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        <title>Corriere Toscano - Feed</title>
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        <description>Quotidiano Regionale</description>
        <language>IT</language>
        <copyrigth>Citycomm s.r.l. - via Cairoli, 30 - 57123 - Livorno (LI)</copyrigth>
        <pubDate>Thu, 05 Nov 2026 18:20:48 +0000</pubDate>
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	<title>Economia - Corriere Toscano</title>
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                <title>SEPi, numeri in crescita e servizi più efficienti: una delle eccellenze dell’amministrazione pisana</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/pisa/economia/sepi-numeri-in-crescita-e-servizi-piu-efficienti-una-delle-eccellenze-dellamministrazione-pisana/</link>
                <description><![CDATA[<p>PISA – <strong>Numeri in crescita, maggiore capacità di controllo e una gestione sempre più integrata dei servizi.</strong></p>
<p><strong>SEPi – Società Entrate Pisa</strong> si conferma una delle partecipate più rilevanti del sistema comunale pisano e, per organizzazione e risultati, una delle realtà che meglio rappresentano l’efficienza dell’amministrazione cittadina.</p>
<p>La società, controllata per oltre il 97% dal Comune di Pisa, gestisce la riscossione delle principali entrate comunali, comprese imposte, tributi, sanzioni e altri servizi affidati dagli enti soci.</p>
<p><strong>Alla guida c’è l’avvocato Andrea Bottone</strong>, chiamato dall’amministrazione per la sua consolidata esperienza come manager pubblico e per un profilo professionale di successo costruito sulla gestione efficiente di società partecipate e servizi complessi.</p>
<p><strong>Il risultato più significativo del 2026 riguarda il contrasto all’evasione.</strong></p>
<p>Nei primi nove mesi dell’anno SEPi ha accertato 2,4 milioni di euro di TARI evasa, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.<br />
Il lavoro si basa <strong>sull’incrocio delle banche dati, sulle verifiche territoriali e sulla collaborazione con gli uffici comunali e gli ispettori ambientali.</strong><br />
L’obiettivo è duplice: recuperare risorse per l’ente e garantire maggiore equità tra chi paga regolarmente e chi resta fuori dal sistema.<br />
L’attività di SEPi si inserisce in una strategia più ampia del Comune sul controllo del territorio.<br />
Nel 2026 sono stati intensificati anche gli interventi degli ispettori ambientali, con <strong>oltre 1500 verifiche nei primi nove mesi e centinaia di sanzioni elevate.</strong><br />
Le segnalazioni emerse durante questi controlli hanno permesso di individuare anche posizioni tributarie da approfondire.Particolare attenzione è stata dedicata alle attività economiche, con l’obiettivo di evitare situazioni di concorrenza sleale nei confronti di imprese e cittadini che rispettano regolarmente gli obblighi fiscali.</p>
<p><strong>Accanto alla riscossione, SEPi ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione.</strong><br />
La società gestisce anche <strong>servizi legati agli spazi pubblicitari, al contact center e all’assistenza agli utenti</strong>, mentre sul fronte digitale ha rinnovato il sito istituzionale e gli strumenti di accesso alle informazioni.<br />
La linea della gestione Bottone punta a rendere il rapporto tra società e cittadini più semplice, rapido e trasparente.</p>
<p><strong>In una fase nella quale le amministrazioni locali devono garantire servizi mantenendo equilibrio finanziario e capacità di investimento, il ruolo di una società come SEPi diventa centrale.</strong></p>
<p>La capacità di recuperare entrate, migliorare i controlli e semplificare i rapporti con i cittadini incide direttamente sul funzionamento dell’ente e sulle risorse disponibili per la città.<br />
È anche per questo che oggi SEPi può essere considerata una delle eccellenze del sistema delle partecipate del Comune di Pisa, sostenuta da una gestione orientata a efficienza, innovazione e responsabilità.</p>
<p><strong>Il dato dei 2,4 milioni di euro di TARI accertati nei primi nove mesi del 2026 rappresenta uno degli indicatori più concreti di questa fase e del percorso intrapreso sotto la guida di Andrea Bottone</strong>, sicuramente a Pisa una delle figure più brillanti a disposizione dell amministrazione e del cittadino.</p>
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                <excerpt><![CDATA[PISA – Numeri in crescita, maggiore capacità di controllo e una gestione sempre più integrata dei servizi. SEPi – Società Entrate Pisa si conferma una delle partecipate più rilevanti del sistema comunale pisano e, per organizzazione e risultati, una delle realtà che meglio rappresentano l’efficienza dell’amministrazione cittadina. La società, controllata per oltre il 97% dal Comune [&hellip;]]]></excerpt>
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                                    <tag>banche dati</tag>
                                    <tag>contrasto</tag>
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                                    <tag>raggio d'azione</tag>
                                    <tag>rapporti con i cittadini</tag>
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                                    <tag>SEPi – Società Entrate Pisa</tag>
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                                <pubDate>Wed, 04 Nov 2026 08:33:14 +0100</pubDate>
                <modDate>Wed, 04 Nov 2026 08:33:14 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Musei, la Regione Toscana stanzia 750mila euro per finanziare i progetti di 25 reti territoriali e tematiche</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/regione-toscana-750mila-euro-finanziamenti-reti-museali/</link>
                <description><![CDATA[<p data-path-to-node="0">La Regione Toscana ha stanziato un fondo da <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="44">750mila euro</b> per il potenziamento dei sistemi museali locali. Con l&#8217;approvazione della graduatoria relativa al bando del 2026, l&#8217;ente finanzia 25 progetti mirati allo sviluppo di nuove progettualità nel biennio 2026-2027. L&#8217;obiettivo della misura è rafforzare i piccoli musei distribuiti sul territorio, favorendo la collaborazione tra le strutture e sostenendo programmi dedicati all&#8217;accessibilità e all&#8217;inclusione.</p>
<p data-path-to-node="1">I fondi regionali andranno a coprire fino all&#8217;80% dei costi dei singoli progetti. I campi di applicazione dei finanziamenti includono attività educative, processi di digitalizzazione, iniziative di welfare culturale, creazione di itinerari e percorsi su misura per le persone con disabilità o per gli anziani fragili. A questi interventi si affiancherà l&#8217;iniziativa <i data-path-to-node="1" data-index-in-node="366">Giovani professionisti crescono nei musei</i>, supportata dai fondi europei FSE+ per incentivare l&#8217;ingresso di nuove figure professionali all&#8217;interno di undici reti museali.</p>
<p data-path-to-node="2">In Toscana sono operativi complessivamente 26 sistemi museali, suddivisi tra reti territoriali (18) e circuiti tematici (8). A guidare la classifica dei finanziamenti è il sistema Musei Toscani per l&#8217;Alzheimer, che riceverà un contributo di 35.845 euro, seguito dalla Fondazione Musei Senesi (33.908 euro), dal Sistema museale della Provincia di Lucca (33.354 euro), dal Sistema Museale Pistoiese (32.801 euro) e dalla rete Case della Memoria (32.524 euro). Lo scorrimento della graduatoria tocca diverse aree della regione, tra cui la Maremma, l&#8217;Arcipelago Toscano, il Mugello, l&#8217;Empolese Valdelsa e il Casentino.</p>
<p data-path-to-node="3">&#8220;Con questo bando la Regione investe per sostenere le attività dei nostri sistemi museali, una rete preziosa che rappresenta un presidio culturale fondamentale per la Toscana diffusa&#8221;, ha commentato l&#8217;assessora regionale alla cultura, <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="235">Cristina Manetti</b>, durante la presentazione degli esiti del bando all&#8217;ex Biblioteca della direzione cultura, alla presenza dei rappresentanti dei Comuni capofila. &#8220;Sostenere le reti museali significa valorizzare un patrimonio che non si concentra soltanto nelle grandi città, ma vive e cresce in tutta la Toscana, rendendo la cultura sempre più diffusa e vicina ai cittadini&#8221;.</p>
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                <excerpt><![CDATA[I fondi coprono fino all'80% delle spese per attività educative, digitalizzazione, welfare culturale e percorsi dedicati a disabili e anziani]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[750 mila euro dalla Regione Toscana per 25 reti museali territoriali e tematiche: fondi per accessibilità, digitalizzazione e inclusione                    ]]>
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                                <pubDate>Tue, 03 Nov 2026 16:13:52 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 03 Nov 2026 16:14:21 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                        <focuskw>Reti museali</focuskw>
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                <title>Castagne in Toscana, produzione in calo tra il 10% e il 30% ma qualità eccellente</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/raccolta-castagne-toscana-siccita-prezzi-2026/</link>
                <description><![CDATA[<p data-path-to-node="0"><span class="">La stagione della raccolta delle castagne in Toscana si apre con una flessione dei volumi stimata tra il 10% e il 30%,</span><span class=""> a fronte di un livello qualitativo eccellente.</span> A incidere sulle quantità sono stati il caldo estremo e la prolungata siccità estiva, che intorno alla fine di luglio hanno rallentato l&#8217;accrescimento dei frutti nella delicata fase di passaggio dal fiore al riccio. Il quadro emerge dalle prime stime elaborate da <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="430">Coldiretti Toscana</b> in collaborazione con l&#8217;<b data-path-to-node="0" data-index-in-node="473">Associazione Nazionale Città del Castagno</b>.</p>
<p data-path-to-node="1">Le dinamiche climatiche hanno generato una situazione a macchia di leopardo sul territorio regionale, che spazia dal Mugello alla Lunigiana, fino alla Garfagnana, al Monte Amiata e alla Montagna Caprese. Nelle aree esposte a sud e con terreni meno profondi si registrano pezzature più piccole, mentre a quote più elevate le dimensioni dei frutti risultano ottimali. La percentuale di prodotto danneggiato da marciume o parassiti è comunque molto bassa, prospettando un&#8217;annata particolarmente favorevole anche per i trasformatori di farina.</p>
<p data-path-to-node="2">Il comparto castanicolo rappresenta un asse portante per l&#8217;economia delle aree interne e montane. In Toscana la coltivazione si estende oggi su circa <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="150">3.700 ettari</b> in produzione, in aumento rispetto ai tremila di cinque anni fa. Gran parte di queste superfici si trova su terrazzamenti con forti pendenze che impediscono l&#8217;uso di mezzi meccanici e impongono una raccolta quasi esclusivamente manuale. &#8220;La castanicoltura è una risorsa importante per le comunità rurali. Anche la più piccola riduzione può avere un impatto pesante, soprattutto nelle zone montane, dove i margini degli agricoltori sono limitati per compensare perdite e sostenere il proprio reddito&#8221;, ha spiegato la presidente regionale di Coldiretti, <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="715">Letizia Cesani</b>.</p>
<p data-path-to-node="3">La tenuta economica del settore è supportata dalla legge sulla multifunzionalità agricola, che da venticinque anni permette alle imprese di integrare la vendita diretta con l&#8217;offerta gastronomica negli agriturismi, l&#8217;organizzazione di eventi e le attività all&#8217;aperto nei boschi. &#8220;E&#8217; un settore che ha davanti sfide gigantesche e ha bisogno di essere incoraggiato e sostenuto a partire dal contrasto degli effetti dei cambiamenti climatici e dal ricambio generazionale&#8221;, ha precisato Cesani.</p>
<p data-path-to-node="4">La regione vanta cinque produzioni a denominazione, pari a quasi un terzo del totale nazionale: il Marrone del Mugello IGP, il Marrone di Caprese Michelangelo DOP e la Castagna del Monte Amiata IGP per i frutti freschi, a cui si affiancano la Farina di Neccio della Garfagnana DOP e la Farina di Castagne della Lunigiana DOP. Nel 2025, secondo le rilevazioni Istat, i raccolti toscani avevano sfiorato i 60mila quintali.</p>
