Empoli – Arezzo 0-1
EMPOLI: Seghetti; Magnino, Curto, Cauz; Egan (25’pt Zedadka), Biondini (1’st Romagnoli), Yepes (27’st Belardinelli), Saporiti, Corrado; Shpendi (22’st Popov), Ceesay (27’st Bandinelli). A disp.: Perisan, Degli Innocenti, Meznar, Distefano, Indragoli, Bembnista, Deli. All: Pagliuca.
AREZZO: Nunziante; Renzi, Gilli, Coppolaro, Righetti; Ionita, Viviani (16’t Cerri), Eklu (43’st Chierico); Arena (1st Pattarello), Cianci (16’st Mancuso), Olivieri (26’st Sala). A disp.: Serban, Seculin, Martinez, Leone, Cagnano, Mancini, Manes. All: Bucchi.
ARBITRO: Fabbri di Ravenna (Dei Giudici di Latina e Gentile di Isernia)
RETI: 29’st autorete Romagnoli
NOTE: Spettatori 6148 (985 da Arezzo). Ammoniti: Biondini, Gilli. Espulso Curto.
EMPOLI – L’Arezzo ritrova il sorriso nel modo più prezioso: con una vittoria di carattere, maturità e resistenza in un derby che mancava da ventun anni. Al Castellani gli amaranto si impongono 1-0, in una serata che profuma di riscatto dopo le difficoltà di Verona e che racconta una squadra capace di crescere dentro la partita, di soffrire quando serve e di colpire nel momento decisivo. Davanti a mille tifosi arrivati da Arezzo, il Cavallino ha saputo trasformare un episodio favorevole in un vantaggio da difendere con lucidità, firmando un successo che vale molto più dei tre punti: vale fiducia, identità, continuità.
Il derby del Castellani, tornato dopo ventun anni, si apre con una scelta chiara: Cristian Bucchi non rinuncia al suo 4-3-3, pur dovendo fare i conti con un’emergenza che ne modifica profondamente gli interpreti. Le assenze di Illanes, squalificato, di Iaccarino, fermato da una distorsione al ginocchio, e di Tavernelli, alle prese con un fastidio tendineo, costringono il tecnico a ridisegnare la squadra. In difesa tocca a Coppolaro, in regia a Viviani, mentre nel tridente offensivo debutta l’ex Olivieri.
La sorpresa più evidente riguarda però la panchina di Sala, uno dei giocatori più brillanti di questo avvio di stagione: al suo posto Bucchi sceglie Mawuli, alla prima da titolare. Dall’altra parte, Pagliuca conferma il 3-5-2 che ha accompagnato l’Empoli in questo avvio di campionato. Saporiti, come spesso accade, oscilla tra mediana e trequarti, mentre in attacco Shpendi è affiancato da Ceesay, schierato in una posizione di raccordo. Il colpo d’occhio del Castellani è notevole: nel settore ospiti si stringono mille tifosi amaranto, una risposta straordinaria dopo il pesante 0-5 di Verona. È un derby che mancava da una generazione, e l’Arezzo lo ritrova con un seguito degno delle grandi occasioni.
L’Empoli parte con decisione, imponendo subito ritmo e possesso. L’Arezzo è costretto ad abbassarsi, a difendere con ordine, a contenere le iniziative degli azzurri. Renzi è attento nel chiudere Corrado, mentre Biondini e Shpendi provano a scardinare la retroguardia amaranto con conclusioni e inserimenti che però non trovano fortuna. L’Arezzo fatica a costruire, ma quando riesce a ripartire lo fa con idee chiare: Renzi e Viviani innescano Mawuli, che si gira bene in area ma non trova la porta. Poco dopo, un errore in disimpegno di Righetti regala a Saporiti un tiro insidioso dai venti metri, sul quale Nunziante interviene con una parata plastica. La partita resta viva, equilibrata, con l’Empoli più pericoloso ma l’Arezzo sempre dentro il match. Shpendi sfiora il gol con una torsione potente, mentre Ceesay, su un pallone che sembrava destinato a uscire, rientra sul destro e calcia a lato. È il momento migliore dei padroni di casa. Viviani viene colpito duro da Curto: Fabbri inizialmente estrae il giallo, ma il Var lo richiama al monitor. L’intervento è scomposto, il piede è a martello. Il cartellino diventa rosso. L’Empoli resta in dieci, l’Arezzo vede la partita ribaltarsi rispetto a Verona: stavolta è la squadra di Bucchi ad avere un tempo intero con l’uomo in più.
La prima grande occasione arriva dopo pochi minuti: Gilli accompagna l’azione, riceve la sponda di Cianci e calcia di prima. La deviazione di Yepes alza la traiettoria, Seghetti è battuto, ma la traversa salva l’Empoli. Pattarello prova il suo classico tiro a giro, Viviani sfiora il palo con una conclusione potente, e l’Arezzo prende in mano il match. L’Empoli si chiude, si compatta, prova a resistere. A metà ripresa Bucchi cambia ancora: dentro Cerri e Mancuso, che debutta in amaranto. Il modulo diventa un 4-4-2 più diretto, più verticale. Olivieri inventa per Righetti, Ionita sfiora il gol di testa, Seghetti salva due volte. L’Arezzo ora è padrone del campo. Poi arriva il momento di Sala, che entra per dare qualità e ritmo al finale.
Al 29′ il gol che decide il derby. Ionita crossa dalla destra, Seghetti esce di pugno ma colpisce Romagnoli. La deviazione è goffa, sfortunata, clamorosa. La palla rotola lentamente in porta. È 0-1. L’Arezzo è avanti, il settore ospiti esplode. La squadra di Bucchi prova a chiudere la partita: Mancuso ha la palla del raddoppio, Seghetti sbaglia l’impostazione ma poi si salva con un intervento di puro istinto, deviando in angolo un tiro che sembrava destinato a finire in rete. L’Arezzo soffre, lotta, stringe i denti. E porta a casa una vittoria pesante che fa dimenticare la sconfitta netta di Verona.



