8 gennaio 2026. Davanti al municipio di Philadelphia, un gruppo di persone in giubbotto nero e basco marcia con fucili semi-automatici a tracolla. Sul petto, il logo della pantera. È l’8 gennaio 2026, pochi giorni dopo che un agente dell’Ice ha ucciso Renee Nicole Good, madre di tre figli, a Minneapolis. Il gruppo si presenta come Black Panther Party for Self-Defense e il suo leader, Paul Birdsong, promette: “Se fossimo stati lì, non sarebbe successo. Nessuno sarebbe stato toccato”.
Le immagini rimbalzano sui social e sui media internazionali, alimentando la narrazione di un “ritorno delle Pantere Nere” per proteggere le comunità migranti dalla repressione federale.
Ma quanto c’è di vero? E soprattutto, chi sono questi nuovi militanti che rivendicano l’eredità di Huey Newton e Bobby Seale?
L’omicidio di Renee Good e l’offensiva Ice
Il 7 gennaio 2026, a Minneapolis, l’agente Ice Jonathan Ross spara tre colpi di pistola contro Renee Nicole Good, uccidendola. Secondo il Dipartimento per la Sicurezza Interna e la segretaria Kristi Noem, Good avrebbe “armato la sua auto” tentando di investire gli agenti, configurando quindi un caso di “terrorismo domestico”. La versione ufficiale viene smentita dalle autorità locali mentre analisi indipendenti mostrano che l’agente non era direttamente davanti alla traiettoria dell’auto quando ha sparato. Dopo aver visionato i video dell’episodio, il sindaco di Minneapolis Jacob Frey, il governatore Tim Walz e il capo della polizia definiscono “spazzatura” la ricostruzione federale.
In decine di città statunitensi scoppiano le proteste contro le brutali azioni dell’Ice. In questo contesto compare il gruppo di Birdsong.
Chi sono le nuove Black Panther Party for Self-Defense
Paul Birdsong, 30 anni circa, attivista per la liberazione nera formatosi politicamente dopo l’omicidio di George Floyd, guida da alcuni anni un’organizzazione che ha sede a West Philadelphia. Il gruppo conta meno di 100 membri attivi secondo le ricostruzioni dei giornali locali e opera con un modello che riprende i “programmi di sopravvivenza” delle Pantere storiche: barbecue settimanali gratuiti, distribuzione di cibo, corsi di autodifesa e formazione all’uso responsabile delle armi.
Nei quartieri poveri di North Philadelphia, dove il gruppo è più attivo, i residenti lo descrivono come un punto di riferimento. Intervistato da Black Enterprise, un abitante del posto spiega che la loro presenza armata allontana spaccio e microcriminalità.
Birdsong sostiene di operare “sotto la tutela di membri originali del Black Panther Party” e di essere stato formato da veterani che marcerebbero con loro. La rivendicazione è però controversa: parenti di Huey Newton hanno attaccato pubblicamente il gruppo, minacciando azioni legali contro chi protesta “con questi somali” usando il nome delle Pantere. In risposta, Birdsong ha annunciato un evento pubblico il 31 gennaio, con la partecipazione di “anziani del Black Panther Party originale” per attestare la legittimità del capitolo.
Intanto, il (nuovo?) gruppo si presenta armato alla protesta anti-Ice fatta davanti al municipio di Philadelphia, con dichiarazioni che diventano virali. “Nessun agente Ice mi si avvicinerà mai. Ve lo garantisco”, dice Birdsong in un video. In altri spezzoni rivolge agli agenti federali una minaccia chiara: “Fafo – Fuck Around and Find Out”, traducibile come “Fai cazzate e impara la lezione”.
L’obiettivo dichiarato è duplice: abolire l’Ice e chiedere responsabilità penale per Donald Trump e Jd Vance, ma anche “far sì che chi è al servizio del pubblico abbia paura del pubblico quando non fa il suo dovere”.
Le analogie con il primo Black Panther Party
Il Black Panther Party nasce a Oakland nel 1966, fondato da Huey Newton e Bobby Seale in risposta alla brutalità della polizia nei quartieri neri. Il partito introduce pattugliamenti armati legali per monitorare le forze dell’ordine e sviluppa rapidamente una vasta rete di programmi sociali: colazioni gratuite per bambini, cliniche mediche, assistenza legale, ambulanze e test per anemia falciforme.
