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giovedì 29 Settembre 2022
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Prato, parte il percorso per mettere fine ai campi Rom e Sinti. Contributo per le famiglie

Prato tra le prime città in Italia a dotarsi di strumenti ad hoc. Il sindaco Biffoni sul nuovo regolamento: "Una scelta di civiltà e sviluppo. Nelle aree attrezzate ci sono 250 persone a tutti gli effetti cittadini italiani"

PRATO – Prato tra le prime città in Italia a dotarsi di strumenti per il superamento dei campi Rom e Sinti. Il sindaco Matteo Biffoni ha presentato il nuovo regolamento per la permanenza delle famiglie Rom e Sinti nelle aree attrezzate di Prato e i percorsi per il loro superamento grazie al sostegno per l’autonomia alloggiativa e lavorativa. A Prato, spiega il sindaco Biffoni, si contano oggi 240 persone residenti nelle aree attrezzate di  viale Manzoni, via Pollative, Traversa di via per le Calvane e viale Marconi,  disciplinate dal regolamento comunale adottato dal Consiglio Comunale nel 1999. Per quanto riguarda i tempi, il primo campo, quello di viale Manzoni, sarà chiuso entro il dicembre 2023, mentre quello successivo sarà l’area di via Pollative e poi nell’arco dei prossimi 5-6 anni gli altri due. Definiti alcuni strumenti a sostegno dell’uscita dalle aree che saranno chiuse per volontà dell’amministrazione comunale, vale a dire un contributo massimo per i nuclei familiari di 6.000 euro per locazione di altri immobili, ristrutturazione di case proprie o per trovare ospitalità altrove. In alternativa, si legge in una nota del Comune di Prato, si apriranno le porte per soluzioni di emergenza alloggiativa, al pari di altri cittadini e in presenza dei requisiti necessari. Sono previsti strumenti di accompagnamento al lavoro, in progetti con il terzo settore e con accesso agli strumenti in uso all’amministrazione comunale per tutti i cittadini. Il sindaco Biffoni:”La scarsa sostenibilità di campi Rom e Sinti formati ormai 35 anni fa, il fatto che i 250 occupanti siano a tutti gli effetti cittadini italiani, la maggiore consapevolezza, soprattutto tra i più giovani, delle loro condizioni di vita attuali. Tutti questi rappresentano dei presupposti che, nel medio periodo, possono permettere il superamento dei campi, riportando le persone che abitano questi luoghi ad un percorso di vita meno condizionato e condizionante e ad un maggiore decoro dei luoghi interessati. E’ una scelta che marchia in maniera importante la civilità e lo sviluppo della nostra città soprattutto se si considera che questa nuova misura apporterebbe un livellamento alla pari di queste persone, delle loro opportunità, dei loro diritti e dei doveri con quelli già in capo a tutti gli altri cittadini”.

Luigi Biancalani, assessore politiche sociali sottolinea che l’obiettivo è “riportare queste persone all’interno dei parametri già adottati dai servizi sociali che quotidianamente si occupano di emergenza alloggiativa ed aiutano le famiglie sotto sfratto. Paradossalmente, il fatto di essere ospitati in aree di sosta non permetteva a questi nuclei familiari di accedere agli strumenti dell’emergenza alloggiativa”. Simone Faggi, consigliere delegato del sindaco per le politiche legate alla marginalità sul nuovo regolamento: “Abbiamo considerato la persona che decide di uscire dal campo come una persona senza abitazione, quindi in emergenza alloggiativa. Questo è un passaggio determinante per percorrere dinamiche già previste e percorsi già predisposti per tutti gli altri cittadini. Si rende necessario, per ottenere risultati raggiungibili e accessibili nel medio periodo un principio di uguaglianza sostanziale alla base del Regolamento, un modello di dialogo e di confronto con le comunità interessate e degli strumenti di aiuto concreto”.

© Riproduzione riservata

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