Trasferta a Milano, l’Associazione Tifosi Fiorentini contesta le modalità di vendita dei biglietti

Nel mirino del gruppo organizzato finiscono l'assenza di canali prioritari per i fedelissimi, i costi elevati dei settori popolari e il fallimento delle tessere

L’Associazione Tifosi Fiorentini (ATF) prende posizione contro le recenti politiche di gestione dei tagliandi per le partite in trasferta. Attraverso una nota ufficiale, il gruppo organizzato ha espresso il proprio dissenso riguardo alle modalità di vendita adottate per l’imminente gara di Milano, contestando in particolare l’assenza di un diritto di prelazione riservato ai membri delle associazioni. Oltre a denunciare il mancato riconoscimento della fedeltà dei sostenitori più assidui, il documento solleva critiche sui costi elevati dei settori popolari e sull’inefficacia dei programmi di fidelizzazione proposti negli anni passati.

Di seguito la trascrizione integrale del comunicato diffuso:

“L’Associazione Tifosi Fiorentini intende esprimere forte disappunto per le modalità di vendita dei biglietti adottate per la trasferta di Milano, dove è stata negata qualsiasi forma di prelazione per il tifo organizzato e le associazioni.

È una scelta incomprensibile che colpisce direttamente la vita dell’associazionismo. Le associazioni di tifosi non sono semplici biglietterie, ma luoghi di aggregazione e comunità che portano avanti la tradizione della nostra tifoseria. Eliminare ogni forma di canale prioritario significa fare un danno concreto a questo tessuto sociale. Non chiediamo privilegi, ma semplicemente che venga portato rispetto a chi milita ed è presente dalla prima giornata all’ultima, che sia casa o trasferta.

Ci sono due punti fondamentali sui quali si fonda la nostra posizione.

La Meritocrazia del tifoso: Chi macina chilometri tutto l’anno, chi sostiene la squadra con costanza, sotto il gelo, la pioggia e il sole, ha il diritto sacrosanto e prioritario di accedere ai biglietti rispetto a chi si avvicina in maniera occasionale. La prelazione non è un privilegio, ma il giusto premio alla fedeltà e all’impegno di chi c’è sempre.

L’Illusione della Fidelizzazione: Anni fa ci hanno imposto tessere su tessere promettendo vantaggi, tutele e una presunta ‘fidelizzazione’. La realtà oggi è sotto gli occhi di tutti: quelle promesse si sono rivelate scatole vuote, utili soltanto a disperdere la passione del tifoso che va allo stadio e partecipa in maniera attiva e a fidelizzare gli appassionati unicamente al divano di casa.

A tutto questo si sommano i prezzi dei biglietti, arrivati a cifre spropositate per settori che dovrebbero essere popolari. Da anni ci sentiamo ripetere la storiella del ‘portare più famiglie allo stadio’, usata come pretesto per fare la guerra al tifo organizzato; ma la domanda sorge spontanea: quanti soldi dovrebbero guadagnare queste famiglie per potersi permettere di andare allo stadio a queste condizioni?

È inutile parlare di amore per il calcio e di passione quando poi le decisioni pratiche vanno nella direzione opposta. Se le autorità e le società non intervengono per correggere questo sistema, continuano soltanto a spezzare il legame autentico tra il popolo e questo sport. L’ATF continuerà a battersi per i diritti dei tifosi e per il rispetto delle associazioni”.

© Riproduzione riservata

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