AREZZO – Nella mattinata di giovedì, poco dopo le 6,30 del mattino, gli operatori dell’Upgsp della questura di Arezzo sono intervenuti per un furto consumato in un bar di Arezzo in zona Saione.
Dai primi accertamenti esperiti è emerso che un giovane di carnagione olivastra e corporatura magra, vestito con un pantaloncino nero corto, una maglietta di colore nero e un cappellino da baseball giallo, aveva colpito violentemente la vetrina dell’attività con una grossa asta in ferro, per poi entrarvi e uscirne poco dopo. Alcuni testimoni oculari che si trovavano sul posto al momento del fatto criminoso sono riusciti ad immortalare la scena con alcuni fotogrammi, che sono stati messi a disposizione degli agenti sul posto, che hanno diramato la nota agli altri presidi di polizia sul territorio.
Poco dopo, intorno alle 7 la sala operativa del compartimento della Polfer Toscana di Firenze ha segnalato una violenza sessuale compiuta da un uomo di giovane età, a bordo del treno proveniente da Arezzo e diretto a Firenze Santa Maria Novella, aggiungendo che l’autore del fatto era poi sceso dal treno alla stazione di Montevarchi. La persona veniva ulteriormente descritta di incarnato olivastro, indossante un paio di pantaloni corti di colore scuro con una banda grigia, una maglietta scura, scarpe da ginnastica di colore nero con bande azzurre e un cappellino giallo.
Il personale del commissariato di Montevarchi ha proceduto quindi in prima battuta ad acquisire le immagini delle telecamere di sorveglianza che insistono nella zona della stazione ferroviaria, e dalla visione delle stesse, intorno alle 7,05 è stato individuato il soggetto descritto nelle due precedenti note, immediatamente riconosciuto dagli agenti in quanto corrispondente a persona già più volte resasi responsabile di episodi criminosi in ambito valdarnese.
La volante sul territorio ha effettuato quindi ricerche sul territorio di Montevarchi finché non ha rintracciato il soggetto, che è stato quindi accompagnato negli uffici del commissariato per i necessari accertamenti.
Nel frattempo sono stati presi contatti con il personale Polfer di Firenze Smn cheha contattato la ragazza segnalata come vittima di violenza sessuale sul treno; quest’ultima ha sporto nella circostanza regolare querela per l’accaduto narrando le circostanze del reato subito e, dopo aver visionato un fascicolo fotografico formato ad hoc con molteplici primi piani di soggetti fra loro simili tra cui quello fermato dalla Volante, ha riconosciuto senza dubbio quest’ultimo quale autore del reato.
Parallelamente, mediante la collaborazione sia della Polfer di Firenze che della Squadra Mobile della questura di Prato, sono state rintracciate anche la capo treno e la sua tutor, poiché entrambe avevano prestato soccorso e assistenza alla vittima del reato. Sia l’una che l’altra hanno fornito a verbale elementi informativi convergenti ai fini della ricostruzione dei fatti e, una volta sottoposte ad analogo accertamento a mezzo visione di fascicolo fotografico, entrambe hanno riconosciuto come autore del reato il soggetto accompagnato in commissariato dalla volante.
Alla luce dei fatti emersi, tenuto conto che ambedue le fattispecie penali configuratesi ad Arezzo e sul treno erano oggettivamente gravi – soprattutto quella compiuta nei confronti della donna – ed erano supportate da solidi e concordanti indizi, ed inoltre che l’indagato – un individuo di 21 anni, italiano di origine sudamericana, già noto per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di stupefacenti – non aveva fissa dimora e quindi poteva concretamente darsi alla fuga per sottrarsi alla giustizia, gli operatori hanno deciso di procedere con l’esecuzione di un fermo di indiziato di delitto.
Della misura è stato avvertito il pm di turno della procura della Repubblica presso il tribunale di Arezzo, che ha disposto l’accompagnamento in carcere del soggetto nell’attesa del giudizio di convalida.
Il fermo a carico dell’indagato è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari con applicazione della custodia cautelare in carcere.



