni per cento milioni

FIRENZE – “La nostra storia è fatta di alti e bassi. In questo momento sembra che la lotta contro le mafie non sia più una priorità e non sia più assistita da un’attenzione e da una volontà, anche politica, importante”. Così Giuseppe Creazzo, procuratore della Repubblica di Firenze, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata a Firenze da Libera Toscana al cinema La Compagnia . Poi Creazzo: “C’è chi approfittando della grave crisi della magistratura, portata dallo scandalo Palamara, ne approfitta per colpire i magistrati e la magistratura in generale. C’è chi sta cercando di trarre dalle difficoltà, che indubbiamente ci sono state, risultati che vanno al ribasso per ridimensionare la libertà, l’autonomia e l’indipendenza della magistratura che sono un valore che è posto nell’interesse non dei giudici, ma dei cittadini. Un magistrato libero, autonomo e indipendente garantisce il cittadino debole di fronte ai poteri forti”. Creazzo rendiconta: “Sono orgoglioso di poter dire che negli ultimi anni, in particolare negli ultimi tre, sono stati sequestrati e proposti per la confisca beni per circa 100 milioni di euro in Toscana. E’ un traguardo molto importante”. Poi: “Questa è la mia ultima presenza in questo giorno di memoria. Non è ancora tempo di bilanci, ma cominciando a ripensare all’azione del mio ufficio sono convinto di poter dire che da otto anni a questa parte il contrasto sul terreno alle mafie in Toscana è certamente migliorato. Sono aumentate le inchieste e la qualità delle inchieste, la quantità e la qualità delle confische e dei sequestri perché la maniera migliore di colpire la mafie è togliergli il frutto dei loro illeciti guadagni”.

Eugenio Giani, presidente Regione Toscana: “A me preoccupa che la Toscana, nelle statistiche che emergono da vari istituti di ricerca, si trovi al centro di investimenti, infiltrazioni che portano la mafia in mezzo all’attività che le nostre Istituzioni sviluppano per la crescita e il progresso. Senza etica non c’è ripresa né futuro”. Antonio Mazzeo, presidente Consiglio regionale della Toscana: “Ogni giorno è il 21 marzo. Non fermiamoci ad oggi, non restiamo indifferenti, non voltiamoci mai dall’altra parte. La lotta alle mafie è una grande battaglia di civiltà che possiamo vincere tutti insieme impegnandoci nelle Istituzioni e in associazioni come Libera. Siate protagonisti della storia che difende tutti i diritti”. Sara Funaro, assessore Comune di Firenze: “Ogni nome è una storia di una persona, di una famiglia, di una comunità e ognuno di noi deve sentire per ogni persona che ha perso la vita a causa della mafia un grande senso di responsabilità e tanta riconoscenza. Come istituzioni abbiamo sulle spalle il peso e la responsabilità di dover mandare messaggi forti di speranza e di consapevolezza di quanto sia fondamentale contrastare le mafie”. Valerio Valenti prefetto di Firenze, al convegno ‘Cultura e sport per il contrasto alla mafia’ a Palazzo Vecchio: “Purtroppo le mafie non sono più quelle di una volta, hanno cambiato il metodo, si sono adattate, e se immaginiamo ancora l’immigrato del sud Italia che si radica sul territorio e apre le sue imprese siamo completamente fuori strada. Le logiche sono diverse, sono cambiate e c’è, quindi, la necessità di adattare gli strumenti investigativi più efficaci e rendere le attività di prevenzione ancora più pregnanti”.

© Riproduzione riservata

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