(Adnkronos) – “Nella nostra idea di Italia nessuno viene lasciato solo. Il lavoro portato avanti dal governo Meloni parte da lontano e oggi porta riforme come quella delle professioni. Abbiamo invertito la rotta con coraggio perché i professionisti sono una risorsa strategica per il Paese. Siamo qui perché vogliamo ringraziarvi per il grandissimo lavoro che fate ogni giorno, siete uno dei pilastri fondamentali su cui stiamo costruendo la società”. A dirlo Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fdi, in occasione della tappa del Lazio de ‘L’Italia delle professioni, le riforme del governo Meloni e l’impegno di Fratelli d’Italia’, la campagna nazionale promossa dal Dipartimento nazionale Professioni di Fratelli d’Italia e dal Coordinamento regionale Lazio di FdI.
Arianna Meloni ha poi consegnato i riconoscimenti ‘L’Italia delle professioni’ ai rappresentanti di alcune categorie professionali, in segno di apprezzamento per il contributo che quotidianamente offrono al Paese, in occasione della tappa del Lazio de ‘L’Italia delle professioni, le riforme del governo Meloni e l’impegno di Fratelli d’Italia’, la campagna nazionale promossa dal Dipartimento nazionale Professioni di Fratelli d’Italia e dal Coordinamento regionale Lazio di FdI.
I riconoscimenti sono stati consegnati ai rappresentanti di alcune categorie professionali, come segno di apprezzamento per il contributo offerto quotidianamente al Paese: David Bacecci Unione degli ordini forensi del Lazio, Adalbeto Bertucci Ordine dei consulenti del lavoro di Roma e Provincia, Simonetta Ceraudo Ordine dei geologi del Lazio, Giovanni De Baggis Ordine professionale dei periti industriali di Roma e Provincia, Giuseppe Guaglianone Ordine dei farmacisti della Provincia di Roma, Andrea Lenza Ordine dei TSRM e PSTRP di Roma e provincia, Paola Medde Ordine degli psicologi della Regione Lazio, Paola Muraro Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Roma e Provincia, Iolanda Rinaldi Ordine della professione ostetrica di Roma e Provincia, Antonio Scaglione Collegio provinciale geometri e geometri laureati d Roma e Provincia, Salvatore Velotto Ordine dei tecnologi alimentari della Campania e del Lazio, Pierluigi Ugolini Odine dei medici Veterinari di Roma e Provincia.
“Un partito come il nostro – ha detto Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati – ha il dovere dell’interclassismo, di parlare con tutti. Ritengo che i professionisti abbiano un ruolo diverso e sintetizzano un coefficiente di cultura e umanità che fa la differenza. Quando si è professionisti si ragiona e ci si relaziona con la società e con i suoi bisogni. Il professionista, inteso come ceto medio, è fondamentale per la società; con queste persone intendiamo fare un percorso focalizzato verso la rinascita italiana. Noi siamo qui perché questo mondo rappresenta la realtà pulsante della società che vogliamo costruire”.
“Le riforme questo governo per i professionisti le ha fatte con gli addetti ai lavori, con governo e ministri. I professionisti sono la spina dorsale del governo, perché ogni edificio dove è accesa una luce di uno studio professionale, significa che c’è qualcuno che ha dovuto prepararsi mettendoci tanto impegno e rischiando in proprio”. A dirlo Marco Silvestroni, presidente provinciale Roma Fdi. “C’è ancora – ha rimarcato – tanto da fare e semplificare per rendere le attività più efficienti. Viva le libere professioni e viva l’Italia”.
“L’Italia delle professioni è una campagna che viene da molto lontano, da quando eravamo all’opposizione su input del ministro Lollobrigida. Abbiamo incontrato migliaia di professionisti e tutti portavano le loro istanze, le loro ‘paure’ e soprattutto tanta tanta visione. Noi abbiamo mantenuto le promesse e oggi sono leggi d’Italia: equo compenso, borse di studio per specializzandi, valorizzazione materie Stem e tantissime altre norme. Il governo Meloni ha messo in campo un pacchetto di riforme organico e spiccatamente partecipativo, partito dal basso, perché abbiamo continuato la nostra interlocuzione con gli ordini professionali”. A dirlo Marta Schifone, responsabile nazionale Dipartimento Professioni FdI.
“Per noi – ha sottolineato – i professionisti sono una risorsa perché sono il capitale intellettuale nazionale”.
