PISA – L’Università di Pisa accoglie una nuova studentessa proveniente dalla Striscia di Gaza. Engy Abdelal, ventotto anni, è arrivata in Italia al termine di un iter burocratico e logistico durato undici mesi. Alle spalle lascia un anno trascorso a raccontare la quotidianità del conflitto attraverso le corrispondenze pubblicate sul settimanale L’Espresso. Ora il suo percorso ripartirà dalla Toscana, dove si iscriverà al corso di laurea magistrale in Scienze per la Pace.
L’approdo della giovane in Italia è il risultato di una mobilitazione nata all’interno del mondo dell’informazione. Un ruolo centrale è stato assunto dalla giornalista Federica Bianchi, che per mesi ha raccolto e curato la pubblicazione delle testimonianze dirette di Abdelal. Oltre all’impegno editoriale, la redazione si è attivata per costruire una rete di contatti mirata a far uscire la ventottenne dai territori di guerra. La ricerca ha trovato una risposta nell’ateneo pisano, ringraziato pubblicamente dalla stessa Bianchi in un articolo dello scorso 18 settembre per aver dato alla ragazza “la possibilità di progettare il futuro”.
L’inserimento accademico della studentessa si colloca all’interno di un programma specifico avviato dall’Università nel 2024, finalizzato a garantire il diritto allo studio a giovani provenienti da zone di crisi. Abdelal è la sesta cittadina palestinese immatricolata a Pisa nell’ultimo anno. Alla fine del 2025, le strutture universitarie avevano infatti già dato il benvenuto ad altri cinque connazionali – Aya, Ahmed, Muawiya, Mohammed e Naba – giunti in città grazie a intese di cooperazione come l’accordo con la Croce Rossa Italiana e il progetto IUPALS, dedicato all’accoglienza degli studenti palestinesi negli atenei italiani.
Il prorettore per la cooperazione e le relazioni internazionali, Giovanni Federico Gronchi, inquadra questo arrivo come un “risultato concreto dell’impegno dell’Università di Pisa per trasformare la solidarietà verso gli studenti e le studentesse palestinesi in opportunità concrete di studio e di futuro”. Gronchi evidenzia il valore della sinergia instaurata tra società civile, università e carta stampata per sbloccare una procedura di trasferimento complessa. “Il nostro compito ora è accompagnare Engy nel suo inserimento nella comunità universitaria e metterla nelle condizioni di proseguire i suoi studi”, ha precisato il prorettore, rivolgendo un ringraziamento formale allo staff dell’Ufficio Relazioni internazionali per aver gestito le operazioni necessarie all’accoglienza.



