Usa, media: “Pentagono valuta di ritirare 25mila soldati dall’Europa”

(Adnkronos) – L’amministrazione statunitense ha avviato una revisione formale della propria presenza militare in Europa. L’Nbc oggi ha detto che la riduzione potrebbe riguardare un terzo dell’intero contingente americano in Europa pari a circa 25mila unità, alimentando timori tra gli alleati su possibili riduzioni dei contingenti americani nel continente. La Polonia, che confina con Ucraina e Russia e investe circa il 5% del proprio Pil nella difesa, continua però a spingere per un rafforzamento della presenza statunitense sul proprio territorio. 

 

Intanto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di “progressi significativi” verso l’istituzione di una base militare americana permanente in Polonia, rilanciando un tema che Varsavia considera strategico per la propria sicurezza e per il rafforzamento del fianco orientale della Nato. L’annuncio è arrivato tramite un messaggio sui social, in cui Trump ha ringraziato il presidente polacco Karol Nawrocki per la sua “leadership audace”, aggiungendo che, qualora l’accordo venisse finalizzato, “la località sarà annunciata molto presto” e che si tratterebbe di “un passo storico per la nostra grande alleanza Usa‑Polonia”. 

Nawrocki, intervenendo su X, ha confermato la volontà di Varsavia di procedere: “Siamo pronti a continuare i nostri sforzi per rafforzare la cooperazione in materia di difesa: seriamente, responsabilmente e sempre insieme”. Il presidente ha aggiunto che il governo polacco farà “tutto il possibile per offrire la migliore collocazione per la base dell’esercito americano”. 

Il tema è al centro del dialogo bilaterale da mesi. Già ad agosto il vice ministro della Difesa Pawel Zalewski aveva dichiarato che Varsavia stava discutendo con Washington l’ipotesi di una base permanente, spiegando che “la fase iniziale del processo è stata completata” e che la volontà politica era stata espressa “da tempo”. Attualmente quasi 10mila soldati statunitensi sono presenti in Polonia, ma in larga parte con rotazioni temporanee. 

 

Sul piano internazionale, Washington ha criticato duramente alcuni Paesi europei che hanno rifiutato l’utilizzo delle basi Nato nei confronti dell’Iran, e il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha minacciato di ridurre il contributo americano al bilancio dell’Alleanza se gli Stati membri non rispetteranno gli impegni assunti al vertice dell’Aia. In quell’occasione, gli alleati avevano promesso di destinare entro il 2035 almeno il 5% del Pil alla sicurezza, di cui il 3,5% alle spese strettamente militari. 

La questione della base in Polonia si inserisce dunque in un quadro geopolitico complesso, segnato dalla guerra in Ucraina, dalla pressione russa sul fianco orientale e dalle tensioni interne alla Nato sulla ripartizione degli oneri. Trump e Nawrocki, alleati politici e già protagonisti di un incontro alla Casa Bianca lo scorso anno, sembrano intenzionati a imprimere un’accelerazione. Resta ora da capire se la revisione strategica avviata da Washington confermerà questa linea o introdurrà nuovi elementi di cautela. 

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