(Adnkronos) – L’analisi dell’impatto normativo dell’EU Kids Act sull’industria dell’intrattenimento digitale registra la posizione ufficiale espresso da IIDEA, l’associazione che rappresenta la filiera dei videogiochi in Italia, ascoltata in audizione presso la Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera dei Deputati.
Nel corso dell’intervento della direttrice generale Thalita Malagò e del policy manager Alberto Simonetti, l’organizzazione ha confermato la condivisione degli obiettivi di protezione dei minori online, sollecitando al contempo un quadro regolatorio proporzionato e modellato sulle peculiarità del settore videoludico per evitare l’estensione diretta di norme strutturate per le piattaforme social. L’argomentazione dell’associazione fa leva sul ruolo ventennale del sistema PEGI, lo standard di classificazione per età adottato in quaranta paesi europei, di cui si auspica il consolidamento come riferimento normativo unico nell’Unione per evitare frammentazioni informative.
Tra i punti chiave presentati figura la richiesta di escludere dalle nuove disposizioni i titoli privi di funzionalità online o di interazione sociale, valorizzando gli strumenti di controllo parentale già attivi sulle console e sui dispositivi per la gestione di spesa, tempo di utilizzo e comunicazioni. Sul fronte della verifica dell’età, IIDEA richiama i principi stabiliti dalle linee guida del Digital Services Act per promuovere un approccio basato sull’analisi del rischio, limitando i controlli formali e l’identificazione solo ai contesti ad effettiva necessità, come l’acquisto di prodotti destinati a un pubblico adulto, per evitare la raccolta superflua di dati personali e la sovrapposizione con sistemi di validazione già esistenti come USK e PEGI. Il contesto di mercato delineato dal Rapporto IIDEA evidenzia come in Italia la platea dei videogiocatori sia composta per il 74% da soggetti maggiorenni, con un’età media di trentuno anni su un totale di oltre quattordici milioni di fruitori.
Thalita Malagò la direttrice generale di IIDEA ha commentato la necessità di bilanciare protezione e opportunità educative: “Condividiamo pienamente l’obiettivo di rendere l’ambiente online più sicuro per i minori, ed è un impegno che l’industria porta avanti da oltre vent’anni. Servono però regole proporzionate e specifiche per i videogiochi, che valorizzino ciò che già funziona e il ruolo dei genitori, senza rinunciare alle opportunità di crescita, apprendimento e socializzazione che il digitale offre”.
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