Due esami in uno per velocizzare la diagnosi oncologica: il traguardo dell’ospedale di Livorno

Un importante traguardo clinico all'ospedale di Livorno, dove un paziente è stato sottoposto a due esami diagnostici avanzati in un'unica seduta

LIVORNO – All’ospedale di Livorno è stato eseguito un intervento diagnostico avanzato che ha combinato due diverse procedure all’interno della stessa seduta. L’équipe sanitaria ha prelevato campioni biologici da due sedi differenti del corpo, sottoponendo il paziente a un’unica sedazione. Questo approccio metodologico ha permesso di definire in tempi rapidi il quadro di una patologia oncologica complessa, individuandone la natura e il livello di diffusione.

L’operazione è stata resa possibile dalla collaborazione stretta tra le unità di Pneumologia interventistica ed Endoscopia digestiva, che hanno impiegato in successione due tecniche specifiche: l’Ebus e l’Eus. La prima prevede l’uso di un broncoscopio dotato di sonda ecografica che, passando dalle vie respiratorie, permette di visualizzare la parte centrale del torace e guidare un ago per prelevare tessuto linfonodale. La seconda, utilizzando sempre un endoscopio a ultrasuoni ma introdotto attraverso l’esofago, consente di esplorare le strutture vicine e campionare altre aree bersaglio.

“Nei giorni scorsi è stato eseguito, con un’unica sedazione, il prelievo ecoguidato di un linfonodo attraverso le vie respiratorie mediante Ebus e quello di una lesione surrenalica attraverso l’esofago con Eus”, ha illustrato Filomena Marrelli, direttrice della Pneumologia Sud, sottolineando come l’integrazione del lavoro garantisca un evidente beneficio per il malato. Sulla stessa linea di pensiero il direttore dell’Endoscopia digestiva, Raffaele Manta, il quale ha ribadito l’importanza di unire competenze diverse attorno alle necessità di cura: “Abbiamo potuto eseguire il prelievo della lesione surrenalica nella stessa seduta dell’Ebus, contribuendo alla definizione diagnostica”.

La gestione di un esame così articolato ha richiesto il supporto determinante di più figure cliniche. “Il ruolo dell’anestesista è fondamentale per garantire una sedazione adeguata, monitorare costantemente le condizioni del paziente e permettere agli specialisti di eseguire in sicurezza quanto necessario”, ha evidenziato Baldassare Ferro, a capo del reparto di Anestesia e Rianimazione. Altrettanto centrale è la componente infermieristica, come ha ricordato la direttrice dell’Assistenza, Antonella Perini: “Oltre a garantire la sicurezza del paziente attraverso il monitoraggio continuo dei parametri vitali, il personale infermieristico supporta attivamente i medici durante tutte le fasi della procedura”.

Poter disporre di entrambe le strumentazioni e riuscire a impiegarle in un’unica occasione rappresenta un traguardo di rilievo per la struttura sanitaria. La direttrice generale dell’Azienda Usl Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani, ha voluto ringraziare i medici in sala e ha inquadrato il risultato all’interno di una più ampia rete di collaborazione: “L’Anatomia patologica di Paolo Viacava, l’Anestesia di Baldassare Ferro, la Chirurgia toracica di Venanzio Porziella, la Chirurgia vascolare di Daniele Adami, l’Oncologia di Giacomo Allegrini, insieme a tutti i loro collaboratori e ai tanti professionisti sanitari della struttura guidata da Spartaco Mencaroni, formano un pool multidisciplinare in grado di affrontare casi come questo in modo completo, dalla diagnosi al trattamento”.

© Riproduzione riservata

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