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Macron a Trump: “Basta dire tutto e il contrario di tutto”. Il tycoon: “Si sta ancora riprendendo dal pugno di Brigitte”

Nuove scintille tra Emmanuel Macron e Donald Trump. in visita di Stato a Seul, il presidente francese ieri ha affermato chiaramente: “Dobbiamo essere seri, e quando si vuole essere seri non si dice ogni giorno il contrario di quello che si è detto il giorno prima“. Poche ora prima, il capo della Casa Bianca prendeva in giro il titolare dell’Eliseo, criticandolo sul personale.

Trump: “La moglie di Macron lo tratta malissimo”

“Macron, la cui moglie lo tratta malissimo, si sta ancora riprendendo dal pugno che ha ricevuto in faccia”, ha detto il tycoon il primo aprile a un pranzo pasquale privato, come si è potuto sentire in un video pubblicato sul canale YouTube della Casa Bianca e poi rimosso velocemente. Il riferimento è all’episodio dello scorso maggio, quando un video riprese Brigitte Macron alzare le mani verso il viso del marito, in quello che molti interpretarono come uno schiaffo.

Il titolare dell’Eliseo ha replicato: ”Parole né eleganti, né all’altezza”.

Macron: “Si parla troppo, non è uno spettacolo”

Ma al di là delle punzecchiature, Macron a Seul ha espresso chiaramente il suo pensiero sulla conduzione della guerra in Iran avviata dall’attacco Usa-Israele il 28 febbraio: “È una responsabilità che le autorità americane si assumono oggi dicendo ogni mattina che faremo questo, che non faremo quello, o qualsiasi altra cosa”. “Si parla troppo, e si è confusi. Abbiamo tutti bisogno di stabilità, calma, un ritorno alla pace; non è uno spettacolo”, ha sottolineato.

Il presidente francese ha anche sostenuto anche la necessità di “negoziati approfonditi”, l’unico modo per “garantire un seguito a lungo termine e preservare la pace e la stabilità per tutti”. “Un’azione mirata, anche della durata di poche settimane, non può fornire una soluzione duratura alla questione nucleare”, perché “la situazione potrebbe deteriorarsi nuovamente nel giro di mesi o anni”.

Più chiaramente, gli Stati Uniti, che hanno avviato un’azione che nelle intenzioni doveva essere breve e che nei fatti si è rivelata un ginepraio, “possono lamentarsi di non essere aiutati in quest’operazione che hanno deciso da soli, ma non è una nostra operazione”. 

No a riaprire Hormuz con la forza

Quanto a un’azione per riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz, vitale per il petrolio e il commercio ma chiuso dall’Iran dopo l’attacco Usa-Israele, per Macron “sarebbe irrealistica“. “Non è mai stata un’opzione che abbiamo preso in considerazione”, inoltre “richiederebbe un’eternità” e comporterebbe “una serie di rischi”. 

Macron ha anche accusato la Casa Bianca di indebolire la Nato, mettendo in dubbio “ogni giorno” l’impegno americano nell’Alleanza. In questo modo, ha precisato, “se ne svuota la sostanza”. Il patto atlantico è l’architettura fondamentale per la sicurezza dell’Europa, che non ha una vera e propria alternativa all’ombrello americano, anche se qualcosa si sta muovendo proprio nel presupposto che gli Stati Uniti siano diventati inaffidabili.

Trump: “Non mi serve aiuto alla fine della guerra”

Trump, durante il pranzo privato, ha anche raccontato di aver chiesto assistenza alla Francia: “Emmanuel, vorremmo un aiuto nel Golfo, anche se dovessimo battere tutti i record, eliminare i cattivi e distruggere i missili balistici. Potreste inviare navi da guerra immediatamente”?

Macron avrebbe rifiutato, sostenendo che avrebbe potuto inviare navi “una volta vinta la guerra”, al che, secondo quanto ha riferito The Donald, gli avrebbe risposto: “No, no, non ne avrò bisogno quando la guerra sarà finita, Emmanuel”. 

Pochi mesi fa Trump ha preso pubblicamente in giro il presidente francese per il suo accento e il suo modo di parlare in inglese.

Politics

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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