(Adnkronos) – Youssef Siher è libero, ma sia lui che la moglie Sagia Hammoud “rimangono indagati per accuse gravissime. Questa raccolta fondi finanzierà le spese legali del team di difesa e servirà per procedere contro l’infame gogna mediatica a cui sono stati sottoposti”. L’annuncio sulla coppia finita al centro della cronaca giudiziaria e politica, in quanto amministratori della chat ‘Movimento 17 ottobre’ nata dopo la guerriglia urbana esplosa a Milano, è apparso sulla pagina Instagram dei Giovani palestinesi Milano e tramite un link si accede alla raccolta che ha già superato i 18mila euro rispetto all’obiettivo previsto di 20mila euro.
“Il governo si ostina a voler creare dei mostri e trovare dei capri espiatori per non fare i conti con il proprio fallimento. Intanto continua a finanziare guerre a scapito dei nostri salari, della nostra istruzione e della nostra salute. In questo clima di repressione sempre più evidente, non dobbiamo lasciare indietro chi ha bisogno del nostro supporto: per loro dobbiamo continuare a lottare, continuare a scendere in piazza e continuare a far sentire la nostra voce. Libere tutte, liberi tutti”, è il messaggio veicolato sui social.
Nella piattaforma di crowdfunding, si evidenzia che il percorso per la coppia “è lungo e comporterà molte spese legali” e la raccolta fondi ha lo scopo di “garantire a entrambi un’adeguata difesa, consulenze tecniche e periti legati al caso” oltre che per “coprire i costi vivi e logistici legati al procedimento”. La raccolta, si precisa, “non è promossa da enti o organizzazioni, ma è gestita direttamente dalle famiglie di Youssef e Sagia, che si impegnano a destinare ogni contributo esclusivamente alle spese legali e a tenervi aggiornati sull’utilizzo dei fondi”.
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