Calderone, ‘tappa Fdi occasione unica che vede tutte categorie ordinistiche’
“Credo che oggi sia un’occasione unica di raccogliere tutte le professioni ordinistiche. Se Giorgia Meloni ha voluto che la presidente dei consulenti del lavoro diventasse ministro del Lavoro è un segno di rispetto per tutti i professionisti”. A dirlo Marina Elvira Calderone, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, intervenendo al panel ‘Professioni tecniche e sociali’. “Credo – ha sottolineato – che una riforma debba assolutamente essere il frutto di un dialogo con i professionisti. Il messaggio è di avere ben chiaro in mente che i professionisti sono un valore fondante che fa la differenza. Ho sempre detto chiaramente che quando si parla di lavoro si parla di lavoro a 360 gradi, dal quello dipendente a quello indipendente. I professionisti italiani sono ovunque e come tali hanno anche la possibilità di svolgere servizi che il pubblico richiese e di cui ha bisogno”.
Bellucci, ‘ddl riforma ha capacità di fare sintesi’
“Il ddl sulla riforma delle professioni ha la capacità di fare sintesi ma il governo non potrebbe fare nulla se non avesse FdI. Per noi l’Italia è quella del merito e non dell’assistenzialismo. E’ lo studio, la professionalità e la competenza che fa la differenza un modo diverso di pensare rispetto ai sussidi. Noi vogliamo rivoluzionare il welfare”. A dirlo Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, intervenendo al panel ‘Professioni tecniche e sociali’.
“Sono 50mila – ha ricordato Carla Cappiello, vicepresidente vicario del Consiglio nazionale degli ingegneri – gli ingegneri iscritti agli ordini professionali. Ringrazio Giorgia Meloni per il suo impegno apportato a un ddl delega che ha un impianto buono. C’è un articolo che prevede che tutte le attività che non sono espressamente riservate dalla norma possono essere esercitate da qualsiasi professionista e questo mi preoccupa perché crea un vuoto di responsabilità”.
“Abbiamo circa 1000 candidati ogni anno – ha detto Roberto Orlandi, presidente nazionale del Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati – l’età media di chi svolge l’attività è di 45 anni. Abbiamo 63 pensionati ogni 100 attivi. Abbiamo le lauree abilitanti ferme al ministero dell’Università, il governo deve sbloccarle così da modernizzare il sistema formativo. Questa è la prima riforma che non parte da un pregiudizio negativo verso i professionisti. A noi della riforma piace che le riserve possono essere fatte solo per legge e vanno concordate. La vera partita si giocherà con i decreti attuativi”.
“Siamo circa 48mila – ha ricordato Barbara Rosina, presidente nazionale Cnoas-Consiglio nazionale dell’ordine degli assistenti sociali – questo è un disegno di legge che abbiamo voluto fare tutti insieme come ordini professionali. Questa riforma ci dà una grande opportunità e nei fatti si sta cercando una narrazione diversa proprio per il nostro ordine”.
“Circa il 60% dei nostri iscritti attivi – ha ricordato Carlo Bartoli, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti – è autonomo o parasubordinato. Ringrazio ministero Giustizia che ci sta aiutando a risolvere problemi normativi. Quello corrisposto ai giornalisti è un ‘iniquo’ compenso, siamo a livelli preoccupanti e c’è la necessità di garantire il rispetto e la dignità dei giornalisti”.
Gemmato, ‘attualizzare nostro Sistema sanitario nazionale’
Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato alla Salute, ha ripercorso le novità della riforma delle professioni sanitarie intervenendo al panel ‘La riforma delle professioni sanitarie’. “Oggi il fondo sanitario nazionale – ha ricordato – è pari a 146 mld di euro, ma oggi c’è ancora bisogno di finanziare il Fondo. Bisogna attualizzare il nostro Sistema sanitario nazionale, valorizzando e potenziando l’esercito dei professionsiti”.
“Stiamo parlando di una riforma molto attesa e con ddl introduce esperienza legata principalmente a fattori che influenzano sempre più i professionisti. E’ importante avere buone pratiche cliniche”, ha detto Filippo Anelli, presidente nazionale Fnomceo-Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri.
Per Diego Catania, presidente Federazione nazionale Ordini Tsrm E Pstrp, “gli ordini sono organi sussidiari dello Stato. Noi abbiamo professionisti che si occupano di prevenzione primaria, di prevenzione secondaria terziaria. Aver interloquito costantemente con i decisori politici è un valore aggiunto che non va trascurato”.
“Siamo passati dall’Ordine nazionale alla Federazione nazionale – ha spiegato Vincenzo D’Anna, presidente nazionale Fnob – Federazione nazionale degli ordini dei biologi – questo comporta una maggiore attenzione alla territorialità”.
Per Piero Ferrante, presidente nazionale Fnofi-Federazione nazionale degli ordini dei fisioterapisti, “spesso si immagina il professionista che viene dopo il problema, ma non è così. Nel sistema salute di oggi l’attività più importante di tutte è la prevenzione sanitaria. Bisogna adeguare le competenze in base alle richieste di sanitarie di oggi. Noi siamo sempre stati ascoltati da un Ministero con cui si può collaborare”.
