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giovedì 29 Settembre 2022
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Pif protagonista di ‘Novantadue’ a Prato, il 1992 di Falcone e Borsellino

Con 'Novantadue' a Prato appuntamento il 25 marzo. A Firenze Pif presenta il suo ultimo film, iniziativa organizzata dal Consiglio Regionale della Toscana

PRATO – Pif ospite di ‘Novantadue’, il 1992 raccontato a trenta anni di distanza, la rassegna che Prato dedica alle stragi di Capaci e via d’Amelio, a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Pif, Pierfrancesco Diliberto, popolare regista, autore, sceneggiatore, attore palermitano, David di Donatello e Nastro d’Argento miglior regista esordiente per il pluripremiato ‘La mafia uccide solo d’estate’, incontra il Consiglio Comunale dei ragazzi del Comune di Prato e le scuole in collegamento streaming il 25 marzo. Con Pif il giornalista siciliano Pino Maniaci. ‘Novantadue’ è una rassegna articolata organizzata dal Comune di Prato. Mentre  giovedì 17 marzo alle 17.30 Pif sarà al cinema La Compagnia di Firenze con il suo film ‘E noi come stronzi rimanemmo a guardare’. Iniziativa organizzata dal Consiglio regionale della Toscana, presidente Antonio Mazzeo, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze giuridiche e la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Firenze.

Per ‘Novantadue’ a Prato al Castello dell’Imperatore ‘La Spirale della vita’, una cortina costruita con 1400 sacchi di juta, ciascuno col nome di vittime di mafia. Ai Cantieri culturali di Officina Giovani la mostra fotografica ‘La guerra. Una storia siciliana’ con gli scatti di Tony Gentile, realizzata da assessorato Cultura e Officina Giovani in collaborazione con il Centro per l’arte contemporanea Pecci. Matteo Biffoni, sindaco, e Simone Mangani, assessore cultura: “Il Novantadue è stato un anno che ha cambiato la storia del Paese. Le stragi di Capaci e via D’Amelio e Tangentopoli hanno rappresentato il turning point della storia recente. Sono passati 30 anni e uno degli obiettivi principali è passare ai più giovani, che non erano nati o erano ancora piccoli, il significato di quelle morti e dei sacchi di sabbia al Castello dell’Imperatore. Un baluardo di difesa della società civile nei confronti della barbarie della mafia e della corruzione. E al tempo stesso di celebrare la loro vita e il loro sacrificio”.

© Riproduzione riservata

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