<p data-path-to-node="5">Di fronte all&#8217;attuale contrazione produttiva e alla forte domanda, Coldiretti sollecita un&#8217;intensificazione dei controlli per evitare che merce straniera venga immessa sul mercato spacciandola per locale. Per garantirsi un prodotto tracciabile e sicuro, l&#8217;associazione consiglia l&#8217;acquisto diretto nelle aziende agricole, nei mercati di Campagna Amica o durante le feste paesane che animano il territorio in queste settimane.</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Nonostante la riduzione dei volumi, i frutti presentano una qualità eccellente e una percentuale molto bassa di prodotto danneggiato]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Castagne in Toscana, stime Coldiretti: volumi giù del 10-30% a causa del caldo, ma qualità eccellente e prezzi sostenuti per i produttori                    ]]>
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                                <pubDate>Tue, 03 Nov 2026 11:39:15 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 03 Nov 2026 11:39:15 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                <title>Scuola, la Uil Toscana: “Con la manovra 2027 a rischio 425 posti nella regione”</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/scuola-la-uil-toscana-con-la-manovra-2027-a-rischio-425-posti-nella-regione/</link>
                <description><![CDATA[<p>FIRENZE &#8211; Quasi 7mila posti in meno nella scuola statale italiana dal prossimo anno scolastico, con ricadute anche in Toscana. A denunciarlo è la <strong>Uil Scuola Toscana</strong>, per voce del segretario generale <strong>Carlo Romanelli</strong>, che stima una perdita di circa <strong>425 posti</strong> nella regione dal <strong>2027/28</strong>: 300 di docente e 125 di personale Ata, cioè amministrativo, tecnico e ausiliario.</p>
<p dir="ltr">Il calcolo parte dal disegno di legge di bilancio 2027, che prevede a livello nazionale una riduzione di <strong>4925 posti di docenti</strong> e <strong>2049 posti Ata</strong>, per un totale di <strong>6974 unità</strong>. Tagli che si aggiungono a quelli già disposti: 5660 docenti dal 2025/26 e 2174 Ata dal 2026/27. Applicando il peso delle autonomie scolastiche toscane sul totale nazionale, il conto complessivo potrebbe arrivare a circa <strong>903 posti in meno in tre anni scolastici</strong>: oltre 645 tra i docenti e circa 258 tra il personale Ata.</p>
<p dir="ltr">“Non possiamo considerare questi numeri semplici operazioni contabili &#8211; afferma Romanelli &#8211; Dietro ogni posto tagliato c’è un servizio che rischia di essere ridimensionato, un carico di lavoro che aumenta e una comunità scolastica che perde risorse professionali. La Toscana ha bisogno di investimenti, non di ulteriori riduzioni degli organici”.</p>
<h3 dir="ltr"><strong>Denatalità e aree interne</strong></h3>
<p dir="ltr">Il sindacato respinge l’argomento del calo degli iscritti. “La denatalità non può diventare il pretesto per ridurre il personale &#8211; sottolinea &#8211; Il calo degli iscritti dovrebbe essere utilizzato per diminuire il numero degli alunni per classe, rafforzare il sostegno, migliorare la qualità della didattica e garantire maggiore attenzione ai bisogni degli studenti”.</p>
<p dir="ltr">Il problema, avverte Romanelli, pesa di più dove la scuola è un presidio. “In Toscana assume una particolare rilevanza nelle aree interne, nei territori montani e nei piccoli comuni &#8211; spiega &#8211; dove la scuola rappresenta spesso un presidio fondamentale di socialità, inclusione e contrasto allo spopolamento. Una riduzione degli organici rischia di aggravare le difficoltà di istituti già chiamati a garantire servizi su territori vasti, con sedi distaccate, collegamenti complessi e una popolazione scolastica distribuita in modo disomogeneo”.</p>
<h3 dir="ltr"><strong>Il personale Ata</strong></h3>
<p dir="ltr">Preoccupa in particolare il taglio dei profili non docenti. “Collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici svolgono funzioni indispensabili per il funzionamento quotidiano delle scuole &#8211; ricorda Romanelli &#8211; Ridurne ulteriormente il numero significa aumentare i carichi di lavoro, rendere più difficile la vigilanza e l’assistenza agli alunni e compromettere l’efficienza dei servizi amministrativi e tecnici”.</p>
<h3 dir="ltr"><strong>Stipendi e richieste al governo</strong></h3>
<p dir="ltr">Il sindacato richiama anche il tema delle retribuzioni. “Il personale della scuola continua a fare i conti con stipendi che risentono dell’inflazione e delle perdite di potere d’acquisto accumulate negli anni &#8211; osserva &#8211; In Toscana, come nel resto del Paese, gli aumenti contrattuali devono tradursi in un effettivo miglioramento delle retribuzioni nette, senza essere eccessivamente ridimensionati dal peso della fiscalità e delle addizionali regionali e comunali”.</p>
<p dir="ltr">Da qui le richieste a governo e parlamento: cancellare gli ulteriori tagli agli organici previsti dalla manovra, investire nel rafforzamento di docenti e Ata con attenzione alle aree interne e ai territori più fragili, stanziare risorse aggiuntive per i rinnovi contrattuali, estendere a tutto il pubblico impiego la <strong>detassazione degli aumenti contrattuali</strong> e valorizzare economicamente e professionalmente tutto il personale. “Non si può chiedere alla scuola toscana di garantire qualità, inclusione, sicurezza e servizi sempre più complessi con meno personale e retribuzioni che continuano a perdere potere d’acquisto &#8211; dichiara Romanelli &#8211; La scuola pubblica è un investimento strategico per il futuro delle nostre comunità. Il governo deve scegliere se rafforzarla oppure continuare a ridurne le risorse”.</p>
<h3 dir="ltr"><strong>Le iniziative annunciate</strong></h3>
<p dir="ltr">La Uil Scuola Toscana annuncia che non si limiterà alla denuncia. “Saremo impegnati su tutti i livelli istituzionali e sindacali per contrastare i tagli agli organici e tutelare il lavoro e la qualità del servizio scolastico &#8211; assicura il segretario &#8211; Chiederemo un confronto all’ufficio scolastico regionale e alla Regione Toscana per conoscere le ricadute effettive della manovra sui territori, sulle istituzioni scolastiche e sui posti di lavoro. Porteremo la questione ai tavoli nazionali, sollecitando governo e parlamento a rivedere le scelte sugli organici. Saremo al fianco delle Rsu, dei lavoratori e delle lavoratrici nelle scuole, monitorando le situazioni di maggiore criticità e intervenendo per difendere i posti di lavoro, contrastare il sovraccarico di mansioni e tutelare i diritti del personale docente e Ata”.</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il segretario Romanelli stima una perdita di 300 docenti e 125 unità di personale Ata dal 2027/28 e chiede di cancellare i tagli, investire negli organici e tutelare gli stipendi]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il segretario Romanelli stima una perdita di 300 docenti e 125 unità di personale Ata dal 2027/28 e chiede di cancellare i tagl                    ]]>
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                                    <tag>Carlo Romanelli</tag>
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                                <pubDate>Tue, 03 Nov 2026 08:01:32 +0100</pubDate>
                <modDate>Wed, 04 Nov 2026 07:51:58 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                        <focuskw>Scuola la Uil Toscana: “Con la manovra 2027 a rischio 425 posti nella regione”</focuskw>
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                <type>post</type>
                <title>Tre anni dopo l&#8217;alluvione: la Regione sblocca i fondi per blindare gli argini di Quarrata</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/pistoia/economia/alluvione-toscana-piano-opere-finanziamenti-quarrata/</link>
                <description><![CDATA[<p>QUARRATA &#8211; A tre anni esatti dall&#8217;alluvione che colpì la Toscana tra l&#8217;ottobre e il novembre del 2023, la Regione annuncia un nuovo piano di opere per la tutela del territorio. Il programma, illustrato a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente e commissario per l&#8217;emergenza <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="262">Eugenio Giani</b>, prevede uno stanziamento complessivo di oltre 121 milioni di euro per finanziare 53 cantieri in sette province.</p>
<p data-path-to-node="1">La copertura finanziaria poggia su tre pilastri: 67 milioni provenienti dal fondo di solidarietà dell&#8217;Unione Europea, 12 milioni stanziati dal bilancio regionale e 44 milioni derivanti dai risparmi sulle somme precedentemente erogate dal Dipartimento di Protezione Civile.</p>
<p data-path-to-node="2">Un focus specifico riguarda <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="28">Quarrata</b>, nel Pistoiese, tra i centri che subirono le conseguenze più pesanti con danni ingenti alle abitazioni e al patrimonio archivistico. A questo territorio sono destinati 9,5 milioni di euro per il riassetto del reticolo idrico. I lavori si concentreranno sul risanamento strutturale degli argini del torrente Stella, nel tratto che va dal ponte Torto fino all&#8217;immissione nell&#8217;Ombrone. Gli interventi di messa in sicurezza interesseranno anche il Rio delle Mulina, il fosso Impialla lungo via Fiorentina e il torrente Fermulla, con opere mirate in via Larga.</p>
<p data-path-to-node="3">&#8220;Per quanto riguarda la provincia di Pistoia, Quarrata è stato uno dei comuni più toccati dall&#8217;alluvione in termini di danni&#8221;, ha spiegato Giani, ricordando la prontezza della macchina locale dei soccorsi per limitare i disagi. &#8220;Oggi è una grande occasione per Quarrata per una messa in sicurezza del reticolato idrico diffuso di un comune che dalla collina e dalla Villa Magia si stende poi in pianura con interventi particolarmente integrati nel sistema abitativo&#8221;.</p>
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                <excerpt><![CDATA[Per Quarrata in arrivo 9,5 milioni di euro destinati al risanamento strutturale degli argini del torrente Stella e alla protezione del reticolo idrico]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[A tre anni dall'alluvione del 2023, la Regione Toscana stanzia 121 milioni di euro per finanziare 53 cantieri in sette province                    ]]>
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                                <pubDate>Mon, 02 Nov 2026 17:16:14 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 02 Nov 2026 17:16:14 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                        <metadesc>A tre anni dall&#039;alluvione del 2023, la Regione Toscana stanzia 121 milioni di euro per finanziare 53 cantieri in sette province</metadesc>
                        <focuskw>Alluvione Quarrata</focuskw>
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                <title>Consumo di suolo, in Toscana persi 500 ettari in un anno: l&#8217;allarme di Coldiretti sui data center</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/coldiretti-toscana-consumo-suolo-fotovoltaico-data-center/</link>
                <description><![CDATA[<p data-path-to-node="0">In Toscana il consumo di suolo procede al ritmo di 1,37 ettari al giorno, assorbito da nuove costruzioni, cantieri stradali e impianti per le energie rinnovabili. A tracciare il bilancio relativo al 2025 è <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="206">Coldiretti Toscana</b>, che quantifica in quasi 500 gli ettari di terreni andati perduti in un solo anno. Di questi, 41 ettari – corrispondenti all&#8217;8,2% del totale – sono stati destinati all&#8217;installazione di pannelli fotovoltaici. Una tendenza che spinge l&#8217;associazione di categoria ad accendere i riflettori su una nuova dinamica: il potenziale arrivo dei data center legati allo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<p data-path-to-node="1">La preoccupazione del mondo agricolo si concentra sulla ricerca di spazi da parte dei colossi tecnologici, che potrebbero individuare nelle campagne una soluzione a basso costo per i propri insediamenti. Per anticipare il fenomeno, Coldiretti chiede alla Regione di sfruttare l&#8217;iter della legge sulle aree idonee e non idonee agli impianti rinnovabili – attualmente in fase di discussione – allargandone il perimetro normativo anche ai centri dati.</p>
