Pd in ritiro a Rondine Cittadella della Pace ad Arezzo alla vigilia dell’assemblea nazionale dei partito guidato da Elly Schlein dal titolo ‘Unità per cambiare l’Italia’ di scena domenica 18 ottobre a Roma.
Una due giorni che ha visto protagonista il gruppo parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati guidato dalla capogruppo Chiara Braga “per discutere delle priorità del Paese, dell’impegno per costruire una proposta politica alternativa alla destra e delineare un’idea di Italia più giusta, democratica e inclusiva”.
Seminario a Rondine Cittadella della Pace, fondata e presieduta da Franco Vaccari, che si è concluso con l’intervento di Elly Schlein.

Schlein a Rondine: “Il Partito Democratico non è mai stato così unito. Le divisioni del campo progressista nel 2022 consegnarono una maggioranza enorme in Parlamento a chi non era maggioranza nel Paese. Quindi credo che in questi anni abbiamo fatto un lavoro quotidiano sull’unità delle forze progressiste che si è tradotta in moltissime proposte di legge fatte insieme. Un lavoro unitario che ha fatto sì che ci presentassimo anche alle scorse elezioni regionali con la stessa alleanza progressista in tutte e sette le regioni, cosa che non accadeva da vent’anni. Un’alleanza progressista finalmente unita, competitiva che è in grado di vincere le prossime elezioni e fare esattamente ciò che si è impegnato a fare nel programma”.

Franco Vaccari sottolinea: “Due giornate di confronto sulle sfide del Paese e sulla qualità della democrazia come risposta concreta all’appello lanciato dal fondatore e presidente di Rondine, Franco Vaccari, con la lettera aperta ‘Una politica senza nemici. Per una fedeltà all’articolo 11 della Costituzione’, rivolta nel maggio 2024 ai segretari e ai leader di tutte le forze politiche.
La scelta del Gruppo Pd assume un valore significativo perché porta la formazione politica in un luogo dove il conflitto viene affrontato quotidianamente come un’opportunità di trasformazione. È il principio alla base del Metodo Rondine, sviluppato attraverso l’esperienza di giovani provenienti da Paesi in guerra o segnati da conflitti, che nella Cittadella della Pace imparano a convivere, riconoscendo nell’altro un interlocutore e mai un nemico”.
Poi Vaccari: “Esprimo apprezzamento per la scelta dei parlamentari del Partito Democratico, che hanno voluto vivere a Rondine un’esperienza di formazione civile, confrontandosi anche con le storie e le testimonianze dei giovani che conoscono direttamente le tragedie della guerra. È un segnale importante, che dà concretezza al nostro appello per una politica capace di riconoscere nell’avversario un interlocutore e mai un nemico. Siamo già in dialogo con le altre forze politiche per costruire analoghi percorsi di formazione. In una fase segnata dalla paura e dall’avanzare di una cultura della guerra, abbiamo bisogno di rafforzare luoghi terzi nei quali le differenze possano incontrarsi senza trasformarsi in inimicizia”.
Chiara Braga: “È stata per noi l’occasione di mettere a fuoco le priorità dei prossimi mesi, per contribuire a costruire l’alternativa di governo alla destra. Partendo dal lavoro che il nostro Gruppo ha svolto in Parlamento in questi anni, di opposizione e di proposta, su tanti temi condivisi anche con le altre forze del campo progressista: salari, lavoro, sanità, istruzione, politiche industriali, ambiente, diritti, casa. Un lavoro che vuole essere la base del programma che insieme definiremo nelle prossime settimane, un patto vincolante, costruito insieme alle forze politiche e aperto alla partecipazione della società”.
Il deputato toscano Marco Simiani: “Le cose preziose nascono là dove il dolore non è stato represso o dimenticato, ma trasformato in fonte di crescita e cambiamento.
Poi la leader Pd: “Noi dovremmo velocemente sbloccare la produzione di energia pulita e rinnovabile in un Paese come il nostro che è ricco di sole, di acqua, di vento. Dovremmo diventare una potenza industriale dal punto di vista della produzione rinnovabile. Ma, anche se su questo purtroppo, il governo ha fatto una guerra ideologica in questi anni, ha perso troppo tempo e troppe occasioni. Però non è troppo tardi per l’Italia, specialmente dal Sud, per ripartire”.
“Siamo a fronte di sfide che non hanno precedenti nella storia. Abbiamo la crisi climatica e la crisi demografica, abbiamo il ritorno delle guerre, della devastazione che le guerre portano con sé, non soltanto per le popolazioni coinvolte ma anche economicamente per i portafogli pure degli italiani, come stiamo vedendo proprio sul caro energia, sul caro carburante, sul caro vita. Quindi abbiamo bisogno di allargare un po’ lo sguardo e di mettere al centro quelli che sono i valori fondamentali per cui noi ci battiamo, e non abbiamo dubbi su quali sono. Quello dell’eguaglianza, della giustizia sociale, della solidarietà, della pace, tutte cose su cui dobbiamo lavorare non soltanto a livello italiano ma a livello europeo”



