FIRENZE – La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone e tre società per il crollo del cantiere del supermercato Esselunga di via Mariti, a Firenze, in cui il 16 febbraio 2024 persero la vita cinque operai. Altri tre rimasero gravemente feriti.
Le vittime sono Bouzekri Rahimi, 56 anni, Luigi Coclite, 59, Mohamed Toukabri, 53, Mohammed El Farhane, 23, e Taoufik Haidar, 42. Toukabri viveva a Sampierdarena, a Genova, con la compagna e due figli, assistiti dall’avvocato Daniele Pomata.
Secondo l’accusa all’origine del disastro ci sarebbe il cedimento di una trave prefabbricata, che non sarebbe stata in grado di sostenere i carichi previsti a causa di errori di calcolo e di una quantità insufficiente di armatura in acciaio. Per gli inquirenti la progettazione dei prefabbricati sarebbe stata eseguita in tempi troppo stretti e senza le necessarie verifiche su carichi e armature. Sarebbero mancati inoltre i controlli sulla conformità delle travi e sulla documentazione tecnica. Le carenze, sostiene la procura, avrebbero favorito risparmi sui costi e un’accelerazione dei tempi di progettazione e realizzazione.
I reati contestati sono crollo doloso, omicidio colposo plurimo, lesioni personali gravi e violazioni delle norme sulla sicurezza. L’udienza preliminare davanti al giudice per le indagini preliminari è fissata per il 17 dicembre.