<p data-path-to-node="2">&#8220;Non possiamo ignorare quello che sta accadendo intorno a noi. La presenza di queste infrastrutture collegate allo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale ha un impatto sul territorio, sui consumi energetici, sull&#8217;utilizzo delle risorse idriche e del suolo che non può essere trascurato&#8221;, ha dichiarato la presidente regionale dell&#8217;associazione, <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="345">Letizia Cesani</b>. La richiesta punta a governare gli investimenti attraverso confini legislativi ben definiti per evitare derive speculative, dinamica già osservata con il fotovoltaico a terra. &#8220;In Toscana, come in molte regioni del nostro Paese, abbiamo già visto cosa accade quando non ci sono cornici chiare, regole e confini ben definiti. È il caos e c&#8217;è sempre qualcuno pronto ad approfittarsene. La situazione di limbo legislativo in cui stiamo navigando, insieme alla fragilità economica dei nostri agricoltori, rischia di essere letta come un&#8217;opportunità per le multinazionali e l&#8217;industria della tecnologia&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="3">Il quadro normativo è stato oggetto di confronto nei giorni scorsi durante un incontro tra le imprese del fiorentino e l&#8217;assessore regionale all&#8217;agricoltura, <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="158">Leonardo Marras</b>. Secondo l&#8217;organizzazione sindacale, l&#8217;attuale disegno di legge presenta un&#8217;impostazione molto distante dalla proposta precedente. &#8220;La Toscana ha bisogno di una legge razionale e di buonsenso per gestire la transizione energetica senza danneggiare i suoi asset produttivi: agricoltura, paesaggio, ambiente, biodiversità, territorio&#8221;, ha precisato Cesani, ricordando come la terra resti &#8220;un elemento insostituibile per la produzione di cibo di qualità e per la nostra sicurezza alimentare&#8221;. La delega ai singoli Comuni per l&#8217;individuazione delle aree idonee viene accolta positivamente dall&#8217;associazione, a condizione che vi sia un coordinamento effettivo capace di scongiurare disparità regolamentari tra territori confinanti.</p>
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                <excerpt><![CDATA[Nel 2025 in Toscana sono andati perduti quasi 500 ettari di terreni agricoli, assorbiti da nuove costruzioni, strade e impianti per le energie rinnovabili]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Consumo di suolo, in Toscana persi 500 ettari in un anno: Coldiretti lancia l'allarme sui data center e chiede una legge regionale                    ]]>
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                                <pubDate>Mon, 02 Nov 2026 16:01:01 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 02 Nov 2026 16:01:01 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                        <focuskw>Coldiretti Toscana</focuskw>
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                <title>Traghetti per l&#8217;Arcipelago: la Regione lavora agli adeguamenti per il caro carburante prima di firmare il nuovo contratto</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/traghetti-arcipelago-toscano-regione-adeguamento-carburante/</link>
                <description><![CDATA[<p data-path-to-node="0">La Regione Toscana è al lavoro per completare l&#8217;affidamento del nuovo contratto per la continuità territoriale marittima dell&#8217;Arcipelago Toscano, con l&#8217;obiettivo di far scattare il servizio a partire dal primo gennaio 2027. La complessa procedura amministrativa è entrata nella sua fase conclusiva: la commissione giudicatrice ha già formulato la proposta di aggiudicazione verso l&#8217;unico operatore partecipante e i controlli normativi previsti dal Codice degli appalti si sono conclusi positivamente.</p>
<p data-path-to-node="1">Il nodo principale attualmente sul tavolo tecnico degli uffici regionali riguarda l&#8217;aggiornamento dei costi legati al carburante. Quando è stata presentata l&#8217;offerta nel dicembre del 2025, infatti, non erano ancora esplose le dinamiche internazionali legate alla crisi in Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, fattori che hanno innescato un sensibile rincaro energetico. La Regione sta quindi applicando i meccanismi di revisione già previsti dal bando per adeguare le cifre, senza tuttavia modificare le condizioni di base della gara o i requisiti richiesti.</p>
<p data-path-to-node="2">Le valutazioni in corso si pongono due obiettivi inderogabili: il mantenimento delle tariffe agevolate per chi risiede sulle isole e la salvaguardia dell&#8217;attuale programma di esercizio senza operare alcun taglio ai collegamenti. L&#8217;attuale gestione provvisoria &#8216;ponte&#8217; scadrà il 31 dicembre 2026, ma i vertici istituzionali rassicurano sulla totale garanzia dei trasporti durante l&#8217;intera fase di transizione.</p>
<p data-path-to-node="3">Dal punto di vista economico, il contributo pubblico a carico del bilancio regionale ammonterà a circa 192,7 milioni di euro per l&#8217;intera durata del contratto, pari a circa 16 milioni di euro annui al netto dell&#8217;Iva. Questa cifra, unita al cofinanziamento nazionale, coprirà il fabbisogno del servizio al netto degli incassi stimati dalla vendita dei biglietti, che portano il valore complessivo stimato della concessione a 789 milioni di euro. Per fronteggiare gli extracosti energetici non coperti dallo Stato, l&#8217;ente regionale sta valutando di inserire ulteriori risorse destinate alle coperture per il biennio 2027-2028 già nella variazione di bilancio prevista per novembre.</p>
<p data-path-to-node="4"><span class="">Oltre all&#8217;aspetto economico,</span><span class=""> il nuovo affidamento integrerà specifiche garanzie occupazionali concordate con le sigle sindacali.</span><span class=""> Il bando impone la clausola sociale per il riassorbimento del personale,</span><span class=""> il mantenimento della contrattazione di secondo livello,</span> la conferma del regime di Continuità del Rapporto di Lavoro per il personale navigante e la conservazione dell&#8217;attuale turnazione che prevede due settimane di imbarco alternate a due a terra, impegni già formalmente sottoscritti dall&#8217;operatore in sede di offerta.</p>
<p data-path-to-node="5">&#8220;La continuità territoriale dell’Arcipelago Toscano è una priorità per la Regione Toscana e un impegno che intendiamo portare avanti con determinazione&#8221;, ha dichiarato il presidente <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="182">Eugenio Giani</b>. &#8220;La Regione sta facendo la propria parte, con un investimento importante e un lavoro costante per garantire collegamenti, servizi e opportunità. Vogliamo guardare al futuro dell’Arcipelago con una prospettiva di maggiore qualità, efficienza e integrazione territoriale&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="6">Alle sue parole hanno fatto eco quelle dell&#8217;assessore ai trasporti <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="67">Filippo Boni</b>: &#8220;Abbiamo costruito il nuovo affidamento attraverso un lungo confronto con i territori, tutelando il lavoro e definendo un impegno economico importante. Ora siamo impegnati a individuare le soluzioni più adeguate per affrontare l’aumento dei costi dei carburanti. Stiamo valutando tutte le possibilità, con un obiettivo preciso: mantenere le agevolazioni per i residenti, non tagliare i collegamenti e garantire la continuità del servizio&#8221;.</p>
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                <excerpt><![CDATA[La Regione Toscana lavora al nuovo contratto per la continuità territoriale marittima dell'Arcipelago, con l'obiettivo di far partire il servizio a gennaio 2027]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Arcipelago Toscano, nuovo contratto traghetti al via nel 2027: la Regione adegua il piano carburante per tutelare collegamenti e residenti                    ]]>
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                                <pubDate>Mon, 02 Nov 2026 11:27:10 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 02 Nov 2026 11:27:10 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                        <focuskw>Traghetti Arcipelago Toscano</focuskw>
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                <type>post</type>
                <title>Vertenza Toremar, soddisfazione di Fit Cisl per la convocazione del tavolo: &#8220;Ma ora serve chiarezza per i lavoratori&#8221;</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/vertenza-toremar-soddisfazione-di-fit-cisl-per-la-convocazione-del-tavolo-ma-ora-serve-chiarezza-per-i-lavoratori/</link>
                <description><![CDATA[<p>FIRENZE &#8211; La <strong>Fit Cisl Toscana</strong> prende atto della convocazione dell&#8217;incontro regionale da parte della Regione Toscana per il prossimo 17 novembre, richiesto con forza dall&#8217;organizzazione sindacale per affrontare le numerose criticità che interessano<strong> i lavoratori Toremar</strong> e il futuro dei collegamenti marittimi regionali.</p>
<p>L&#8217;appuntamento arriva in una fase particolarmente delicata, segnata dall&#8217;attesa dell&#8217;aggiudicazione del bando per il servizio di continuità territoriale marittima, un passaggio che non può subire ulteriori rallentamenti.</p>
<p>Per la Fit Cisl Toscana è infatti &#8220;indispensabile che le procedure si concludano in tempi rapidi, ponendo fine a una situazione di incertezza che rischia di produrre effetti negativi sia sul piano occupazionale sia sotto il profilo economico e organizzativo. I lavoratori hanno bisogno di certezze, non di attese indefinite. Il protrarsi dei tempi di aggiudicazione sta alimentando preoccupazioni sul futuro del servizio, sugli investimenti necessari e sulle garanzie occupazionali per il personale impegnato quotidianamente nei collegamenti con le isole dell&#8217;Arcipelago Toscano&#8221;.</p>
<p>Così <strong>Antonino Rocca, segretario generale della Fit Cisl Toscana</strong>: &#8220;Accogliamo positivamente la convocazione del tavolo regionale, ma ora è necessario passare dalle parole ai fatti. Regione Toscana e soggetti coinvolti devono imprimere una decisa accelerazione al percorso di aggiudicazione del bando, evitando che le attuali incertezze si trasformino in un danno per i lavoratori e per l&#8217;intero sistema dei collegamenti marittimi regionali&#8221;.</p>
<figure id="attachment_652829" aria-describedby="caption-attachment-652829" style="width: 696px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-652829" src="https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-28-at-21.23.56-712x1024-jpeg.avif" alt="" width="696" height="1001" srcset="https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-28-at-21.23.56-712x1024-jpeg.avif 712w, https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-28-at-21.23.56-209x300-jpeg.avif 209w, https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-28-at-21.23.56-768x1105-jpeg.avif 768w, https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-28-at-21.23.56-1068x1537.jpeg 1068w, https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-28-at-21.23.56-292x420.jpeg 292w, https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-28-at-21.23.56-696x1001.jpeg 696w, https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-28-at-21.23.56-jpeg.avif 1112w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption id="caption-attachment-652829" class="wp-caption-text">Antonino Rocca, segretario generale Fit Cisl Toscana (foto ufficio stampa)</figcaption></figure>
<p>Nel corso dell&#8217;incontro del 17 novembre il sindacato chiederà “chiarezza sui tempi dell&#8217;iter, sulle prospettive industriali e occupazionali e sulle misure necessarie a garantire la continuità del servizio e la tutela dei lavoratori“.</p>
<p>La Fit Cisl Toscana ribadisce che, “in assenza di risposte concrete e di un cronoprogramma chiaro per l&#8217;aggiudicazione del bando, non escluderà ulteriori iniziative a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. L&#8217;aggiudicazione deve arrivare rapidamente: il futuro del servizio e la serenità di centinaia di lavoratori non possono restare ostaggio dell&#8217;incertezza”.</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[FIRENZE &#8211; La Fit Cisl Toscana prende atto della convocazione dell&#8217;incontro regionale da parte della Regione Toscana per il prossimo 17 novembre, richiesto con forza dall&#8217;organizzazione sindacale per affrontare le numerose criticità che interessano i lavoratori Toremar e il futuro dei collegamenti marittimi regionali. L&#8217;appuntamento arriva in una fase particolarmente delicata, segnata dall&#8217;attesa dell&#8217;aggiudicazione del [&hellip;]]]></excerpt>
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                                    <tag>Fit Cisl</tag>
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                                <pubDate>Thu, 29 Oct 2026 07:33:07 +0100</pubDate>
                <modDate>Thu, 29 Oct 2026 07:33:07 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                        <focuskw>Vertenza Toremar soddisfazione di Fit Cisl per la convocazione del tavolo: &quot;Ma ora serve chiarezza per i lavoratori&quot;</focuskw>
