Usa-Iran, Vance: “Non la chiamerei guerra, non ci sono scontri a fuoco”

(Adnkronos) – Il vicepresidente americano JD Vance ha escluso che le operazioni militari degli Stati Uniti contro l’Iran possano essere definite una “guerra”. “Non la definirei una guerra. In questo momento non ci sono scontri a fuoco in corso”, ha detto durante il briefing alla Casa Bianca, rispondendo a una domanda sulle tempistiche di una possibile conclusione del conflitto prima delle elezioni di Midterm. 

Vance ha riconosciuto che ci sono stati momenti in cui la tensione “si è riaccesa”, ma ha ribadito che le principali operazioni di combattimento si sono concluse. “Quando mi chiedete quando finirà, mi state facendo una domanda del tipo: quando smetteranno gli iraniani di sparare contro le navi? Non conosco la risposta. Dovreste chiederlo agli iraniani” precisa. 

 

Vance ha ribadito che Washington mantiene “tutte le opzioni sul tavolo”: pressione economica, militare, diplomatica e attività segrete. “Nessun dialogo con Teheran, però, ci sarà finché l’Iran continuerà ad attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz”, ha precisato il vicepresidente, sostenendo che il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz è “di fatto venuto meno” e che Teheran sta “perdendo capacità giorno dopo giorno”. 

Il traffico energetico, ha spiegato, è tornato quasi ai livelli precedenti all’inizio del conflitto: “Il mio consiglio agli iraniani è di smetterla di comportarsi da pazzi e di smettere di sparare contro le navi commerciali”.  

 

Vance si è detto “estremamente scettico” sulle notizie iraniane riguardo un presunto attacco statunitense che avrebbe colpito una festa di nozze, causando vittime civili. “Gli Stati Uniti non prendono mai di mira i civili. Stiamo indagando a fondo”, ha dichiarato, sottolineando che eventuali errori vengono analizzati per migliorare le operazioni. 

 

Secondo Vance gli sforzi americani hanno evitato una crisi energetica globale. L’obiettivo principale delle operazioni è impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare; il secondo è proteggere la navigazione commerciale. Ieri, ha ricordato, 15 milioni di barili di petrolio sono transitati attraverso Hormuz. “Non sono in corso operazioni di combattimento su larga scala”, ha assicurato. 

Il vicepresidente ha concluso ribadendo che gli Stati Uniti stanno facendo tutto il possibile per evitare che l’Iran diventi una potenza dotata di armi nucleari, nonostante l’assenza di canali diplomatici diretti. 

 

Vance ha definito la Cina “molto più responsabile” dell’Iran di fronte agli attacchi contro la navigazione commerciale, spiegando che Pechino si è mostrata disponibile a collaborare con Washington. Dietro le quinte, ha aggiunto, Stati del Golfo, Turchia e Azerbaigian stanno aiutando gli Stati Uniti a fare in modo che “gli iraniani paghino un prezzo” per gli attacchi alle navi commerciali. 

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