Tra il 1968 e i primi anni ‘70, il Bpp si espande in 28 stati più Washington D.C., con formazioni a Chicago, Los Angeles, Seattle, Detroit, New Orleans. L’Fbi di J. Edgar Hoover identifica le Pantere come “la più grande minaccia alla sicurezza interna” e lancia contro di loro il programma Cointelpro che porta a infiltrazioni, campagne di disinformazione e raid violenti. Tra questi quello di Chicago dove, nel 1969, viene ucciso Fred Hampton. Il partito si scioglie ufficialmente nel 1982, dopo anni di repressione esterna e conflitti interni.
Le analogie con il gruppo di Birdsong sono evidenti nella forma: divise nere, berretti, armi in vista, richiamo ai dieci punti programmatici originali, programmi di mutuo soccorso nei quartieri poveri. Ma le differenze sono altrettanto nette.
E le differenze
Il Bpp storico era un’organizzazione nazionale coordinata, con un giornale diffuso in migliaia di copie, alleanze internazionali e una struttura gerarchica definita. Il gruppo di Birdsong è locale, concentrato a Philadelphia, con presenza limitata in altre città e nessuna prova di un coordinamento nazionale paragonabile a quello del primo Bpp.
Anche il contesto politico è profondamente mutato. Le Pantere degli anni ‘60 nascono in piena guerra fredda, con riferimenti espliciti al marxismo-leninismo e all’internazionalismo rivoluzionario. Il gruppo di Birdsong si definisce internazionalista e alleato “di tutti i popoli oppressi, indipendentemente da etnia e cultura”, ma opera in un panorama frammentato, senza un movimento nero unificato né un’ondata rivoluzionaria globale a fare da sfondo.
Quanto è (davvero) diffuso il ritorno delle Pantere?
Al momento, i numeri ridimensionano drasticamente la retorica del “ritorno”. Il gruppo di Birdsong conta decine, al massimo un centinaio di membri attivi. Non esistono capitoli documentati in 28 stati, né una struttura nazionale unificata.
Accanto a quello di Birdsong esiste il New Black Panther Party (Nbpp), nato a Dallas a fine anni ‘80, che dichiara circa 36 capitoli in vari stati ma ripudiato pubblicamente dalla Dr. Huey P. Newton Foundation con una lettera intitolata “There Is No New Black Panther Party” e classificato come gruppo d’odio razzista e antisemita dal Southern Poverty Law Center e dall’Anti-Defamation League.
La memoria delle Pantere è viva, ma frammentata in iniziative locali non coordinate. Esiste però un dato culturale più ampio. Nel 2016, per il 50° anniversario del Bpp, decine di città statunitensi hanno ospitato mostre, conferenze e iniziative commemorative. A San Diego, ex membri hanno riattivato un capitolo con ripresa del programma in dieci punti e attività di mutuo soccorso, senza legami con Birdsong o con il Nbpp. In California e altrove nascono gun club neri ispirati alla tradizione dell’autodifesa delle Pantere, come il Fred Hampton Gun Club.
Cosa può succedere ora
Le prospettive della nuova formazione dipendono da tre fattori: l’evoluzione della politica americana (migratoria e interna), la capacità del gruppo di Birdsong di costruire alleanze durature e il rischio di infiltrazioni o repressione.
Sul primo punto, l’amministrazione Trump ha annunciato un’intensificazione delle operazioni Ice, con retate di massa e campagne violente che alimentano paura tra le comunità migranti. Il 41% degli immigrati negli Stati Uniti teme ora la detenzione o la deportazione, con un aumento di 15 punti percentuali rispetto al 2023 (indagine Kaiser Family Foundation). Sempre per più persone, anche cittadini americani o residenti in altri Paesi, gli Usa non sono più un posto sicuro.
In questo clima, la domanda di protezione e solidarietà cresce, e gruppi come quello di Birdsong possono trovare spazio.
Sul secondo punto, il modello delle “rainbow coalition” – alleanze tra neri, latini, nativi e migranti – è già al centro del dibattito nella sinistra statunitense. Birdsong invita esplicitamente i residenti dei quartieri a organizzare scorte per accompagnare gli immigrati.
Per quanto riguarda il terzo fattore, la storia del Cointelpro dimostra che questi gruppi di resistenza armata diventano rapidamente bersagli di infiltrazione e sabotaggio. Birdsong e i suoi compagni lo sanno, ma finora non hanno fornito dettagli su come intendono proteggersi.
In copertina una scena del film “Judas and the Black Messiah” (Warner Bros, 2021) (Ipa/Ftg)
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