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                <title>Il crisantemo resiste ai rincari: solo un 5% in più. Coltivati sei milioni di esemplari</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/lucca/economia/il-crisantemo-resiste-ai-rincari-solo-un-5-in-piu-coltivati-sei-milioni-di-esemplari/</link>
                <description><![CDATA[<p>FIRENZE &#8211;<strong> Il crisantemo resiste ai rincari</strong>. Anche il fiore dei morti non sfuggirà agli aumenti che dalla pompa di benzina alla tavola si stanno abbattendo sui cittadini. Ma <strong>il suo aumento sarà contenuto &#8211; intorno al 5% &#8211;</strong> se rapportato all’impennata dei prezzi di concimi, fertilizzanti e energia la cui incidenza può arrivare fino al 50% in più sul costo finale di produzione. Un gap incolmabile che pesa in gran parte sulle spalle dei floricoltori.<strong> È questo il dato economico che emerge alla vigilia di Ognissanti secondo un’analisi di Coldiretti Toscana. </strong></p>
<p><strong>Sono 6 milioni gli esemplari coltivati in Toscana, gran parte tra la Versilia, Lucca e Pescia</strong> che sviluppano un valore alla produzione di 7 milioni di euro. Crisantemi e crisantemine sono tra le coltivazioni più importanti del comparto florovivaistico toscano come lo è, per il periodo delle festività di Natale, la stella.<strong> Bianco, giallo, colorato, a forma di stella o dalia,</strong> è stabile la sua produzione nella nostra regione. Questi che precedono la ricorrenza dei defunti sono giorni di lavoro intenso nelle serre: gli steli vengono raccolti a mano, confezionati e spediti a destinazione. <strong>Un lavoro iniziato a luglio per una coltivazione che impegna le aziende florovivaistiche per cinque mesi dedicando ininterrottamente tutto il loro tempo e le loro cure alla fioritura di questo fiore, di cui ne esistono ben 200 varietà nel mondo.</strong></p>
<p>Un fiore il cui mercato è compresso in una finestra commerciale lunga appena dieci giorni. Passati Ognissanti, la domanda si azzera. L’invenduto finisce al macero: uno spreco in termini di risorse che non va giù ai produttori che da tempo stanno cercando di <strong>destagionalizzare il consumo dei crisantemi associandolo anche ai momenti di gioia e alle occasioni di vita. </strong></p>
<p>Il florovivaismo è tra i comparti più energivori dell’agricoltura. Una delle voci più pesanti è rappresentata dal <strong>gasolio agricolo</strong> fondamentale per alimentare le pompe di riscaldamento nelle serre. Un costo raddoppiato in un anno &#8211; da 0,80 a 1,60 euro al litro – divorando ogni prospettiva di reddito per gli agricoltori.</p>
<p><strong>Ma produrre per i produttori costa molto di più per un altro motivo. I cambiamenti climatici stanno modificando le condizioni ambientali anche all’interno delle serre favorendo la proliferazione di insetti alieni e malattie dannose per fiori e piante.</strong></p>
<p>Insidie che i floricoltori devono gestire con impegno, interventi e più lavoro per proteggere le coltivazioni. Altri costi quindi. Problematiche che il settore sta affrontando aumentando gli investimenti e gli sforzi su resilienza, sostenibilità, recupero delle risorse e innovazione con l’obiettivo di restare competitivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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                <excerpt><![CDATA[Un fiore il cui mercato è compresso in una finestra commerciale lunga appena dieci giorni. Obiettivo è destagionalizzare]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Un fiore il cui mercato è compresso in una finestra commerciale lunga appena dieci giorni. Obiettivo è destagionalizzare                    ]]>
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                                <pubDate>Tue, 27 Oct 2026 22:07:08 +0100</pubDate>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                        <metadesc>Un fiore il cui mercato è compresso in una finestra commerciale lunga appena dieci giorni. Obiettivo è destagionalizzare</metadesc>
                        <focuskw>Il crisantemo resiste ai rincari: solo un 5% in più. Coltivati sei milioni di esemplari</focuskw>
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                <type>post</type>
                <title>AVS lancia bolletta sociale, Fratoianni e Bonelli: &#8220;In Italia 2,8 milioni famiglie in povertà energetica che Meloni non vuole vedere&#8221;</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/avs-lancia-bolletta-sociale-fratoianni-e-bonelli-in-italia-28-milioni-famiglie-in-poverta-energetica-che-meloni-non-vuole-vedere/</link>
                <description><![CDATA[<p><a href="https://verdisinistra.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Alleanza Verdi Sinistra</strong></a> lancia la <strong>bolletta sociale progressiva. </strong></p>
<p>La <a href="https://www.facebook.com/Fratoianni/videos/1162358636452740" target="_blank" rel="noopener"><strong>presentazione del pacchetto di misure martedì 27 ottobre alla Camera dei Deputati con i leader AVS Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli e l&#8217;ex ministro Lorenzo Fioramonti, responsabile Politiche economiche e industriali di Europa Verde.</strong></a></p>
<p>&#8220;Un pezzo del contributo che AVS intende portare alla discussione della coalizione&#8221;, come ha sottolineato il deputato pisano Fratoianni.</p>
<p>&#8220;In Italia ci sono <strong>2,8 milioni di famiglie in povertà energetica</strong>. Una <strong>situazione drammatica che Giorgia Meloni non vuole vedere</strong>, parla d&#8217;altro la propaganda consueta, sistematica e quotidiana&#8221;.</p>
<p>Il <strong>pacchetto di misure &#8220;diritto per le persone più deboli&#8221;</strong> comprende un credito energetico in Kwh per i nuclei con Isee inferiore a 30mila euro con un meccanismo progressivo.</p>
<p>Uno <strong>scudo anticiclico</strong> per proteggere dall&#8217;esplosione dei prezzi dell&#8217;energia.</p>
<p>Quindi il <strong>noleggio sociale delle pompe di calore,</strong> anche per piccole e micro imprese con meno di dieci addetti.</p>
<p>Fino a 10mila euro Isee è prevista la possibilità installare pompe di calore a carico dello Stato&#8221;.</p>
<p>In un contesto in cui &#8220;Si è poveri pur lavorando&#8221;. E &#8220;Il <strong>costo di energia è il più alto in Europa</strong> e questo pesa enormemente sui bilanci delle famiglie italiane. Sulle piccole e medie imprese. E sul sistema industriale ed economico del nostro Paese. C&#8217;è un&#8217;iniquità sociale nella redistribuzione delle risorse e nell&#8217;accumulo di ricchezza in particolar modo legate ai profitti&#8221;.</p>
<p><strong>Fratoianni, </strong>deputato pisano<strong>:</strong> &#8220;La filosofia di questa proposta sta dentro l&#8217;impianto di Avs, si tratta di lavorare sulla <strong>redistribuzion</strong>e. La povertà in questo Paese è un prisma che si allarga sempre di più, anche quella energetica. Dobbiamo intervenire con un <strong>ottica di transizione</strong> anche per mettere mani ai danni provocati per assenza iniziativa politica e iniziative sbagliate. Vale per la bolletta sociale, le energie rinnovabili, vale per la redistribuzione ricchezza. <strong>La bolletta sociale interviene in modo redistributivo su un dato emergenziale che è del tutto evidente.</strong> Ci sono milioni di cittadini che non ce la fanno, Pmi che rischiano di andare a gambe all&#8217;aria. La nostra proposta va in questa direzione. Ne seguiranno altre. Questo è un altro pezzo del contributo che AVS intende portare alla discussione della coalizione&#8221;.</p>
<p>Fioramonti: &#8220;L&#8217;utente non deve fare nulla, <strong>al calcolo pensa Arera, si ritrova in bolletta</strong>. Col calcolo in Kwh e non in euro si è sicuri che anche con l&#8217;aumento dei prezzi il credito rimane proporzionale. Questa è una <strong>proposta strutturale. Tutto questo non a deficit, ma utilizzando risorse che ci sono</strong>&#8220;.</p>
<p>Bonelli mostra gli <strong>utili del sistema bancario italiano e gli utili 2026 recentemente illustrati da Eni</strong>.</p>
<p>&#8220;Da un lato concentrazione ricchezza, dal&#8217;altro aumento delle famiglie in povertà energetica&#8221;.</p>
<p>&#8220;Lo scopo è quello di garantire ai ceti sociali più deboli un credito energetico. <strong>Non interveniamo sulla modalità di formazione del prezzo perché sarebbe non legittimo e UE ce la boccerebbe.</strong> Individuiamo  un credito energetico in Kwh per nuclei familiari con Isee da 10mila fino a 30mila euro, a seconda della consistenza del nucleo. Da 30mila euro in su non c&#8217;è più credito energetico&#8221;.</p>
<p>&#8220;I <strong>settori sociali più deboli rinunciano a riscaldarsi e rinunciano a raffrescare le case</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Le <strong>coperture del provvedimento sono previste dalle aste della CO2</strong>, che sono già in funzione nel sistema Ets, che serve anche ad abbassare i costi dell&#8217;energia con l&#8217;innovazione tecnologica, lo ricordo alla Meloni.</p>
<p>Poi c&#8217;è un <strong>contributo dai concessionari del gioco legalizzato dallo Stato</strong>, una maggiorazione Irap imprese Oil and gas, un contributo straordinario su profitti di banche e società. Per le pompe calore la copertura viene dalla <strong>riduzione delle spese per gli armamenti,</strong> contributo gioco pubblico, maggiorazione Irap e utilizzo piano sociale per il clima&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le <strong>bollette per i vulnerabili sono aumentate del 37%</strong>. Siamo di fronte a situazione drammatica che sta portando al collasso molte famiglie&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Fratoianni e Bonelli  con ex ministro Fioramonti presentano pacchetto misure in Camera dei Deputati: "Bolletta sociale progressiva per persone più deboli garantendo credito energetico in Kwh. Coperture individuate in aste CO2". Fratoianni: "Contributo AVS in discussione coalizione"]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[AVS lancia bolletta sociale, Fratoianni e Bonelli: "In Italia 2,8 milioni famiglie in povertà energetica che Meloni non vuole vedere"                    ]]>
                </metadDscription>
                                    <category>Economia</category>
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                                    <tag>Bolletta sociale</tag>
                                                    <place>Toscana</place>
                                <pubDate>Tue, 27 Oct 2026 17:56:32 +0100</pubDate>
                <modDate>Wed, 28 Oct 2026 16:55:26 +0100</modDate>
                <author>CINZIA GORLA</author>
                <authorEmail>cinziagorla.cg@gmail.com</authorEmail>
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                        <metadesc>AVS lancia bolletta sociale, Fratoianni e Bonelli: &quot;In Italia 2,8 milioni famiglie in povertà energetica che Meloni non vuole vedere&quot;</metadesc>
                        <focuskw>AVS lancia bolletta sociale</focuskw>
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                <title>Edilizia, in Toscana rinnovati i contratti integrativi solo in tre province su dieci: l&#8217;appello di Uil e Feneal</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/settore-edile-toscana-rinnovi-integrativi-appello-uil-feneal/</link>
                <description><![CDATA[<p data-path-to-node="0">Il settore dell&#8217;edilizia in Toscana registra una netta disomogeneità sul fronte delle relazioni sindacali territoriali: allo stato attuale, soltanto tre province su dieci hanno portato a termine il rinnovo dei contratti integrativi. La situazione si inserisce in un quadro economico regionale segnato da specifiche criticità, tra cui l&#8217;elevato costo della vita, i prezzi del mercato immobiliare in forte rialzo nelle città d&#8217;arte, il peso delle tariffe locali per servizi come acqua e rifiuti e le diverse vertenze industriali aperte.</p>
<p data-path-to-node="1">Per far fronte a queste pressioni economiche, le organizzazioni sindacali individuano nel recupero del potere d&#8217;acquisto la leva principale per sostenere il mercato interno. Attualmente, la contrattazione di secondo livello coinvolge solo il 20% delle imprese. I rinnovi provinciali sono stati siglati unicamente a <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="315">Firenze</b>, <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="324">Pisa</b> e <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="331">Livorno</b> attraverso accordi con l&#8217;<b data-path-to-node="1" data-index-in-node="364">ANCE</b> (Associazione Nazionale Costruttori Edili). Sul piano regionale, invece, le intese sono state ratificate con Confapi Aniem e le sigle dell&#8217;artigianato Confartigianato Edilizia, CNA Costruzioni e Casartigiani.</p>
