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Migranti a Ceuta, tra rimpatri forzati e allarme nuove ondate per Ferragosto

(Adnkronos) – La città autonoma spagnola di Ceuta rimane oggi in una situazione di incertezza. Migliaia di persone sono ancora presenti in città dopo essere entrate illegalmente, mentre la questione dei rimpatri resta avvolta nel mistero. Il numero esatto dei cittadini stranieri, quasi tutti di origine marocchina, ancora presenti a Ceuta è sconosciuto, ad eccezione di circa 1.500 minori non accompagnati.
 

Nel frattempo, sui social media si annuncia una nuova ondata di migranti per il 15 agosto, che si aggiungerebbe alle circa 80mila persone arrivate il 30 luglio. Ieri, il governo spagnolo ha comunicato di essere al lavoro per rimpatriare oltre mille minori. 

“Stiamo collaborando con il governo marocchino su un piano d’azione, su un principio operativo (…) affinché tutti i minori presenti a Ceuta possano essere ricongiunti alle loro famiglie in Marocco”, ha dichiarato il ministro della Giustizia, Félix Bolaños, da Almería, in Andalusia.  

Si tratta di un gruppo di 1.527 minori non accompagnati già identificati, ai quali viene chiesto di “rientrare con le proprie famiglie”, con la preziosa collaborazione dell’amministrazione di Ceuta, affinché “ricevano un’accoglienza che rispetti i diritti umani”.
 

“Garantiremo il rispetto dei diritti umani, tuteleremo il superiore interesse del minore e agiremo con umanità”, ha sottolineato Bolaños. 

Da parte sua, il ministro degli Affari Esteri José Manuel Albares ha visitato Ceuta ieri, incontrando il presidente del governo di Ceuta, Juan Jesús Vivas.  

Secondo un comunicato ufficiale, entrambe le parti hanno discusso della situazione al confine, delle esigenze della città e della cooperazione con il Marocco, nonché delle prospettive di sostegno a livello europeo. 

Albares ha espresso il suo sostegno alle autorità e alla popolazione di Ceuta e Melilla, alle forze e agli enti di sicurezza e all’esercito mobilitato che opera in entrambe le città. Il ministro ha spiegato che il Ministero degli Esteri sta lavorando su tre fronti dall’inizio della crisi.  

In primo luogo, intende agevolare il rimpatrio in Marocco delle persone entrate illegalmente e che non lo hanno ancora fatto.  

In secondo luogo, vuole contrastare la disinformazione sui social media attraverso il sito web del Ministero degli Affari Esteri, disponibile anche in arabo, e gli account social ufficiali di ambasciate e consolati. Infine, vorrebbe sostenere il rafforzamento del controllo delle frontiere. 

La ministra della Difesa, Margarita Robles, è stata in visita a Ceuta oggi. Lunedì scorso, il Partito della Sinistra Europea (Pel) ha denunciato la “manovra criminale orchestrata dalla monarchia alawita del Marocco” in relazione agli eventi di Ceuta. 

Il Pel, che comprende Izquierda Unida e il Partito Comunista di Spagna (Pce), ha affermato che gli eventi sono stati resi possibili dalla “Fortezza Europa”, che usa le vite umane come merce di scambio geopolitica.
 

Il partito ha sottolineato il “doppio standard” in questa grave crisi dell’amministrazione di Donald Trump, che “loda il Marocco come un ‘pilastro di stabilità’, mentre ignora i suoi crimini nel Sahara Occidentale e addirittura istiga una nuova ‘Marcia Verde’ verso Ceuta e Melilla”. 

 

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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