Aggredisce la moglie a colpi di roncola e la rende tetraplegica: condannato a 16 anni

Massimo della pena, considerando i benefici del rito abbreviato per l'agricoltore tunisino dichiarato colpevole senza attenuanti

FIRENZE – Condanna a 16 anni di reclusione con rito abbreviato per Yamen Badr, agricoltore tunisino finito a processo per aver aggredito a colpi di roncola la moglie dopo una lunga serie di vessazioni e umiliazioni domestiche nei confronti della donna. La sentenza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Alessandro Moneti, che ha accolto pienamente la ricostruzione e le richieste avanzate dal pubblico ministero Alessandra Falcone: una pena base di 24 anni, ridotta a 16 per via dello sconto previsto dal rito alternativo.

La tragedia si consumò la sera del 9 agosto 2025 all’interno dell’abitazione familiare a Montebeni, nel comune di Fiesole. L’uomo si avventò contro la consorte sferrandole molteplici fendente con una roncola, provocandole traumi vertebrali e ferite da taglio gravissime che l’hanno lasciata tetraplegica. L’imputazione contestata è quella di tentato omicidio aggravato dai maltrattamenti in famiglia.

Dalle indagini è emerso un quadro drammatico di violenze continue e denigrazioni psicologiche patite dalla donna per anni, persino alla presenza dei suoceri e della babysitter. Il marito la accusava costantemente per l’educazione impartita alle due figlie della coppia, spingendosi in un’occasione a rinfacciarle davanti ai genitori di averla sposata esclusivamente per motivi economici. Prima della lettura della sentenza, l’imputato ha rilasciato brevi dichiarazioni spontanee in aula provando a giustificare l’aggressione con l’uso di sostanze stupefacenti e affermando di non stare bene in quel periodo.

Una linea difensiva richiamata anche dal suo legale, l’avvocato Samuele Zucchini, che ha commentato come la pena inflitta sia pari al massimo ed espresso rammarico per la mancata valorizzazione della consulenza medico-legale di parte, la quale attestava la totale incapacità di intendere e di volere dell’uomo al momento del fatto a causa della droga.

Di parere opposto i legali della persona offesa e dei suoi congiunti, gli avvocati Lapo Bechelli ed Eriberto Rosso, che hanno definito la pronuncia equilibrata e rigorosa nel confermare la validità del quadro accusatorio di fronte a un dramma che ha segnato per sempre la vita dell’intera famiglia.

Contestualmente alla condanna penale, il giudice ha disposto il risarcimento dei danni da liquidarsi in sede civile, fissando intanto provvisionali immediatamente esecutive: 200mila euro in favore della vittima, 50mila euro per ciascuna delle due figlie minorenni e ulteriori 200mila euro complessivi destinati ai genitori della donna.

© Riproduzione riservata

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