Meritocrazia Italia, Mauriello: “Confronto con tutte le forze politiche, un’altra Italia è possibile”

(Adnkronos) – “Si sono spente le luci del Teatro Quirino, ma non si è spenta l’emozione di questo VIII Congresso Nazionale. Mi rivolgo al mio Consiglio di Presidenza, ai Dirigenti, a tutti gli Associati, agli ospiti ai 43 relatori, e ai 38.760 cittadini collegati da casa: voi siete la prova vivente che Meritocrazia Italia non è un simbolo, è un popolo. Un popolo che crede ancora nei principi che ci hanno fatto nascere: la valutazione come dovere morale, la premialità come giustizia, la responsabilità come forma più alta di libertà. Perché un Paese senza merito è un Paese senza futuro, dove vince chi urla, non chi vale”. Lo dice Walter Mauriello, presidente nazionale Meritocrazia Italia. 

“Al Quirino abbiamo alimentato, con garbo e fermezza, un confronto vero con tutte le forze politiche presenti. Senza pregiudizi, senza steccati. Perché le idee non hanno colore quando servono il Paese. E abbiamo dimostrato che un’altra Italia è possibile. Un’Italia dove sul palco più prestigioso di Roma sale, con la stessa dignità di un Ministro, un artigiano falegname. Un uomo delle mani e del sacrificio, che ha retto il palco e ha regalato emozioni vere. Perché per noi la gente comune non è una platea: è l’unica, vera, protagonista indiscussa della democrazia”, prosegue Mauriello. 

“Da quel palco abbiamo lanciato le nostre sfide legislative, nate dall’ascolto e non dai salotti: il Testo Unico del Sociale, il Testo Unico sull’Intelligenza Artificiale, la riforma meritocratica della Pubblica Amministrazione, una Sanità che premi chi cura bene, la tutela della Famiglia e la Formazione come diritto e non come privilegio”, dice ancora Mauriello.  

 

“Ma al centro di tutto, abbiamo messo l’uomo. Al Quirino ha trionfato il Prodotto Interno Umano sul Prodotto Interno Lordo. La competenza, la coscienza, il sacrificio non possono essere sostituiti da un algoritmo. E da questo principio nasce una delle nostre proposte più forti e più giuste, approvata dal Congresso: l’istituzione dell’Agenzia delle Uscite. Basta con uno Stato che pretende puntualità dai cittadini e poi paga imprese, professionisti e artigiani dopo 200 giorni. L’Agenzia delle Uscite dovrà vigilare, certificare e sanzionare la Pubblica Amministrazione che paga in ritardo, così come oggi l’Agenzia delle Entrate sanziona il cittadino che sbaglia. Perché la giustizia è tale solo se è uguale per tutti, anche per lo Stato”, prosegue. 

“Voglio chiudere con un grazie che mi viene dal cuore. Grazie ad Angelo Ferrara, che con i miei Consiglieri di Presidenza ha dipinto un capolavoro di emozioni. Violino, sax, balletti perfetti. Non è sfuggita una nota, non è sfuggito un movimento. E in mezzo a quei ballerini c’era una ragazza che non sente e non parla. E ha danzato in modo divino, guidata solo dal cuore. Questa è Meritocrazia Italia. Questa è magia. La magia di un Movimento che non lascia indietro nessuno e che trasforma le differenze in valore. Ora torniamo sui territori. Senza prepotenza, con umiltà, ma con una certezza: la civiltà si alimenta, non si subisce”, conclude il presidente di Meritocrazia Italia 

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