E’ stato il più grande attacco su Mosca dall’inizio della guerra quello sferrato da Kiev domenica, ultimo giorno delle elezioni parlamentari in Russia: oltre 1.900 droni e missili in un giorno su città e infrastrutture petrolifere. Il Cremlino reagisce come sempre: raid continui sulla Capitale e sull’intero Paese.
Per la cronaca, quella politica, dal voto russo nessuna novità e un risultato scontato: Russia Unita, il partito del presidente Putin ha ottenuto 355 seggi su 450 alla Duma, con il 57,83% dei voti. Non ha superato la soglia di sbarramento del 5% Russia giusta, partito dell’ ‘opposizione di sistema’, ovvero la finta opposizione tollerata dal Cremlino che di fatto alla Camera bassa del Parlamento vota sempre come richiesto. Pechino si è congratulata con Mosca mentre per l’Unione Europea le elezioni della Duma hanno segnato un altro importante colpo per la democrazia russa.
Intanto arriva un monito dall’intelligence europea, secondo cui un attacco russo alla Nato potrebbe essere più vicino di quanto si creda.
Domani il presidente americano Trump potrebbe eincontrare il presidente ucraino Zelenksy a margine dell’Assemblea generale dell’Onu
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