FIRENZE – L’attivazione del passante sotterraneo per l’Alta Velocità e della nuova stazione Belfiore a Firenze, programmata per il 2028, potrebbe ridisegnare l’intero sistema dei trasporti regionali. Lo spostamento di una quota dei convogli rapidi nel nuovo scalo sotterraneo permetterà infatti di alleggerire i binari di superficie all’interno del nodo fiorentino, lasciando spazio a un incremento delle corse destinate ai treni locali e dei pendolari.
A tracciare i possibili scenari e a chiedere una pianificazione tempestiva è la Commissione Mobilità e Trasporti dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze. Secondo lo studio elaborato dai tecnici, le prime aree a poter beneficiare della riorganizzazione dei binari di superficie sarebbero il Valdarno, la Valdisieve e il Mugello, assi strategici per il movimento giornaliero di studenti e lavoratori.
La proposta punta a rafforzare la tratta esistente tra Montevarchi e Prato passante per la stazione di Firenze Statuto, trasformandola nella struttura portante di un servizio ferroviario metropolitano capace di garantire passaggi ravvicinati, con frequenze fino a un treno ogni 15 minuti all’interno dell’area urbana del capoluogo. Questo modello consentirebbe inoltre un interscambio diretto con la futura fermata di Circondaria e con lo stesso nodo di Belfiore.
Per quanto riguarda i collegamenti più distanti, il piano prevede corse più veloci e con minor numero di fermate intermedie tra il Valdarno e Firenze. Sul fronte della linea Faentina, gli ingegneri prospettano l’istituzione di collegamenti diretti a cadenza oraria verso le località di San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo, estendibili fino a Vicchio e Faenza, gettando le basi per una linea ferroviaria diretta tra le città di Firenze e Ravenna. Nel lungo periodo, la disponibilità di spazio sulla rete di superficie aprirebbe la strada anche ad altri progetti, come un collegamento diretto su rotaia con lo scalo aeroportuale di Peretola e l’integrazione di un circuito metropolitano tra i centri di Empoli, Firenze, Pontassieve e Borgo San Lorenzo.
Il coordinatore della Commissione, Fiorenzo Martini, ha invitato le istituzioni a non attendere il completamento dei cantieri per definire il nuovo assetto dei trasporti: “Più treni tra Valdarno e Firenze, un servizio ferroviario metropolitano con frequenze fino a un passaggio ogni 15 minuti nell’area fiorentina, collegamenti più rapidi con il Mugello e la possibilità di una relazione diretta tra Firenze e Ravenna: sono alcune delle opportunità che possono derivare dall’attivazione del sottoattraversamento Av e della stazione Belfiore, a condizione che la programmazione parta fin da subito”.
L’appello si rivolge direttamente ai soggetti incaricati della gestione del trasporto e del territorio: “Lo spostamento di una parte dei treni Av nella nuova stazione, previsto per il 2028, consentirà di liberare capacità sulla rete ferroviaria di superficie nel nodo di Firenze. Questo spazio potrà essere utilizzato per aumentare i collegamenti regionali e metropolitani. Ma perché queste ipotesi possano diventare realtà è necessario avviare fin da oggi il confronto tra Regione, gestori ferroviari, enti locali e territori interessati: quando la Tav entrerà in funzione, la programmazione dovrà essere già definita”.