“Il ddl aiuterà a rendere più visibile il ruolo del settore infermieristico – ha affermato Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale Fnopi-Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche – questo governo ha avuto il coraggio di aver concretizzato un impegno preso con le specializzazione infermieristiche. Abbiamo grandi aspettative per poi continuare a lavorare sui decreti attuativi”.
“Siamo riusciti a cambiare il rapporto tra il Fisco e i contribuenti. I commercialisti, gli avvocati e i consulenti del lavoro danno quel valore aggiunto che serve all’amministrazione finanziaria. La prospettiva futura è di arrivare sempre più a delle aggregazioni professionali attraverso meccanismi di neutralità fiscale”. A dirlo Maurizio Leo, viceministro dell’Economia e delle Finanze, partecipando al panel sulle professioni giuridico-economiche. “In prospettiva – ha ribadito – l’obiettivo è quello dell’aggregazione professionale per rendere un servizio molto più efficiente”.
“I consulenti del lavoro italiani – ha ricordato Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro – sono 26mila e assistiamo quasi 12 milioni di famiglie. E’ una responsabilità che sentiamo forte. Ringrazio l’ascolto del viceministro Leo che c’è sempre stato. Il nostro valore deve essere valutato e rilanciato”.
Per Paolo Trancassini, questore della Camera dei deputati e presidente regionale Lazio FdI, “è importante la fase in cui ci si presenta e si dica ‘noi abbiamo fatto questa’. Abbiamo dimostrato di essere all’altezza e la novità è proprio quella di aver tenuto fede a quello che disse la presidente Meloni cioè ‘di non voler disturbare chi vuole fare’. Oggi tutti i professionisti hanno la consapevolezza di essere interlocutori importanti e siamo pronti alla sfida di Roma per raccontare quello che non è stato fatto”.
Il presidente nazionale Cndcec-Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili Elbano De Nuccio, ha ricordato che “sono circa 120 mila iscritti per i quali la riforma è stata progettata, oltre che per le generazioni future. Oggi è importante per i cittadini sapere chi fa che cosa. Ricordo quella che i professionisti venivano visti con diffidenza, oggi invece sono stati presi in considerazione dal governo quando è stata scritta la riforma fiscale”.
“In Italia – ha precisato Francesco Greco, presidente nazionale Cnf-Consiglio nazionale forense – gli avvocati sono 235mila iscritti più 50mila tirocinanti. Per noi era necessario riformare l’ordinamento forense e abbiamo immaginato la figura dell’avvocato del futuro e abbiamo cominciato a riscriverne la figura. Sto cercando ci diffondere lo slogan che ci si può fidare dell’avvocato, senza dimenticare il principio dell’autonomia e dell’ordinamento. Abbiamo riscritto tutta la professione forense, speriamo che la settimana prossima il governo approvi lo schema definitivo”.
Da governo Meloni pacchetto riforme per settore giuridico, sanitario, economico e tecnico
Il governo Meloni ha varato un pacchetto di riforme che investe ogni comparto delle professioni ordinistiche: giuridiche, sanitarie, economiche e tecniche. Un impegno ricordato oggi in occasione della tappa del Lazio de ‘L’Italia delle professioni, le riforme del governo Meloni e l’impegno di Fratelli d’Italia’, la campagna nazionale promossa dal Dipartimento nazionale Professioni di Fratelli d’Italia e dal Coordinamento regionale Lazio di FdI.
E’ il frutto di un lavoro avviato dall’inizio della legislatura e di un ammodernamento atteso da anni che il Dipartimento definisce il riordino più imponente della storia della Repubblica per i professionisti italiani. Quattro riforme un unico disegno e accanto alle riforme una scommessa sulle professioni di domani: la disciplina Stem.
La riforma dell’ordinamento forense: la carta costituzionale dell’avvocatura italiana. Libertà e indipendenza dell’avvocato, compensi equi, un accesso più giusto peri giovani, le prime tutele per la monocommittenza, parità vera negli Ordini. La riforma delle professioni sanitarie: dalla parte di chi cura. Più attrattività e sicurezza nel Servizio sanitario nazionale, competenze aggiornate e certificate, arti ausiliarie finalmente modernizzate, formazione rinnovata e modifica della responsabilità medica. La riforma dell’ordinamento dei commercialisti: una riforma attesa da oltre venti anni. Competenze riconosciute per legge, tirocinio durante l’università. Ordini più giovani con il voto digitale, più garanzie per cittadini e imprese. La riforma degli ordinamenti professionali: 15 professioni, quasi 700mila iscritti.Indipendenza e competenze chiare, compensi equi e tirocinio rimborsato, tutele per malattia e maternità, la competenza umana al centro nell’era dell’intelligenza artificiale.
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