(Adnkronos) – Scatta a mezzanotte la serrata dei tir in Sicilia. E proseguirà fino al 20 ottobre. Non ci saranno blocchi stradali, ma i mezzi rimarranno nei rispettivi piazzali e le navi con i prodotti ortofrutticoli e gli alimentari per i supermercati non saranno scaricate. E’ quanto fa sapere Salvatore Bella, rappresentante del Comitato trasporto siciliano. I trasportatori lamentano l’aumento del corso dei carburanti. “Abbiamo costituito il Comitato trasporto siciliano perché non ci sentiamo più rappresentati dalle organizzazioni sindacali nazionali, colpevoli di aver smesso di fare i nostri interessi. Dobbiamo fermare l’effetto domino che si va a innescare: l’impennata del carrello della spesa e il rincaro di tutte le materie prime che trasportiamo finiscono per abbattersi direttamente sull’utente finale, ovvero il cittadino”.
Intanto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato per martedì 27 ottobre, alle 16, presso la sede centrale del dicastero a Porta Pia, un incontro con le rappresentanze del settore dell’autotrasporto. All’incontro – viene specificato nella nota del Mit – saranno invitati a partecipare anche rappresentanti della presidenza del Consiglio dei Ministri, del ministero dell’Economia e delle Finanze e del ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La crisi dei rifornimenti di carburante e le mobilitazioni nel Mezzogiorno riaccendono la battaglia politica a Palazzo Madama. A lanciare l’allarme è la segretaria del Pd, Elly Schlein: “Il Sud Italia si sta bloccando, in Calabria le proteste di agricoltori e autotrasportatori si sono allargate, ma anche in Basilicata, Sicilia e Puglia ci sono code interminabili ai distributori, con scorte di carburante in esaurimento”. Schlein incalza l’esecutivo sulle soluzioni da adottare: “Alla carenza di carburante si sommano prezzi insostenibili, che mettono in ginocchio imprese e famiglie. Servono interventi immediati: cosa aspettano ad attivare le accise mobili e a tassare gli extraprofitti delle società energetiche?”.
A farle eco è il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia, che punta il dito contro i rischi per la tenuta sociale del Paese: “Nel nostro Mezzogiorno divampa la protesta. In Puglia centinaia di trattori stanno bloccando le principali arterie stradali e la protesta si sta diffondendo”. Per Boccia si tratta di “un governo di irresponsabili che rischia di creare una frattura sociale ancora più netta tra Nord e Sud, mettendo a rischio la distribuzione delle merci primarie e alimentando una rischiosa protesta, senza nemmeno rispondere alle richieste di incontro di autotrasportatori e agricoltori”.
Parlando in Aula nel corso delle dichiarazioni di voto del decreto carburanti, il senatore e vice capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama Adriano Paroli, sottolinea come nasca da “un’emergenza, ma si inserisca in una strategia più ampia per affrontare la crisi energetica, con interventi immediati sul prezzo dei carburanti e misure strutturali per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e la capacità produttiva nazionale”. “Avremmo voluto un impatto ancora più significativo, ma dobbiamo fare i conti con le risorse disponibili e con ciò che è concretamente possibile realizzare. Al tempo stesso, l’accelerazione dei procedimenti energetici guarda al medio periodo e punta a evitare ritardi che potrebbero compromettere la resilienza del nostro sistema. Da chi critica il provvedimento, in quest’Aula, non ho sentito proposte alternative concrete in questa direzione; ho sentito, invece, posizioni che rischiano di rallentare questa strategia. In un contesto internazionale instabile, garantire continuità, sicurezza e rapidità nelle decisioni strategiche è essenziale per tutelare l’interesse nazionale”.
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)



