(Adnkronos) – E’ Martine Rose la nuova direttrice creativa di Balenciaga. Una nomina, spiega il gruppo Kering, che segna un nuovo capitolo nell’evoluzione creativa della maison. Con base a Parigi, assumerà il suo incarico il 16 novembre prossimo. L’annuncio arriva a poche ore dall’addio di Pierpaolo Piccioli al timone della maison, dove era stato chiamato da appena un anno e mezzo. Martine Rose “porta con sé una profonda conoscenza dell’identità creativa della casa di moda, unita a una visione personale e distintiva della cultura contemporanea”. “È un vero privilegio essere nominata direttrice creativa di Balenciaga – commenta la stilista – una maison dalla straordinaria eredità e dallo spirito creativo impavido. Balenciaga è stata plasmata da talenti creativi eccezionali prima di me. Mi impegno a onorare questo patrimonio e non vedo l’ora di scrivere il prossimo capitolo di questa storia ricca e meravigliosa”.
Luca de Meo, amministratore delegato di Kering, aggiunge: “Balenciaga è sempre stata una maison caratterizzata da una creatività radicale, capace di sfidare le convenzioni e ridefinire i confini della moda. Martine Rose incarna perfettamente questo spirito grazie a una visione fresca, audace e profondamente contemporanea. Il suo legame con le nuove generazioni e la sua comprensione istintiva della cultura aggiungono una nuova dimensione alla maison. La sua nomina riflette la nostra ambizione di mantenere Balenciaga all’avanguardia nell’innovazione, nella creatività e nella cultura”.
Per Gianfranco Gianangeli, presidente e amministratore delegato di Balenciaga, “Martine Rose è un talento creativo straordinario, dotato di una visione audace e altamente distintiva. La sua capacità di sfidare le convenzioni, reinventare le silhouette e portare una prospettiva inaspettata nella moda rispecchia profondamente lo spirito di innovazione che definisce Balenciaga. Siamo lieti di accoglierla come direttrice creativa e attendiamo con entusiasmo questo nuovo ed entusiasmante capitolo per la maison”.
Martine Rose ha fondato il marchio che porta il suo nome nel 2007, sviluppando un linguaggio creativo distintivo, radicato nelle sottoculture, nella musica, nell’identità e nei codici sociali dell’abbigliamento. “Nota per la sua capacità di mettere in discussione le convenzioni consolidate della moda e della mascolinità – spiega Kering – il suo lavoro occupa una posizione unica tra la cultura underground e l’establishment internazionale della moda”.
La visione creativa di Rose “è plasmata dal panorama artistico londinese e dall’incontro tra comunità, generazioni e sottoculture che lo caratterizza. Il suo approccio al design si distingue per una comprensione istintiva delle proporzioni, delle silhouette e dei materiali, accompagnata da una riflessione approfondita sui temi del genere, del carattere e dell’identità. Attraverso la reinterpretazione di archetipi familiari e dell’abbigliamento quotidiano, crea collezioni al tempo stesso culturalmente rilevanti e proiettate verso il futuro”.
Le sue sfilate “sono diventate un’estensione di questa filosofia, grazie alla scelta delle location, al suo approccio al casting e a una visione inclusiva della bellezza. Oltre alle proprie collezioni, Rose è una delle collaboratrici e consulenti creative più influenti del settore, avendo lavorato con alcuni degli artisti e dei marchi più riconosciuti a livello mondiale”.
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