(Adnkronos) –
Un’infermiera smette di lavorare a 62 anni, ma oggi si lamenta della sua pensione. In Francia Sylvie, una donna di 67 anni, riceve ogni mese un assegno da 1790 euro lordi al mese, circa 1625 netti, dopo aver versato 25 anni di contributi. Secondo lei però la cifra non è proporzionata all’impegno lavorativo affrontato per gran parte della sua vita: “La considero decisamente insufficiente, visto il lavoro impegnativo che ho svolto per tanti anni”, ha dichiarato al media spagnolo ‘Noticias Trabajo’.
Prima di andare in pensione, la donna guadagnava 2300 euro lordi al mese, ovvero circa 1900 netti. Una differenza che, una volta smesso di lavorare, si fa sentire sulle sue finanze, visto che ogni mese percepisce oltre 500 euro in meno lordi. Questa riduzione non è dovuta a un singolo fattore: il numero di anni di contributi, l’età pensionabile scelta e le specifiche regole del regime pensionistico francese a cui ciascun lavoratore aderisce. In questo caso, il pensionamento anticipato a 62 anni è sicuramente una parte della spiegazione.
Il percorso professionale di Sylvie, tra l’altro, non è stato lineare. Ha lavorato in vari ospedali e case di cura nella Francia occidentale, cambiando spesso struttura anche a causa dei trasferimenti di lavoro del marito, curando neonati prematuri e svolgendo mansioni sanitarie sia nel settore pubblico che in quello privato.
“Erano giornate lunghe, con tanto lavoro fisico, notti insonni e mancanza di riconoscimento. Tutte cose che si fanno sentire nel corso degli anni”, ha raccontato la donna, che però non si pente della scelta di essere andata in pensione a ‘soli’ 62 anni: “Ora voglio godermi il tempo libero, viaggiare e prendermi cura di me stessa, dopo tanti anni passati a prendermi cura degli altri”.
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