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sabato 3 Dicembre 2022
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Prato, sottopasso di Via Ciulli. Il sindaco: “Per il dissequestro fondamentale casa espansione”

Dodici anni fa vi morirono tre donne annegate nell'auto

PRATO – La chiave di volta è stata la realizzazione della cassa di espansione per la nuova palazzina dell’ospedale Santo Stefano, chiesta ad Asl dal Comune come onere di costruzione. Ora la verifica su pompe idraliche e dispositivi antiallagamento
Dopo 12 anni la Corte d’Appello di Firenze ha disposto il dissequestro del sottopasso ferroviario di via Ciulli,accogliendo l’istanza di restituzione presentata dal Comune di Prato lo scorso 10 maggio.

Venerdì scorso 13 maggio nel pomeriggio è arrivata in Comune la notifica di dissequestro del bene: era il quarto tentativo da parte dell’Amministrazione comunale di rientrare in possesso del sottopasso viario che collegava Narnali e Galciana, chiuso dal 5 ottobre del 2010, quando morirono annegate tre donne cinesi per l’esondazione del Vella. A margine del procedimento penale per l’infrastruttura venne disposto il sequestro probatorio, divenuto poi sequestro preventivo con provvedimento del GIP di Prato nel novembre 2013. Nel 2016 la sezione penale del Tribunale di Prato dispose come misura cautelare attinente alla pronuncia di condanna che la restituzione del sottopasso di via Ciulli avvvenisse solo in seguito al passaggio in giudicato della sentenza.

La chiave di volta per l’accoglimento della richiesta di restituzione del Comune è stata la costruzione, ora in corso, della vasca d’espansione da 25mila metri cubi che l’Asl Toscana centro sta realizzando nella vicina area ospedaliera in funzione della costruzione della nuova palazzina del Santo Stefano,  a cui saranno collegati il torrente Iolo e il fosso Vella mettendo al riparo da esondazioni e allagamenti tutta la zona in caso di piena. Come hanno spiegato il sindaco Matteo Biffoni e la responsabile dell’Ufficio Legale del Comune Paola Tognini, in sede di conferenza dei servizi con l’Asl per la realizzazione del nuovo padiglione da 112 posti letto, il Comune ha chiesto tra gli oneri di costruzione la realizzazione della cassa di espansione: “Un’intuizione che ci ha permesso di ottenere un doppio risultato – ha detto il sindaco Biffoni – Mettere in sicurezza idraulica il Santo Stefano e tutta l’area circostante e porre le basi per la riapertura del sottopasso di via Ciulli. Ringrazio l’Ufficio Legale del Comune per il grande lavoro che ha svolto in questi anni per ottenere la restituzione del bene e l’ingegner David Malossi, progettista e direttore dei lavori per la nuova cassa di espansione, che nella sua relazione ha messo in luce come l’opera idralica consenta di eliminare il fenomeno delle esondazioni del Fosso Vella in corrispondenza del sottopasso eliminando le possibilità di allagamento”.

Le misure di competenza del Comune. – Prima della riapertura al transito e alla circolazione stradale del tunnel, faranno da corollario alla vasca di espansione le opere che il Comune dovrà eseguire per la verifica e l’eventuale sostituzione delle pompe idrauliche di sollevamento acque, degli allarmi acustici e del semaforo agli ingressi in caso di pericolo o allagamento: l’Amministrazione comunale si era già dotata di un più potente impianto di drenaggio e dei dispositivi di sicurezza già negli anni scorsi per ottenere la riapertura dell’arteria, ma le misure vennero ritenute insufficienti dai giudici: “I lavori per la cassa di espansione dovrebbero concludersi a settembre, in linea con il cronoprogramma – aggiunge il sindaco – Il nostro obiettivo è andare di pari passo e riaprire via Ciulli appena saranno svolti i collaudi, senza tardare ulteriormente: per noi è un impegno prioritario”. Inoltre dovrà essere completamente rifatto il manto stradale, su cui nel frattempo sono cresciuti vari arbusti.

Difficile quantificare ora l’investimento necessario, perchè i tecnici comunali dovranno valutare nei prossimi giorni se dopo 12 anni le apparecchiature tecniche siano ancora funzionanti. In caso di necessaria sostituzione delle pompe idraliche il costo sarà sostenuto attraverso la variante al bilancio prevista per luglio

Il fatto. – Nella notte tra il 4 e 5 ottobre 2010 tre donne cinesi, di 50, 42 e 24 anni morirono tragicamente nel sottopasso ferroviario, divenuto un pozzo profondo oltre 4 metri per le forti piogge che si erano abbattute sulla Toscana fin dal giorno precedente.  Le vittime sono le sorelle Donglan Wang, 42 anni, e Jilan Wang, 50 anni, più la figlia di quest’ultima Chengwei, 24 anni: hanno imboccato con la propria auto il tunnel diventato improvvisamente un muro di acqua e fango, un invaso per le acque del torrente Vella che, gonfio di una quantità di pioggia mai registrata prima in un arco temporale ristretto (96 millimetri in due ore e tre quarti), esondò.  La più giovane è rimasta intrappolata nella vettura, mentre le altre due sono annegate tentando la fuga.

 

© Riproduzione riservata

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