Rapinarono due volte dei ragazzini con un dissuasore elettrico: in carcere un 18enne di Follonica

Agiva con un gruppo di minorenni: nel primo episodio cinque coetanei senesi sono stati colpiti con un ramo, nel secondo un quattordicenne è stato attirato in un luogo appartato

FOLLONICA – Ha rapinato dei ragazzini minacciandoli con un dissuasore elettrico, prima in un parco e pochi giorni dopo in strada. Per questo un 18enne residente a Follonica è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile del paese, in esecuzione di un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto. Il giovane è gravemente indiziato di due rapine pluriaggravate, lesioni personali aggravate e detenzione di oggetti atti a offendere, commesse in concorso con minorenni nell’estate 2026 ai danni di altri minorenni.

Il primo episodio risale a fine agosto, in un parco cittadino. Cinque ragazzi di 15 e 16 anni, in vacanza a Follonica e provenienti dalla provincia di Siena, sono stati accerchiati da un gruppo numeroso di giovani del posto. Gli aggressori li hanno colpiti con un ramo spezzato e minacciati con il dissuasore elettrico, poi si sono fatti consegnare 140 euro e una cintura di marca e sono scappati. Due delle vittime, colpite dal ramo, hanno riportato lesioni lievi, guaribili in pochi giorni. Le indagini, coordinate dalla Procura di Grosseto, hanno permesso di identificare il 18enne, ritenuto un elemento di spicco dell’azione, e gli altri presunti componenti del gruppo, tutti minorenni.

Pochi giorni dopo, secondo gli investigatori, il giovane ha messo a segno una seconda rapina, insieme a un altro complice minorenne, sulla pubblica via a Follonica. La vittima, un quattordicenne, è stata attirata in un luogo appartato con un banale pretesto e costretta a consegnare 95 euro sotto la minaccia del dissuasore. Anche questo episodio è stato ricostruito dai carabinieri grazie alle testimonianze e alle immagini della videosorveglianza.

I militari hanno rintracciato il giovane nella mattinata di ieri (8 ottobre) e hanno eseguito la misura della custodia cautelare in carcere. Il giudice ha parlato di un quadro di spiccata pericolosità e di un concreto pericolo di recidiva specifica, legato alla ravvicinata successione dei fatti e alla personalità del 18enne, già denunciato più volte per episodi di rilevante gravità e della stessa natura. Ha giudicato particolarmente allarmanti le modalità: l’azione in un gruppo numeroso, con grande efficacia intimidatoria; l’uso del dissuasore rivolto alle vittime e azionato, anche se senza colpire nessuno; le ferite provocate con il ramo; la seconda rapina a distanza di pochi giorni. Per il giudice la condotta dimostra grave indifferenza per l’incolumità delle persone e per il patrimonio altrui, e totale disprezzo per le regole della convivenza civile: da qui la scelta del carcere, ritenuto l’unica misura in grado di tutelare la collettività.

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