<p data-path-to-node="2">Nelle restanti sette province toscane i tavoli di confronto rimangono aperti, ma senza esiti tangibili. Sulla questione è intervenuto il segretario generale della UIL Toscana, <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="176">Paolo Fantappiè</b>: &#8220;Pensiamo che la priorità sia il recupero del potere d&#8217;acquisto dei toscani per una ripresa del mercato interno. In questa prospettiva è ancora più importante il ricorso alla contrattazione integrativa, uno strumento fondamentale per redistribuire la ricchezza alle lavoratrici ed ai lavoratori&#8221;. Riferendosi ai patti già sottoscritti, Fantappiè ha precisato che &#8220;ora serve un cambio di passo sugli altri territori&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="3">La richiesta di un&#8217;accelerazione per chiudere le trattative provinciali pendenti arriva anche da <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="97">Daniele Battistini</b>, segretario generale della FENEALUIL Toscana, che analizza lo stallo con la controparte datoriale: &#8220;Vogliamo valorizzare questi accordi, sono esperienze positive che dimostrano come, attraverso un confronto responsabile, sia possibile costruire intese equilibrate per lavoratori e imprese. Nelle altre province il dialogo con ANCE è proseguito, ma con un andamento irregolare e ritmi variabili. I molti incontri realizzati non hanno ancora generato risposte concrete per i lavoratori. Non è mancato il confronto, ma è mancata finora la capacità di trasformarlo in accordi&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="4">L&#8217;obiettivo dei sindacati è raggiungere intese che garantiscano il recupero salariale e maggiori tutele, valorizzando contestualmente la bilateralità in ambiti chiave come il welfare, la formazione e la sicurezza sul lavoro. In vista delle prossime riunioni in agenda, Battistini fissa la linea: &#8220;Chiediamo ad ANCE di affrontarli con la volontà di compiere passi decisivi verso la conclusione degli accordi. Non è più il tempo dei rinvii, ma delle scelte. I prossimi incontri devono segnare una svolta e portare a contratti rinnovati, con risposte economiche e sociali all&#8217;altezza delle aspettative dei lavoratori e delle esigenze delle imprese&#8221;.</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Soltanto tre province su dieci (Firenze, Pisa e Livorno) hanno portato a termine il rinnovo dei contratti integrativi nel settore edile]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Edilizia in Toscana: contratti integrativi rinnovati in appena tre province su dieci. UIL e FENEAL lanciano un appello per sbloccare le trattative                    ]]>
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                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Tue, 27 Oct 2026 16:23:32 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 27 Oct 2026 16:23:32 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                        <metadesc>Edilizia in Toscana: contratti integrativi rinnovati in appena tre province su dieci. UIL e FENEAL lanciano un appello per sbloccare le trattative</metadesc>
                        <focuskw>Edilizia Toscana</focuskw>
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                <title>Incontro a Firenze, il ministro Urso appoggia il percorso Igp per il Cardato Riciclato Pratese</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/firenze/economia/firenze-incontro-urso-igp-cardato-pratese-tessile/</link>
                <description><![CDATA[<p>FIRENZE &#8211; <span class="">Prosegue il percorso istituzionale per il riconoscimento dell&#8217;Indicazione geografica protetta (Igp) a favore del </span><b data-path-to-node="0" data-index-in-node="113">Cardato Riciclato Pratese</b>. Dopo i confronti avviati a Bruxelles, i rappresentanti del distretto tessile hanno incassato il supporto del ministro delle Imprese e del Made in Italy, <b class="" data-path-to-node="0" data-index-in-node="293">Adolfo Urso</b><span class="">,</span> durante un vertice ospitato alla Camera di Commercio di Firenze.</p>
<p data-path-to-node="1"><span class="">L&#8217;incontro si è concentrato sulla tutela delle eccellenze artigiane legate ai territori e ha acceso i riflettori sul valore strategico della lavorazione tessile pratese,</span> una filiera che oggi conta oltre cinquemila addetti.</p>
<p data-path-to-node="2">Il ministro Urso ha confermato l&#8217;appoggio governativo alla certificazione di filiera: &#8220;Il riconoscimento Igp è uno strumento importante per valorizzare, tutelare e incentivare lo sviluppo delle attività legate al riciclo. Il cardato nasce qui, in questo territorio, e rappresenta un sapere manifatturiero che tutto il mondo ci riconosce e ammira. Oggi questo tipo di lavorazione non è più soltanto un&#8217;arte, ma risponde a una necessità concreta, sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale sia rispetto alla disponibilità e all&#8217;approvvigionamento delle materie prime. È fondamentale che questa capacità dell&#8217;impresa italiana possa essere adeguatamente riconosciuta e protetta&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="3">Per i vertici della filiera, l&#8217;apertura del ministero rappresenta una spinta decisiva. Il presidente dell&#8217;associazione <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="119">Cardato Riciclato Pratese</b>, <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="146">Alessandro Sanesi</b>, ha inquadrato i prossimi passi: &#8220;Quella di oggi è una giornata particolarmente importante per il Cardato Riciclato Pratese. Il fatto che il ministro delle Imprese e del Made in Italy abbia manifestato un interesse concreto nei confronti del nostro know-how rappresenta un segnale significativo e ci incoraggia a proseguire con determinazione nel percorso verso il riconoscimento Igp. Il nostro obiettivo è dare il giusto valore a una lavorazione che distingue il prodotto pratese dalle altre produzioni laniere, esaltandone l&#8217;identità e il legame autentico con il made in Italy. Un patrimonio di competenze che merita di essere riconosciuto e tutelato anche a tutti i livelli&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="4">A rimarcare le prospettive internazionali e occupazionali del distretto è intervenuto anche il responsabile delle relazioni esterne, <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="133">Leonardo Raffaelli</b>: &#8220;Siamo orgogliosi dell&#8217;invito ricevuto e dell&#8217;attenzione che il ministro ha voluto riservare al Cardato Riciclato Pratese. Per noi è la conferma che il percorso verso il riconoscimento IGP viene seguito con interesse anche ai massimi livelli istituzionali. Si tratta di un risultato importante per la nostra storia manifatturiera, che affonda le radici in una tradizione centenaria, ma soprattutto per il futuro del distretto. Sentiamo la responsabilità di rappresentare un comparto che coinvolge oltre 5.000 lavoratori e il nostro compito, adesso, è far comprendere sempre di più anche ai grandi brand internazionali il valore di ciò che viene prodotto a Prato&#8221;.</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il ministro Adolfo Urso ha confermato l'appoggio governativo alla certificazione di filiera, definendola strategica per la sostenibilità e l'innovazione]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Incontro a Firenze con il ministro Adolfo Urso: pieno sostegno governativo al percorso IGP per il Cardato Riciclato Pratese e la filiera tessile                    ]]>
                </metadDscription>
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                                <pubDate>Tue, 27 Oct 2026 15:49:22 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 27 Oct 2026 15:49:22 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                        <title></title>
                        <metadesc>Incontro a Firenze con il ministro Adolfo Urso: pieno sostegno governativo al percorso IGP per il Cardato Riciclato Pratese e la filiera tessile</metadesc>
                        <focuskw>Cardato Riciclato Pratese</focuskw>
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                <title>Olio d&#8217;oliva, attivato il nuovo laboratorio dell&#8217;Agenzia delle Dogane per i controlli in Toscana</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/agenzia-dogane-laboratorio-olio-oliva-toscana/</link>
                <description><![CDATA[<p data-path-to-node="0">Un nuovo strumento per contrastare le frodi alimentari e certificare la qualità dell&#8217;olio d&#8217;oliva fa il suo esordio sul territorio. Alla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno è stato presentato il nuovo laboratorio di &#8216;panel test&#8217; dell&#8217;Agenzia delle Dogane, una struttura operativa per la Toscana e l&#8217;Umbria. L&#8217;obiettivo principale è la valutazione sensoriale degli oli vergini per individuarne pregi e difetti, garantendo così una corretta classificazione commerciale a tutela dei consumatori e degli agricoltori.</p>
<p data-path-to-node="1">L&#8217;attivazione del polo di analisi risponde a una precisa dinamica economica. Secondo le analisi elaborate da Coldiretti Toscana su base Istat, negli ultimi cinque anni le importazioni di olio dall&#8217;estero sono aumentate del 62%, con incrementi del 60% dalla Spagna e dalla Tunisia e del 134% dalla Grecia. In questo scenario, il porto di <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="337">Livorno</b> rappresenta uno snodo logistico cruciale per l&#8217;ingresso dei carichi destinati all&#8217;industria olearia e ai trasformatori di tutta la Penisola, rendendo indispensabili verifiche puntuali su provenienza e conformità della merce sbarcata.</p>
<p data-path-to-node="2">&#8220;L&#8217;avvio dell&#8217;attività del laboratorio del panel test per l&#8217;olio di oliva rappresenta un risultato importante per un comparto strategico come l&#8217;agricoltura ma lo è anche per i cittadini&#8221;, ha dichiarato la presidente regionale di Coldiretti, <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="241">Letizia Cesani</b>. La necessità di difendere il prodotto locale passa in particolare dalla tutela delle denominazioni, che in Toscana contano un marchio IGP e quattro DOP. &#8220;Dobbiamo impedire che prodotti di diversa origine e qualità possano essere confusi agli occhi del consumatore e che l&#8217;immagine dell&#8217;extravergine italiano venga utilizzata impropriamente per commercializzare oli che non ne possiedono le caratteristiche dichiarate&#8221;, ha precisato Cesani.</p>
<p data-path-to-node="3">Il settore olivicolo attraversa attualmente una fase complessa, condizionata dai cambiamenti climatici, dall&#8217;aumento dei costi operativi e dalla pressione delle importazioni di bassa fascia che incidono negativamente sulle quotazioni delle produzioni italiane. &#8220;Il problema nasce quando il prezzo diventa l&#8217;unico criterio di scelta, quando la qualità dichiarata non corrisponde a quella effettiva e quando mancano controlli adeguati a garantire la correttezza delle informazioni fornite al mercato&#8221;, ha aggiunto la presidente. Da qui la richiesta di un impegno ulteriore sul fronte delle verifiche, affiancando l&#8217;esame organolettico alle analisi chimico-fisiche e alla tracciabilità di filiera: &#8220;Dobbiamo rafforzare la rete dei controlli e dotarla di strumenti adeguati a contrastare le frodi, le pratiche sleali e le manipolazioni che danneggiano tanto i produttori quanto i consumatori&#8221;.</p>
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                <excerpt><![CDATA[Coldiretti Toscana plaude all'attivazione del polo di analisi, sottolineando l'importanza di difendere le DOP, le IGP e la qualità dell'extravergine]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Olio d'oliva, Coldiretti plaude all'avvio del nuovo laboratorio dell'Agenzia delle Dogane per i controlli e la tutela del Made in Italy in Toscana                    ]]>
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                                <pubDate>Tue, 27 Oct 2026 15:25:05 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 27 Oct 2026 15:25:05 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                        <metadesc>Olio d&#039;oliva, Coldiretti plaude all&#039;avvio del nuovo laboratorio dell&#039;Agenzia delle Dogane per i controlli e la tutela del Made in Italy in Toscana</metadesc>
                        <focuskw>Olio d&#039;oliva</focuskw>
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                <title>Valdichiana, trattori e Tir al casello dell’A1 contro il caro gasolio</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/italia-mondo/economia/valdichiana-trattori-e-tir-al-casello-della1-contro-il-caro-gasolio/</link>
