Livorno, sciopero contro la Sunaid X: è scontro sul presunto carico militare

Dopo sei ore di blocco in mare, Usb annuncia l'adesione allo sciopero di due turni di portuali. Prefettura e Capitaneria smentiscono la presenza di armi

LIVORNO – Una nave portacontainer contestata per il presunto trasporto di materiale militare, sei ore di blocco in mare e due turni di lavoratori portuali che hanno aderito allo sciopero. È quanto accaduto tra ieri (giovedì 22) e oggi (venerdì 23 ottobre) nel porto di Livorno, dove la presenza della Sunaid X, battente bandiera portoghese e proveniente da La Spezia, ha dato origine a una mobilitazione promossa da organizzazioni sindacali e attivisti contrari al transito di armamenti.

Al centro della protesta ci sono le informazioni diffuse dall’Unione Sindacale di Base (Usb) sulla natura del carico trasportato dalla nave. Il sindacato sostiene che la Sunaid X venga utilizzata anche per rifornimenti logistici destinati alla base militare statunitense di Sigonella, in Sicilia, e segnala la presunta presenza di quattro container contenenti batterie per droni, equipaggiamenti militari, gas e propellenti.

Una versione che Prefettura e Capitaneria di porto hanno smentito, precisando già nella giornata di ieri a bordo non risulterebbe materiale di interesse bellico. Le autorità hanno invece confermato la presenza di merci classificate come pericolose, una definizione che non implica necessariamente una destinazione militare.

La contestazione si è tradotta inizialmente in un’azione in mare. Alcune imbarcazioni a vela degli attivisti della Global Sumud Flotilla Italia si sono posizionate nel canale d’accesso al porto, ostacolando l’ingresso della portacontainer. Sono quindi intervenute le motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaneria, che hanno accompagnato le barche verso la banchina.

Secondo la ricostruzione diffusa da Usb Livorno, la Sunaid X è riuscita a raggiungere il Terminal Darsena Toscana soltanto dopo circa sei ore, mentre davanti ai varchi portuali si svolgeva un presidio di protesta. Il sindacato riferisce inoltre che i partecipanti all’azione in mare sono stati rilasciati dopo alcune ore di fermo e che le imbarcazioni impiegate rimangono sotto sequestro.

L’arrivo della nave al terminal non avrebbe però posto fine alla mobilitazione. I lavoratori del turno notturno avrebbero aderito allo sciopero, seguiti da quelli impegnati nella mattinata di oggi (venerdì 23 ottobre). Sempre secondo Usb, l’adesione dei due turni avrebbe impedito la normale movimentazione dei container, prolungando di fatto il fermo delle operazioni.

La protesta, tuttavia, va oltre il singolo episodio. Le organizzazioni coinvolte chiedono maggiore trasparenza sulle merci che transitano attraverso lo scalo livornese, sulle autorizzazioni al trasporto e sui destinatari finali dei carichi. Una richiesta legata alla più ampia mobilitazione contro il passaggio di armamenti e materiali destinati alle attività militari internazionali.

L’iniziativa è stata promossa da No Harbor for Genocide, Global Sumud Flotilla Italia, Gruppo Autonomo Portuali e Usb, che hanno annunciato l’intenzione di proseguire la mobilitazione anche in vista dello sciopero internazionale dei lavoratori portuali previsto per il 30 ottobre.

Rimangono intanto due aspetti distinti della vicenda: da una parte la contestazione sindacale sulla possibile destinazione militare del carico, non confermata dalle autorità, dall’altra le conseguenze della protesta sulle attività del terminal. Per queste ultime, le informazioni relative allo sciopero dei due turni e alla mancata movimentazione dei container provengono al momento da Usb, senza un riscontro operativo indipendente da parte del terminal.

© Riproduzione riservata

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