Un decimale che cambia, e non di poco, i margini di manovra del governo in vista della prossima legge di Bilancio. L’Istat ha confermato che l’asticella del deficit è rimasta sopra il 3% l’anno scorso, al 3,1%, tenendo l’Italia sotto procedura d’infrazione per disavanzo eccessivo. Un verdetto prevedibile alla vigilia che ha però una conseguenza immediata: si è riaperto il dibattito nella maggioranza sull’opportunità di andare allo scontro frontale con Bruxelles e finanziare in deficit le misure che si ritengono necessarie per fare una politica economica più incisiva e capace di attrarre consenso. Da una parte la posizione del vicepremier Matteo Salvini, che chiede uno scostamento di bilancio da miliardi. Dall’altra quella del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, che “prende atto, non senza rammarico”, ma che tenterà di tenere ferma la barra, come ha sempre fatto finora, nella direzione del rigore nei conti pubblici.
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