(Adnkronos) – Il ‘tinello’ della cucina di casa Bossi trasformato nella tribuna del Meazza per tifare Milan e magari dare istruzioni al mister di turno su come mettere in campo i giocatori. ”Quella tra mio padre e Berlusconi è stata una grande amicizia, si volevano davvero bene”, dice all’Adnkronos Renzo Bossi, figlio del fondatore della Lega Nord, a cui viene chiesto un ricordo del Cavaliere che domani, 29 settembre, avrebbe compiuto 90 anni. Il figlio del fondatore della Lega ricorda il ”legame fraterno” tra i due leader, al punto che il Cav condivideva anche la sua passione per i rossoneri fermandosi a casa del Senatur per guardare insieme in tv la squadra del cuore.
”A Gemonio discutevano spesso di politica e governo, di cosa fare. Ma quando c’era la partita del Milan in tv, Berlusconi si fermava a guardarla nella nostra cucina. Lui era il presidente del Milan, non un tifoso qualsiasi, e seguiva il match magari chiamando l’allenatore e dicendogli ‘qui non va bene cambia…’. Bossi, per rispetto nei confronti dell’amico-alleato non diceva nulla anche ”se ha sempre tifato Atalanta”, dice il ‘Trota’, rivelando che alla fine il padre si convertì alla fede milanista per non far contenti i figli. ”Negli ultimi anni – assicura Renzo Bossi – papà diceva ‘i miei figli tenevano tutti per il Milan, mi hanno rotto sempre le balle e quindi ho dovuto tifare rossonero”.
”C’è sempre stato grande rispetto e stima tra Bossi e Berlusconi, specialmente nei momenti di difficoltà, anche personali, di salute”, assicura l’ex consigliere regionale della Lombardia che confida: ”Quando papà non è stato bene, negli ultimi anni, il presidente Berlusconi non ha mai fatto mancare il suo affetto. Capitava che si presentava all’ospedale di Varese senza dirlo a nessuno, senza neanche entrare in stanza. Diceva semplicemente a noi familiari: ‘Io sono qui, se c’è bisogno, ci sono’. E’ stata un’amicizia profonda, che è durata tanti anni, hanno fatto tante battaglie insieme.
—
politica
webinfo@adnkronos.com (Web Info)



