(Adnkronos) –
“Meno burocrazia, riduzione delle tasse sul ceto medio, incentivi a chi produce e investe e nessun nuovo prelievo sugli extraprofitti bancari”. È la linea indicata da Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia e responsabile del dipartimento economico degli azzurri, ad Adnkronos in vista della prossima legge di Bilancio. Tra le misure sostenute per favorire la crescita e la competitività, Casasco ha rilanciato su “Irpef al 33% fino a 60mila euro, flat tax incrementale al 5%, cashback immediato sulle spese sanitarie e revisione della spesa pubblica”.
Casasco, la macchina della manovra è già partita. Qual è la vostra priorità?
“La priorità è mettere il Paese nelle condizioni di competere nel sistema internazionale. Il primo tema è la semplificazione burocratica. Tajani ha lanciato Libera Italia e la strada liberale passa proprio dal taglio alla burocrazia, proseguendo nella direzione tracciata dai ministri di Forza Italia Zangrillo e Casellati. Ho proposto provocatoriamente un principio liberale: ciò che non è vietato è consentito. Dobbiamo pensare anche a una centrale autorizzativa unica, sul modello della Zes, che garantisca risposte in tempi certi a chi vuole investire”.
Sul Fisco quale dovrebbe essere il primo intervento?
“Una delle nostre priorità è estendere l’aliquota Irpef del 33% fino a 60mila euro, ribadendo l’attenzione al ceto medio. Poi proponiamo una flat tax incrementale strutturale al 5% per tutti, applicata all’incremento di reddito rispetto a quello dichiarato l’anno precedente, premiando quindi anche partite Iva, artigiani e professionisti. Il principio è incentivare chi lavora, investe e produce di più”.
Quindi “chi più produce, meno paga”?
“Esattamente. Dobbiamo favorire fiscalmente produzione e investimenti se vogliamo competere sui mercati internazionali. Un principio che deve valere anche per gli straordinari e per la detassazione dei premi di produttività. Il tema del lavoro per Forza Italia è prioritario, così come il diritto a un salario giusto che consenta, in particolare ai giovani, di costruirsi un futuro, una casa e una famiglia”.
Avete proposto anche un cashback sulle spese sanitarie. Come funziona?
“Oggi la detrazione del 19% viene recuperata con la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. Per le spese tracciate proponiamo di trasformarla in un cashback immediato, facendo tornare in tempo reale quel 19% sul conto corrente del cittadino. Chi deve curarsi ha bisogno delle risorse subito”.
Resta il grande tema delle risorse…
“Se vogliamo ridurre le tasse dobbiamo intervenire sul denominatore del rapporto deficit-Pil, favorendo la crescita, oltre che sui costi dello Stato. Abbiamo circa 150 miliardi di spesa assistenziale e centinaia di bonus. Non significa necessariamente tagliare le risorse ai cittadini, ma verificare l’efficacia della spesa, eliminando sovrapposizioni e dispersioni. Più crescita e una migliore qualità della spesa permettono di sostenere anche il sistema sociale”.
Lei propone di mobilitare parte del risparmio degli italiani verso l’economia reale. Non si rischia di interferire con le scelte dei risparmiatori?
“Assolutamente no. La libertà del risparmiatore deve essere totale. Possiamo però creare strumenti indipendenti e qualificati che rendano conveniente e attrattivo investire parte di queste risorse nell’economia italiana. Dobbiamo evitare che il risparmio italiano finisca prevalentemente in fondi internazionali che poi utilizzano quelle stesse risorse per acquisire le nostre aziende”.
Per finanziare la manovra è tornata l’ipotesi di tassare gli extraprofitti delle banche. Perchè è contrario?
“Siamo contrari al concetto stesso di extraprofitti. Non è concepibile che lo Stato stabilisca arbitrariamente quale sia un profitto lecito e da quale livello diventi un “extraprofìtto” da tassare. Con le banche sono già stati raggiunti accordi che prevedono un contributo su base triennale. Siamo favorevoli al dialogo, non a cambiare continuamente le regole ogni estate”.
Questo significa che le banche non debbano fare di più?
“No. Le banche hanno un ruolo sociale importante e devono favorire maggiormente il finanziamento dell’economia, soprattutto di Pmi, giovani e start-up. Parallelamente lo Stato potrebbe rafforzare il Fondo di garanzia per facilitare l’accesso al credito”.
In definitiva, qual è la ricetta di Forza Italia per finanziare la manovra senza nuove tasse?
“La crescita. Bisogna ottimizzare la spesa pubblica e utilizzare meglio le risorse disponibili, aumentando allo stesso tempo investimenti, produzione e competitività. Una crescita che passa anche dallo straordinario risultato ottenuto dal governo in Europa in termini di flessibilità e, quindi, dall’utilizzo dei 14,4 miliardi di incentivi per investimenti legati all’efficienza energetica”.
Quali sono le prime voci dell’agenda del Paese?
La sicurezza, industrializzare l’innovazione attraverso l’utilizzo delle tecnologie di frontiera al servizio dell’economia e delle imprese. E poi una giustizia rapida e certa, che garantisca il diritto e aumenti l’attrattività del Paese per gli investimenti.
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