                <description><![CDATA[<div>
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<p dir="ltr">VALDICHIANA &#8211; Trattori e anche qualche <strong>Tir</strong> stanno convergendo all’esterno del <strong>casello Valdichiana dell’autostrada del Sole</strong>, per una protesta di <strong>agricoltori e autotrasportatori</strong> contro l’aumento dei carburanti, soprattutto del gasolio, e dei costi di produzione. I manifestanti sono circa <strong>cinquanta</strong> e arrivano da tutto il Centro Italia, non solo dall’Aretino e dal Senese.</p>
<p dir="ltr">La manifestazione si è formata fuori dall’autostrada, senza intralciare la viabilità ordinaria né l’ingresso e l’uscita dall’A1. C’è un po’ di confusione rispetto al normale scorrimento, ma i veicoli transitano regolarmente. Il <strong>presidio</strong> potrà durare tutta la settimana.</p>
<p dir="ltr">Sotto accusa ci sono il <strong>caro gasolio</strong>, l’aumento dei costi di manutenzione e gestione dei mezzi e la svalutazione dei prodotti agricoli. I manifestanti chiedono interventi concreti per garantire la sostenibilità economica delle aziende e per poter lavorare senza dipendere da sussidi né da contributi pubblici.</p>
<p dir="ltr">“Rispetto all’anno scorso il costo del carburante è raddoppiato &#8211; spiega il portavoce <strong>Andrea Faralli</strong> &#8211; passando da una media di 60 centesimi a 1,30 euro al litro”. L’aumento pesa molto sui bilanci, considerati gli elevati consumi delle macchine agricole.</p>
<p dir="ltr">Il portavoce parla di una situazione che si trascina da tempo. “L’incremento del gasolio agricolo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso &#8211; sottolinea &#8211; Sono ormai tre anni che protestiamo perché i nostri prodotti vengono pagati troppo poco. Se oggi i costi di produzione sono pari a 100, il ricavato è appena 102. Chiediamo che i nostri prodotti vengano pagati il giusto. Non è ammissibile lavorare sottocosto o con margini irrisori ed essere poi costretti a dipendere da sussidi e contributi europei”.</p>
<p dir="ltr">Faralli chiude con un confronto generazionale. “I nostri nonni e zii riuscivano, lavorando la terra, a mettere da parte ogni anno il denaro necessario per acquistare un nuovo trattore &#8211; conclude &#8211; Oggi non c’è più margine di guadagno e per comprare un mezzo bisogna fare affidamento sui contributi statali. Nel frattempo anche i prezzi dei macchinari sono raddoppiati”.</p>
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                <excerpt><![CDATA[VALDICHIANA &#8211; Trattori e anche qualche Tir stanno convergendo all’esterno del casello Valdichiana dell’autostrada del Sole, per una protesta di agricoltori e autotrasportatori contro l’aumento dei carburanti, soprattutto del gasolio, e dei costi di produzione. I manifestanti sono circa cinquanta e arrivano da tutto il Centro Italia, non solo dall’Aretino e dal Senese. La manifestazione [&hellip;]]]></excerpt>
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                                    <tag>centro Italia</tag>
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                                    <tag>Valdichiana</tag>
                                                <pubDate>Mon, 26 Oct 2026 16:45:46 +0100</pubDate>
                <modDate>Tue, 27 Oct 2026 12:09:43 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                <title>Rincari alimentari in Toscana, Coldiretti: spesa a 538 euro al mese e raddoppio del prezzo del pane in cinque anni</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/rincari-alimentari-toscana-coldiretti-spesa-pane/</link>
                <description><![CDATA[<p class="first-token" data-path-to-node="0"><span class="">Fare la spesa costa sempre di più in Toscana,</span> dove le famiglie affrontano rincari crescenti per l&#8217;acquisto di beni alimentari come pane, pasta, carne, pesce e verdure. Secondo i dati Istat elaborati da <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="202">Coldiretti Toscana</b>, la spesa mensile media si attesta a <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="258">538 euro</b>, registrando un incremento di circa 232,44 euro su base annua, pari a una crescita del 3,7%.</p>
<p data-path-to-node="1">Con questi valori, la regione si colloca al quindicesimo posto nella graduatoria nazionale, preceduta da territori come la Campania, in vetta con 646 euro mensili, e la Puglia, che registra il livello più basso con 443 euro, a fronte di una media italiana di 552 euro. L&#8217;analisi a cinque anni evidenzia una dinamica ancora più marcata, con un rincaro del carrello pari al 13,5% e un aggravio complessivo di circa 776 euro.</p>
<p data-path-to-node="2">Tra i prodotti simbolo dell&#8217;aumento vi è il pane. Una pagnotta da un chilo, che cinque anni fa costava mediamente 2,2 euro, ha raggiunto i 4,4 euro al chilo a settembre 2026, secondo i rilevamenti dell&#8217;Osservatorio Nazionale dei Prezzi. A fronte di questo raddoppio al consumo, gli agricoltori toscani ricevono compensi stimati tra i 29 e i 30 euro al quintale, una cifra giudicata insufficiente a coprire i costi di produzione. Questi ultimi sono aumentati fino al 50% a causa dell&#8217;impatto dei conflitti internazionali, dei rincari di fertilizzanti e gasolio agricolo e della gestione dei cambiamenti climatici.</p>
<p data-path-to-node="3">La situazione genera forti tensioni lungo la filiera, penalizzando contemporaneamente chi produce e chi acquista. Sulla questione è intervenuta la presidente di Coldiretti Toscana, <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="181">Letizia Cesani</b>: &#8220;Il dramma degli aumenti della spesa è il dramma degli agricoltori. I conti non tornano né per le famiglie né per chi produce. I cittadini pagano di più prodotti alimentari che agli agricoltori vengono riconosciuti prezzi sempre più bassi a fronte di costi sempre più alti&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="4">Per tutelare il reddito agricolo e garantire l&#8217;accesso a beni sicuri, l&#8217;associazione di categoria individua nella trasparenza lo strumento principale. Viene invocata l&#8217;introduzione obbligatoria dell&#8217;indicazione di origine, l&#8217;eliminazione dei codici doganali ritenuti ingannevoli e il rafforzamento dei controlli per proteggere la filiera di qualità.</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Secondo l'elaborazione dei dati Istat da parte di Coldiretti, la spesa mensile media tocca quota 538 euro, con un incremento annuo del 3,7%]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Rincari alimentari in Toscana secondo i dati Coldiretti: spesa media a 538 euro mensili e raddoppio del costo del pane a 4,4 euro al chilo in cinque anni                    ]]>
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                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:09:53 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 26 Oct 2026 11:09:53 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                        <metadesc>Rincari alimentari in Toscana secondo i dati Coldiretti: spesa media a 538 euro mensili e raddoppio del costo del pane a 4,4 euro al chilo in cinque anni</metadesc>
                        <focuskw>Rincari alimentari Toscana</focuskw>
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                <title>Costa Crociere torna all’Elba: Portoferraio rientra nelle rotte della compagnia nel 2027</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/livorno/economia/costa-crociere-torna-allelba-portoferraio-rientra-nelle-rotte-della-compagnia-nel-2027/</link>
                <description><![CDATA[<p>PORTOFERRAIO &#8211; La notizia è emersa durante la tredicesima edizione dell’<strong><em>Italian Cruise Day</em></strong>, ospitata il 23 ottobre al <strong>Terminal Crociere</strong> di Livorno e dedicata alle prospettive dell’industria crocieristica italiana.</p>
<p>All’appuntamento ha partecipato anche il sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini, insieme a una delegazione elbana.<br />
Per Portoferraio si tratta del ritorno di una delle compagnie italiane maggiormente riconoscibili sul mercato internazionale dopo alcuni anni di assenza dallo scalo.</p>
<p><strong>La novità arriva in una fase di crescita del traffico crocieristico sull’isola.</strong></p>
<p>Secondo i dati illustrati durante il forum, <strong>Portoferraio punta a chiudere il 2026 con circa 110 accosti e quasi 50mila</strong></p>
<p><strong>Numeri particolarmente significativi per una destinazione insulare</strong> dove il traffico crocieristico può contribuire ad allungare la stagione turistica oltre i mesi tradizionalmente più forti.</p>
<p>Ed è proprio questo uno degli aspetti sottolineati dall’amministrazione comunale: gli scali delle navi rappresentano un’occasione soprattutto nei periodi di minore pressione turistica, con ricadute potenziali per commercio, ristorazione, servizi e attività legate alle escursioni.</p>
<p><strong>Il ritorno di Costa nel 2027 rafforza inoltre il ruolo di Portoferraio all’interno del sistema portuale dell’Alto Tirreno, insieme a Livorno e Piombino.</strong><br />
Resta ora da conoscere nel dettaglio il calendario degli approdi della compagnia, ma il ritorno di Costa rappresenta già un segnale importante per il posizionamento dell’Elba nelle rotte crocieristiche del Mediterraneo.</p>
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                <excerpt><![CDATA[L’annuncio è emerso durante l’Italian Cruise Day organizzato a Livorno. Nel 2026 l’isola punta a circa 110 accosti e quasi 50mila crocieristi]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[L’annuncio è emerso durante l’Italian Cruise Day organizzato a Livorno. Nel 2026 l’isola punta a circa 110 accosti e quasi 50mila crocieristi                    ]]>
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                                    <tag>Portoferrario</tag>
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                                    <tag>Terminal Crociere</tag>
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                                <pubDate>Sun, 25 Oct 2026 13:40:17 +0100</pubDate>
                <modDate>Sun, 25 Oct 2026 13:40:17 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                        <focuskw>Costa Crociere torna all’Elba: Portoferraio rientra nelle rotte della compagnia nel 2027</focuskw>
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                <title>Nove proposte e 120 milioni di euro per i progetti di reindustrializzazione in Toscana</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/nove-proposte-e-120-milioni-di-euro-per-i-progetti-di-reindustrializzazione-in-toscana/</link>
                <description><![CDATA[<p>FIRENZE &#8211; <strong>Un piano con nove proposte per un impegno di circa 120 milioni di euro finalizzate a creare le condizioni per uno sviluppo che si basi sul trasferimento tecnologico ed il consolidamento delle peculiarità del tessuto imprenditoriale toscano</strong>. Prosegue il percorso avviato a inizio ottobre con il sistema economico per mettere a punto <strong>gli interventi che caratterizzeranno la legislatura</strong>. Interventi che troveranno una loro traduzione nel Prs. Ieri (20 ottobre) a Palazzo Strozzi Sacrati il presidente Eugenio Giani e l’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras hanno illustrato <strong>le proposte presentate alle categorie al tavolo della reindustrializzazione e del sostegno alle imprese.</strong></p>
<p><strong>Si va dalla ridefinizione dei ruoli delle partecipate regionali in ottica di motori dello sviluppo alla creazione di una cabina di regia sulla internazionalizzazione in coordinamento con le camere di commercio fino alla messa a punto di strumenti in grado di anticipare le crisi di impresa</strong>. Tra risorse già impegnate ed assegnate e da assegnare il totale ammonta a circa 400 milioni di euro che saranno immessi nel sistema nei prossimi 40 mesi per investimenti attesi che potrebbero arrivare fino a 950 milioni.</p>
<p>Soddisfatto il presidente Giani. “<strong>Nove punti di iniziative molto concrete e di grande operatività,</strong> maturate dopo i vari incontri svolti con categorie economiche, sindacati, mondo della cooperazione. Ora passiamo all’iniziativa. Il concetto fondamentale è la reindustrializzazione e per questo costituiremo un fondo specifico con risorse in grado di attivare investimenti che da un lato riqualificano e dall’altro delineano nuovi interventi. La Toscana vuol essere centro di manifattura essenziale, accanto al turismo, alla cultura, ai servizi, dove la reindustrializzazione accompagna il dinamismo e l’efficienza delle proposte concertate con categorie economiche e sindacati per contribuire, in un colloquio costante pubblico-privato, allo sviluppo regionale”.</p>
