(Adnkronos) – Come aiutare i bambini a comprendere il cambiamento climatico senza alimentare paura o senso di impotenza? E quale ruolo può avere la scuola nel trasformare la preoccupazione per il futuro del Pianeta in consapevolezza, fiducia e capacità di azione? Sono queste le domande al centro dell’evento ‘Educare alla sostenibilità: il ruolo della scuola nella risposta alla sfida climatica’, organizzato presso la Sala ‘Caduti di Nassiriya’ di Palazzo Madama, su iniziativa di Simona Malpezzi, vicepresidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, con la partecipazione di Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione e al Merito. L’evento ha visto anche la partecipazione della senatrice Cecilia d’Elia e dei senatori Luca Pirondini e Mario Occhiuto. Nel corso dell’incontro è stata presentata la nuova fase di ‘A Scuola di Acqua – Sete di Futuro’, il progetto promosso da Sanpellegrino e ScuolAttiva Ets con il contributo scientifico dell’Università di Pavia. Dopo aver studiato l’ecoansia e ascoltato il punto di vista della scuola, il progetto compie oggi un passaggio ulteriore: offrire agli insegnanti strumenti concreti per affrontare in classe i temi della sostenibilità, della natura, del benessere e della cura dell’ambiente, aiutando le bambine e i bambini a riconoscere le proprie emozioni di fronte alla crisi climatica e a trasformarle in partecipazione e comportamenti positivi.
Il lavoro ha preso il via nel 2024 con il primo studio italiano sull’ecoansia in età pediatrica, condotto dall’Università di Pavia e all’epoca unico nel panorama scientifico internazionale. I risultati della ricerca, presentati al Senato nel marzo 2025, avevano evidenziato una preoccupazione molto diffusa per il futuro dell’ambiente da parte del 95% delle alunne e degli alunni, accompagnata da segnali di impatto emotivo per il 40% di loro, ma anche da un forte senso di responsabilità (95,6% del campione) e dalla fiducia di poter contribuire al cambiamento (97,2% degli alunni). Da lì è partita una sperimentazione con strumenti rivolti a docenti e classi: il corso di formazione accreditato sulla piattaforma S.O.F.I.A., il ‘Kit Educativo dall’ecoansia alla consapevolezza’, attività pratiche e schede didattiche differenziate per età, insieme a laboratori per le classi in presenza e online. Il tutto è stato affiancato da una nuova ricerca dedicata al punto di vista degli insegnanti che ha indicato una direzione precisa. L’81% dei docenti considera fondamentale trasformare le preoccupazioni della classe in azioni positive. Il 75% ritiene di aver acquisito strumenti utili per superare il rischio di un racconto catastrofico della crisi climatica. E nelle classi gli insegnanti hanno osservato un’attenta partecipazione ai temi proposti, tanto che il 78,8% ha mostrato una maggiore empatia verso animali, piante e paesaggi e il 75,8% una maggiore collaborazione nei lavori di gruppo.
Dati che mostrano come formare chi educa possa incidere sul modo in cui bambine e bambini vivono una questione complessa e spesso percepita come più grande di loro. La sfida, adesso, è fare in modo che ciò che è stato sperimentato possa essere progressivamente reso scalabile dalle scuole. Il 97% degli insegnanti consiglierebbe il progetto e l’utilizzo del kit ad altri docenti: un’indicazione che rafforza la necessità di continuare a costruire strumenti accessibili, replicabili e capaci di raggiungere contesti scolastici diversi. Il progetto è stato presentato dal professor Livio Provenzi, Direttore del Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia e IRCCS Fondazione Mondino Pavia e commentato da Fabiana Marchini, Head of Corporate Affairs & Sustainability del Gruppo Sanpellegrino, Simona Frassone, Direttrice Generale e Co-fondatrice di ScuolAttiva Ets e Sonia Brescianini, del Centro di riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale dell’Istituto Superiore di Sanità.
“Sono molto contenta di ospitare anche quest’anno questo progetto, che considero particolarmente innovativo perché mette insieme ricerca, sperimentazione e innovazione didattica – dichiara Malpezzi – Parliamo di cambiamento climatico, un tema che riguarda direttamente il futuro delle nuove generazioni e che, proprio per questo, deve trovare sempre più spazio nella scuola. Formare gli insegnanti e dare loro strumenti adeguati significa aiutare bambini e ragazzi non solo a comprendere ciò che sta accadendo, ma anche a sentirsi parte del cambiamento”. “Con ‘A Scuola di Acqua – Sete di Futuro’ Sanpellegrino porta avanti da anni un progetto educativo che ha accompagnato migliaia di scolari e insegnanti nella scoperta del valore dell’acqua, dell’ambiente e delle risorse naturali. – commenta Fabiana Marchini, Head of Corporate Affairs & Sustainability del Gruppo Sanpellegrino – Siamo lieti di tornare oggi al Senato per condividere una nuova tappa di questo impegno, che nasce dalla collaborazione tra scuola, ricerca scientifica e impresa e punta a offrire strumenti concreti a chi ogni giorno accompagna le nuove generazioni nel loro percorso di crescita. I nuovi strumenti educativi presentati oggi rappresentano infatti un ulteriore passo avanti, che consente di costruire proposte educative capaci di trasformare le preoccupazioni dei bambini in consapevolezza, fiducia e partecipazione. Crediamo che la scuola abbia un ruolo fondamentale nel preparare le nuove generazioni ad affrontare le sfide ambientali, offrendo conoscenze scientifiche solide e aiutando i più giovani a maturare la consapevolezza di poter contribuire al cambiamento”.
“Siamo partiti ascoltando i bambini e le bambine. Dopo un anno di lavoro, dedicato anche alla formazione dei docenti, siamo tornati ad ascoltarli per capire se fossimo riusciti a cambiare il modo di raccontare il cambiamento climatico e, soprattutto, il modo in cui viene vissuto dai più piccoli”. – dichiara Simona Frassone, direttrice generale di ScuolAttiva ETS. – E quando il 79% dei bambini ci dice che ‘possiamo migliorare insieme’ il futuro della Terra, è forse il risultato più importante: la scuola può trasformare la preoccupazione in consapevolezza e la consapevolezza in azione. Ora la sfida è portare gli strumenti sperimentati a sempre più insegnanti e classi, perché il futuro non faccia paura, ma diventi qualcosa che possiamo costruire insieme”.
“I dati ci dicono che la scuola è già un interlocutore centrale quando si parla di ambiente, salute e benessere dei bambini. – spiega Livio Provenzi, Direttore del Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia e Irccs Fondazione Mondino Pavia – Per questo è importante coinvolgere non solo i singoli insegnanti, ma il tessuto scolastico e quello istituzionale. La sostenibilità richiede continuità, alleanze e strumenti condivisi. Se vogliamo che questi temi entrino davvero nella vita educativa dei bambini, dobbiamo creare condizioni che sostengano la scuola, invece di affidare tutto alla buona volontà dei docenti”.
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