PISA – Lo scorso marzo il questore della Provincia di Pisa aveva ammonito una cinquantenne in quanto, da alcune informazioni raccolte dagli organi deputati al controllo del territorio, erano emerse delle accese liti familiari tra la stessa e la anziana madre, non auto sufficiente.
Tuttavia, il provvedimento di per sé è stato solo l’avvio di tutta una serie di accertamenti incrociati effettuati dalla Divisione anticrimine della questura in stretta sinergia con i colleghi della Squadra Mobile. Emergeva così un deciso fumus di un quadro indiziario, ben più grave, necessitante di una indagine approfondita da parte della Procura della Repubblica di Pisa.
È stata così avviata una delicata indagine condotta dalla Sezione dedicata alla violenza di genere della Squadra Mobile coordinata da un magistrato del gruppo specializzato della procura di Pisa.
L’indagine che ha visto l’analisi di copiosa documentazione medica, l’audizione di numerosi testimoni, compresa l’anziana madre, non è stata per nulla facile per una circostanza cruciale: le capacità di discernimento della vittima erano molto limitate, a causa della avanzata età e di un quadro clinico complesso ulteriormente aggravato dal morbo di Alzheimer. Tuttavia, nonostante la ritrosia della persona offesa a denunciare la figlia, in parte per le difficoltà mentali ed in parte per un ostinato amore materno, si riuscivano a ricostruire con sufficiente gravità probatoria le condotte dell’indagata, che si sono protratte per quasi due anni.
All’indagata sono contestati i reati di maltrattamenti in famiglia aggravati e di lesioni personali, in quanto, ha quotidianamente sottoposto, anche a causa di uno smodato uso di alcol, l’anziana madre a ingiurie, minacce, strattonamenti, urla ingiustificate, causandole addirittura in una occasione policontusioni che hanno richiesto l’intervento dei sanitari.
Inoltre, è stato accertato che l’anziana viveva in un gravissimo stato di incuria dal punto di vista igienico ed assistenziale: è emerso addirittura che spesso saltava i pasti e la figlia non si occupava dell’igiene della madre non autosufficiente.
Il quadro investigativo delineato esitava così in una richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica all’Ufficio Gip di Pisa che ha adottato il provvedimento dell’allontanamento dalla casa familiare con contestuale divieto di avvicinarsi alla persona offesa.