<p>“Il focus – ha spiegato Marras &#8211; <strong>è la manifattura, ma guardiamo anche ai servizi e al turismo.</strong> Con circa 120 milioni di euro puntiamo sulla digitalizzazione, soprattutto delle piccole e medie imprese, e su una misura dedicata esclusivamente alla filiera della moda e dell’oro, sperimentata un anno e mezzo fa e che ora rendiamo più semplice. Poi c’è il sostegno alla nuova economia, con interventi per le startup innovative e strumenti di equity e l’abbattimento degli interessi sugli investimenti nel turismo. Abbiamo poi approvato la prima delibera da 15 milioni per i nuovi bandi sull’internazionalizzazione, con una riserva per la moda e un incentivo a esplorare nuovi mercati, <strong>in particolare quelli aperti dai grandi accordi dell’Unione europea con il Mercosur e l’India</strong>”. “Sono risorse regionali e del Fesr – ha aggiunto Marras &#8211; che è nella fase finale della programmazione. Una ricognizione molto approfondita dei residui ci consente di integrarli con fondi regionali, in modo da riattivare misure già sperimentate, <strong>ma con criteri nuovi, più orientati all’innovazione, alla manifattura e all’uso delle tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale, che dovrebbe entrare nella vita di tutte le imprese. I bandi usciranno nelle prossime settimane</strong>”.</p>
<p>Ecco nel dettaglio le nove misure proposte.</p>
<p><strong>Bando Filiera 2026 (moda e oro), tempi apertura e chiusura ancora da definire</strong><br />
Obiettivo: rafforzare le filiere produttive strategiche tramite progetti integrati di innovazione e investimenti produttivi. Il progetto combina investimenti in innovazione e investimenti produttivi, per passare dallo sviluppo innovativo all’industrializzazione.<br />
Destinatari: Mpmi in aggregazione appartenenti alla stessa filiera, con almeno 4 componenti che operano nel settore della moda e dell’oro. La semplificazione e&#8217; alla base di questo bando.<br />
Risorse: circa 9 mln euro.</p>
<p><strong>Sovvenzioni Pmi turismo &#8211; linea Bei 2026, tempi apertura da definire, bando a sportello</strong><br />
Obiettivo: sostenere investimenti produttivi nel settore turismo mediante abbattimento interessi e commissioni di garanzia su finanziamenti Bei.<br />
Destinatari: Mpmi turismo, incluse agenzie di viaggio, tour operator e servizi di prenotazione.<br />
Risorse: quasi 10 mln euro.</p>
<p><strong>Fondo di reindustrializzazione Regione Toscana – (Fort), tempi apertura da definire, bando a sportello.</strong><br />
Obiettivo: Sostenere programmi di investimento produttivo immediatamente cantierabili.<br />
Destinatari: MPMI localizzate in territori della Carta europea degli aiuti a finalità regionale, aree di crisi industriale e ZLS.<br />
Risorse: 21,2 mln euro, dotazione iniziale, ampliabile.</p>
<p><strong>Bando Impresa Digitale &#8211; riapertura 2026, apertura e chiusura da definire.</strong><br />
Obiettivo: accompagnare le Mpmi nei processi di innovazione, transizione digitale e ambientale mediante servizi qualificati. Tra le priorità del bando: innalzamento della sicurezza, certificazione e qualificazione tecnologica delle PMI nei settori strategici e deep tech (STEP), con novità per il comparto aerospaziale.<br />
Destinatari: MPMI singole o associate, con sede/unità locale in Toscana, nei settori manifatturiero, turismo e commercio.<br />
Risorse: 21 mln euro.</p>
<p><strong>Bando Internazionalizzazione 2026, tempi apertura e chiusura ancora da definire.</strong><br />
Obiettivo: sostenere investimenti delle PMI per incremento dell’export e inserimento in nuovi mercati emergenti e strategici.<br />
Destinatari: MPMI singole o associate con sede/unità locale in Toscana, nei settori manifatturiero, turismo e commercio; requisiti specifici per consorzi, reti e ATI/ATS.<br />
Risorse: 15 mln euro.</p>
<p><strong>Fondo capitale di rischio &#8211; startup innovative, ancora da istituire; in corso approfondimenti su affidamento diretto a Sici Spa.</strong><br />
Obiettivo: promuovere e consolidare le startup innovative tramite partecipazione al capitale di rischio.<br />
Destinatari: startup innovative iscritte nell’apposita sezione del Registro delle imprese e costituite in forma di società di capitale.<br />
Risorse: 24 mln.</p>
<p><strong>Fondo equity moda, ancora da istituire; in corso approfondimenti su affidamento diretto a SICI Spa.</strong><br />
Obiettivo: favorire investimenti per il rilancio della competitività del sistema moda regionale e sostenere aggregazioni societarie.<br />
Destinatari: MPMI che realizzano o hanno realizzato negli ultimi 12 mesi operazioni di aggregazione societaria e progetti di investimento produttivo e/o innovazione.<br />
Risorse: circa 10 mln euro.</p>
<p>Tra le proposte organizzative figurano il potenziamento dei distretti tecnologici regionali, allo scopo di favorire investimenti per il rilancio della competitività del sistema moda regionale e sostenere aggregazioni societarie (3,7 milioni), un contributo per promuovere l’insediamento ed il consolidamento dei Centri commerciali naturali (3 milioni), <strong>la Sezione speciale Regione Toscana del Fondo centrale di garanzia</strong> per sostenere il tessuto produttivo toscano nell’accesso al credito e potenziarne la competitività (attualmente operativo, 66 mln euro).</p>
<p>Altri strumenti sono <strong>la cabina di regia per l’internazionalizzazione delle imprese</strong> (si riunisce ogni due mesi e vi partecipano categorie economiche e Unioncamere), il potenziamento di Unlock (creato come canale diretto verso le imprese, coinvolgendo categorie economiche e Camere di Commercio), l’aggiornamento della Zls (Zona logistica semplificata) attraverso la riperimetrazione e revisione del piano in ottica semplificatoria ed il presidio degli sviluppi su Zes (Zona economica semplificata) e Zai (Zona di accelerazione industriale), la revisione delle politiche sulle partecipate (<strong>trasformare Fiditoscana in ‘Banca’ Pubblica di Promozione</strong>; potenziare Sviluppo Toscana come società di servizio per le imprese; orientare Sici verso una ‘in house’) ed il potenziamento degli strumenti di anticipazione e gestione delle crisi aziendali attraverso una rete operativa integrata.</p>
<p><strong>Infine individuate quattro direttrici di lavoro per rafforzare attrattività del territorio, semplificazione normativa, coesione delle comunità locali e commercio di prossimità</strong>: candidare specifiche aree a divenire Zai; revisione della normativa regionale relativa ad artigianato, cooperazione e commercio in ottica semplificatoria, di sviluppo e di maggiore accessibilità per imprese e operatori; analisi di fattibilità di Distretti di economia civile finalizzati a sostenere il consolidamento delle relazioni fondative delle comunità,<strong> soprattutto nelle aree più periferiche e a rischio spopolamento; rafforzamento dei Ccn come strumenti di sostegno al commercio di prossimità e alle produzioni locali.</strong></p>
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                <excerpt><![CDATA[Si va dalla ridefinizione dei ruoli delle partecipate regionali alla cabina di regia sulla internazionalizzazione fino a nuovi strumenti per crisi di impresa]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Si va dalla ridefinizione dei ruoli delle partecipate all'internazionalizzazione fino a nuovi strumenti per crisi di impresa                    ]]>
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                                    <tag>reindustrializzazione</tag>
                                    <tag>sostegno</tag>
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                                <pubDate>Wed, 21 Oct 2026 08:26:44 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 22 Oct 2026 10:04:19 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                        <focuskw>Nove proposte e 120 milioni di euro per i progetti di reindustrializzazione in Toscana</focuskw>
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                <title>Esenzione bollo auto 2027, le regole sui pagamenti di dicembre</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/esenzione-bollo-auto-2027-le-regole-sui-pagamenti-di-dicembre/</link>
                <description><![CDATA[<p data-path-to-node="26">L&#8217;approvazione del <b data-path-to-node="26" data-index-in-node="26">decreto legge 162/2026</b> introduce una misura straordinaria per il taglio della tassa automobilistica riservata alle persone fisiche, ma l&#8217;applicazione pratica delle nuove norme presenta paletti precisi e diversi dubbi interpretativi. Il beneficio prevede l&#8217;<b data-path-to-node="26" data-index-in-node="282">esenzione bollo auto 2027</b> per un solo veicolo a motore termico o ibrido con potenza non superiore a <b data-path-to-node="26" data-index-in-node="382">80 chilowatt</b>, oltre che per i motocicli senza limiti di cilindrata, con riferimento ai versamenti in scadenza tra il <b data-path-to-node="26" data-index-in-node="499">1° gennaio</b> e il <b data-path-to-node="26" data-index-in-node="515">31 dicembre</b> del prossimo anno.</p>
<p data-path-to-node="27">A definire i contorni dell&#8217;agevolazione è la <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="45">data di scadenza ordinaria</b> del versamento. Chi è tenuto a rinnovare la tassa entro il <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="131">31 dicembre 2026</b> deve effettuare il pagamento regolarmente, anche se la copertura della ricevuta si estende su gran parte dei mesi successivi. Il rinvio volontario del versamento a gennaio per cercare di rientrare nella misura non permette di accedere al beneficio e comporta l&#8217;applicazione di sanzioni e interessi legali.</p>
<p data-path-to-node="28">Un punto centrale riguarda i requisiti sui <b data-path-to-node="28" data-index-in-node="43">mezzi in comproprietà</b> e sui veicoli posseduti dalla stessa persona. In presenza di più vetture idonee, il sistema applica automaticamente lo sconto al veicolo con la potenza inferiore. L&#8217;incertezza maggiore riguarda la gestione delle auto intestate a più persone, per esempio tra <b data-path-to-node="28" data-index-in-node="323">coniugi comproprietari al 50%</b>. La legge fissa il principio di un solo veicolo agevolato a persona, ma non specifica se l&#8217;utilizzo della misura su un&#8217;auto comune consumi il diritto per entrambi i titolari o per uno solo.</p>
<p data-path-to-node="29">L&#8217;<b data-path-to-node="29" data-index-in-node="2">Associazione proprietari e automobilisti</b> e l&#8217;<b data-path-to-node="29" data-index-in-node="47">Aci</b> hanno evidenziato questo vuoto normativo nelle proprie <i data-path-to-node="29" data-index-in-node="106">FAQ</i> ufficiali, sollecitando un intervento chiarificatore da parte delle istituzioni competenti. Senza una nota esplicita del <b data-path-to-node="29" data-index-in-node="231">ministero dell&#8217;economia e delle finanze</b>, non è possibile stabilire se un secondo veicolo possa beneficiare separatamente della misura. Ulteriori perplessità riguardano la presenza della copertura <i data-path-to-node="29" data-index-in-node="427">Rca</i>, la sospensione temporanea delle polizze e le compravendite effettuate nell&#8217;anno.</p>
<p data-path-to-node="30">Per beneficiare in modo corretto dell&#8217;<b data-path-to-node="30" data-index-in-node="38">esenzione bollo auto 2027</b>, i contribuenti sono chiamati a verificare la scadenza ordinaria indicata sui documenti di pagamento per evitare contestazioni fiscali. Le regole attuali non consentono infatti accordi privati tra comproprietari per ripartire la misura in modo autonomo.</p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il provvedimento del governo prevede il taglio della tassa automobilistica per un solo mezzo fino a 80 kW ma restano da chiarire i casi delle vetture condivise]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Tutte le regole sulla misura fiscale per le auto fino a 80 kW, le scadenze di dicembre e le incognite sulle cointestazioni.                    ]]>
                </metadDscription>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Latte, giù i prezzi e crollo della produzione per il caldo: il sistema è in crisi</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/latte-giu-i-prezzi-e-crollo-della-produzione-per-il-caldo-il-sistema-e-in-crisi/</link>
                <description><![CDATA[<p>FIRENZE &#8211; “<strong>Quest’anno il comparto del latte vaccino ha attraversato una crisi importante. I prezzi sono crollati e questo ha ulteriormente indebolito gli allevamenti.</strong> Adesso anche il caldo record sta facendo diminuire la produzione. È una situazione davvero molto difficile”. Lo dichiara <strong>Luciano Nucci, presidente di Confcooperative agroalimentare e pesca Toscana.</strong></p>
<p>“Il periodo estivo comporta fisiologicamente un calo della produzione di latte, ma temperature come quelle di queste settimane aggravano enormemente il problema e aumentano le difficoltà delle aziende zootecniche. Se in Italia consumassimo esclusivamente il latte prodotto nel nostro paese – aggiunge Nucci -, non sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale. Questo significa che <strong>il sistema è già fragile e che ogni ulteriore difficoltà pesa ancora di più sulla filiera</strong>”.</p>
<p>Secondo il presidente di Confcooperative agroalimentare e pesca Toscana,<strong> la combinazione tra crisi dei prezzi e riduzione della produzione rischia di compromettere la competitività degli allevamenti. </strong>“Gli allevatori si trovano a sostenere costi elevati in un contesto in cui i ricavi si sono ridotti. <strong>È una pressione che mette a rischio la capacità produttiva di molte aziende</strong> e rende sempre più difficile programmare investimenti e sviluppo”.</p>
<p><strong>Nucci sottolinea infine la necessità di valorizzare il lavoro della cooperazione</strong>. “Chi sceglie i prodotti delle nostre cooperative sceglie qualità, sicurezza e tracciabilità. È un valore che va tutelato, perché oggi anche <strong>questo modello produttivo è messo seriamente in difficoltà dagli effetti del cambiamento climatico</strong> e dalle tensioni del mercato”.</p>
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                <excerpt><![CDATA[Il presidente di Confcooperative agroalimentare e pesca Toscana: "A rischio la capacità produttiva di molte aziende"]]></excerpt>
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                                    <tag>Confcooperative</tag>
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                                    <tag>Luciano Nucci</tag>
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                                <pubDate>Tue, 20 Oct 2026 22:06:25 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 21 Oct 2026 18:35:20 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
                <authorEmail>redazione@corrieretoscano.it</authorEmail>
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                <title>Agricoltori Cia Toscana in piazza a Roma: &#8220;Non è questa l&#8217;Europa di cui abbiamo bisogno&#8221;</title>
                <link>https://corrieretoscano.it/toscana/economia/agricoltori-cia-toscana-in-piazza-a-roma-non-e-questa-leuropa-di-cui-abbiamo-bisogno/</link>
                <description><![CDATA[<p><strong>Agricoltori Cia Toscana in piazza a Roma martedì 20 ottobre per la mobilitazione nazionale</strong> dopo le proteste dei giorni scorsi.</p>
<p>Un <strong>presidio a Montecitorio che ha aperto la seconda settimana di mobilitazione nazionale Cia Agricoltori Italiani &#8216;I conti non tornano&#8217;.</strong></p>
<p><strong>&#8220;Pieno sostegno&#8221; dal Pd Toscana</strong> con una nota dei <strong>deputati e senatori Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafé, Federico Gianassi, Marco Furfaro, Christian Di Sanzo, Laura Boldrini, Arturo Scotto, Dario Parrini, Silvio Franceschelli e Ylenia Zambito. </strong></p>
<p>&#8220;Anche in Toscana le imprese agricole devono fare i conti con l&#8217;aumento dei costi di produzione, a partire dal gasolio, e con margini sempre più ridotti&#8221;.</p>
<p>I conti non tornano perché, sottolinea Cia, &#8220;<strong>Gli agricoltori incassano sempre meno, mentre i cittadini pagano sempre di più.</strong> E i costi continuano a salire per entrambi. A settembre l’inflazione è salita al 4,2%, ai massimi da tre anni, e gli italiani hanno dovuto fare i conti con un balzo del 5,5% dei prezzi degli alimentari freschi rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel frattempo, i prezzi riconosciuti agli agricoltori sono crollati: -50% per l’olio extravergine d’oliva, -30% per le susine, -25% per albicocche e uva da tavola, -24% per il latte spot, -22% per pesche e pere, -15% per le mele e -5% per il pollo&#8221;.</p>
<figure id="attachment_644168" aria-describedby="caption-attachment-644168" style="width: 267px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-644168" src="https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/Toscana-Cia-267x300-jpg.avif" alt="Agricoltori Cia Toscana in piazza a Roma: &quot;Non è questa l'Europa di cui abbiamo bisogno&quot;" width="267" height="300" srcset="https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/Toscana-Cia-267x300-jpg.avif 267w, https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/Toscana-Cia-912x1024-jpg.avif 912w, https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/Toscana-Cia-768x863-jpg.avif 768w, https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/Toscana-Cia-374x420.jpg 374w, https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/Toscana-Cia-696x782.jpg 696w, https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/Toscana-Cia-1068x1200.jpg 1068w, https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/10/Toscana-Cia-jpg.avif 1152w" sizes="auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px" /><figcaption id="caption-attachment-644168" class="wp-caption-text">(Foto Fb Cia Agricoltori Italiani Toscana Centro)</figcaption></figure>
<p><a href="https://www.facebook.com/61550768390599/videos/pcb.122337988652025613/1164754762549233" target="_blank" rel="noopener"><strong>La mobilitazione di martedì 20 ottobre ha puntato il dito sull&#8217;Europa</strong></a>: &#8220;<strong>I conti non tornano se l&#8217;Europa arretra sulla Pac&#8221;. </strong></p>
<p>A Montecitorio una sessantina di <strong>agricoltori arrivati da tutta la Toscana</strong> con la Cia regionale e le Cia provinciali.</p>
<p>&#8220;A una fase storica eccezionale servono risposte eccezionali. E per affrontare sfide che nessun Paese può sostenere da solo, occorre un’Europa più forte, dotata di un bilancio all’altezza delle grandi questioni geopolitiche, economiche e climatiche. <strong>Partendo dall’agricoltura, che ha bisogno di una Pac solida e capace di guardare avanti, non di fare passi indietro. Sarebbe un duro passo indietro anche per l’agricoltura toscana&#8221;.</strong></p>
<p>Al centro della mobilitazione, spiega Cia Toscana, &#8220;c’è l’ultima proposta negoziale sul Quadro finanziario pluriennale (QFP). La nego-box presentata dalla presidenza di turno del Consiglio Ue <strong>non prevede risorse aggiuntive per l’agricoltura, lasciando ferma a circa 294 miliardi di euro la dotazione complessiva per la Pac post 2027.</strong> Non solo. Manca l’autonomia della politica agricola e non ci sono garanzie vincolanti sul 10% del target rurale e sulle risorse della flessibilità di bilancio. A rendere il quadro ancora più grave, <strong>il taglio di quasi il 30% alla riserva di crisi agricola,</strong> che scenderebbe da circa 900 a 630 milioni di euro annui. Una proposta inaccettabile, che rinforza le ragioni della protesta&#8221;.</p>
<p><strong>Valentino Berni, presidente Cia Toscana</strong>: “Non possiamo sopportare che, mentre aumentano le emergenze e si moltiplicano le sfide, <strong>Bruxelles risponda indebolendo proprio chi garantisce il cibo sulle nostre tavole</strong>. La Pac è la politica più antica dell’Unione e da oltre cinquant’anni assicura stabilità alle imprese, sicurezza alimentare e presidio dei territori. Eppure, oggi si continua a discutere di come ridimensionarla anziché rafforzarla. <strong>Le promesse fatte agli agricoltori dalla presidente von der Leyen devono tradursi in impegni concreti, non restare sulla carta”.</strong></p>
<p>Berni: “<strong>Non è questa l’Europa di cui abbiamo bisogno</strong>. La trattativa deve andare avanti e cambiare totalmente direzione: servono più fondi e certezze, non un’agricoltura sacrificata sull’altare dei compromessi di bilancio”.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/reel/1774726577124892" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sabrina Rossi, direttrice</strong> <strong>Confederazione Italiana Agricoltori di Grosseto</strong></a>: Dai tagli alla PAC al rischio di esclusione dei pensionati agricoli, fino al valore dell&#8217;agricoltura per la sicurezza alimentare e la pace. Durante il Covid abbiamo garantito cibo al Paese. <strong>Oggi non chiediamo sussidi né favoritismi, ma rispetto e la possibilità di lavorare dignitosamente&#8221;.</strong></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/reel/4247704312029701" target="_blank" rel="noopener"><strong>Delegazione Cia Toscana Nord guidata da presidente Luca Maria Simoncini</strong></a>: &#8220;La situazione è arrivata a un livello insostenibile per la nostra attività&#8221;.</p>
<p>Per Cia Toscana &#8220;la nuova Pac deve restare pienamente comune e autonoma, con un<strong> budget adeguato e indicizzato all’inflazione</strong>. La rinazionalizzazione, attraverso una programmazione eccessivamente affidata ai singoli Stati, rischia di tradursi in distorsioni della concorrenza e nuove disuguaglianze tra gli agricoltori europei. Inoltre, <strong>gli aiuti devono sostenere chi produce e vive di agricoltura</strong>, non le rendite passive, con strumenti di gestione del rischio adeguati alle crescenti emergenze climatiche e sanitarie. Fondamentale anche assicurare al settore l’accesso diretto al Fondo Ue per la competitività, per misurarsi ad armi pari con gli altri comparti&#8221;.</p>
<p>Berni: “Oggi l’Europa è davanti a un bivio: deve decidere se riaffermare la centralità del settore oppure marginalizzarlo, pagando le conseguenze disastrose di questa scelta. Mentre le altre grandi potenze, <strong>dagli Usa alla Cina, rafforzano gli investimenti sulle rispettive agricolture, la Ue non può permettersi di arretrare.</strong> <strong>Senza una Pac forte, non c’è più cibo sicuro, tutela di salute e ambiente, vitalità delle aree interne e futuro delle comunità rurali</strong>. È una battaglia che riguarda tutti”.</p>
<p>&#8220;<strong>Non accetteremo che il futuro dell’agricoltura venga deciso al ribasso,</strong> né che le promesse si perdano nei negoziati. Continueremo a far sentire la nostra voce finché non arriveranno risposte precise. Perché se l’Europa taglia sull’agricoltura, a pagare saranno produttori e cittadini. E così, i conti non tornano”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La nota congiunta Pd Toscana</strong>: &#8220;La proposta europea sulla futura Politica agricola comune, con risorse ferme a circa 294 miliardi di euro e un taglio di quasi il 30 per cento alla riserva di crisi, <strong>rischia di indebolire un settore strategico per la sicurezza alimentare,</strong> l&#8217;economia e la tenuta dei territori&#8221;.<br />
“Anche in Toscana le imprese agricole devono fare i conti con l&#8217;aumento dei costi di produzione, a partire dal gasolio, e con margini sempre più ridotti. <strong>Servono interventi concreti per sostenere i redditi degli agricoltori,</strong> contenere il caro-carburanti e garantire risorse adeguate per affrontare le crisi. Non possiamo chiedere alle aziende di produrre cibo di qualità, tutelare il paesaggio e presidiare le aree rurali, lasciandole sole davanti a costi crescenti e incertezze. <strong>Il nostro impegno è quello di portare queste istanze nelle sedi parlamentari e nel confronto con il governo, sostenendo le richieste delle organizzazioni agricole</strong>. La Pac deve essere rafforzata, non ridimensionata: difendere l&#8217;agricoltura significa tutelare il lavoro, la sovranità alimentare e il futuro delle nostre comunità: risorse adeguate e misure efficaci”:</p>
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                <excerpt><![CDATA[Mobilitazione nazionale a Montecitorio. Valentino Berni, presidente Cia Toscana: "Senza Pac forte, non c’è più cibo sicuro, tutela di salute e ambiente. Non accetteremo che il futuro dell'agricoltura venga deciso al ribasso". Parlamentari Pd Toscana: "Pieno sostegno. Impegno portare istanze in confronto con governo"]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Agricoltori Cia Toscana in piazza a Roma: "Non è questa l'Europa di cui abbiamo bisogno". Mobilitazione nazionale a Montecitorio                    ]]>
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                                    <category>Economia</category>
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                                <pubDate>Tue, 20 Oct 2026 18:15:44 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 21 Oct 2026 12:51:10 +0200</modDate>
                <author>CINZIA GORLA</author>
                <authorEmail>cinziagorla.cg@gmail.com</authorEmail>
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                        <focuskw>Agricoltori Cia Toscana in piazza a Roma</focuskw>
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