“Gli autisti di Autolinee Toscane in fuga da Firenze”: i motivi dietro le dimissioni secondo i sindacati

Lettere inviate a giugno e luglio senza esito, Fit, Filt, Uiltrasporti e Ugl: “Ad oggi purtroppo nessun riscontro e nessuna risposta”. La replica dell'azienda

FIRENZE – Sono circa 50 gli autisti Autolinee Toscane che hanno lasciato il lavoro nell’area fiorentina dall’inizio del 2026, tra servizio urbano ed extraurbano. Quasi uno a settimana, pari al 5% dei circa mille conducenti in servizio.

Il dato arriva da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl, che in una nota diffusa ieri (5 ottobre) tornano a chiamare in causa il Comune di Firenze e la Regione Toscana. Per i sindacati quelle dimissioni raccontano un mestiere sempre più usurante, fatto di stress, aggressioni e discussioni con i passeggeri, con stipendi d’ingresso intorno ai 1500 euro al mese che in città faticano a coprire il costo della vita.

Corse in ritardo e capolinea occupati

A rendere le giornate più pesanti sono soprattutto gli orari. Secondo le sigle, molte corse sono programmate con tempi che non tengono conto del percorso reale, costringendo gli autisti Autolinee Toscane a viaggiare in ritardo in modo quasi costante. Al capolinea, poi, la sosta prevista non è garantita e spesso bisogna aspettare che si liberi lo spazio.

A completare il quadro ci sono le fermate occupate dalle auto private e la carenza di corsie preferenziali, elementi che secondo i lavoratori alimentano un senso di abbandono.

Lettere senza risposta e la difesa di At

I sindacati sostengono di aver già segnalato più volte il problema. Il 22 giugno hanno scritto alla Regione per chiedere di rivedere i tempi di percorrenza delle linee, il 22 luglio al Comune per l’istituzione degli ausiliari della sosta. “Ad oggi, purtroppo, nessun riscontro e nessuna risposta”, denunciano.

Per il servizio urbano la proposta è sperimentare linee a frequenza invece che a orario, partendo dalla linea 31/32, che secondo le sigle da anni non garantisce regolarità. Servirebbero inoltre nuove preferenziali, mentre sul fronte interno i sindacati annunciano un lavoro sulla contrattazione di secondo livello. Lo sciopero resta sullo sfondo, anche se viene definito un “controsenso”.

Da parte sua, Autolinee Toscane (At) assicura che la ricerca di personale non si è mai fermata. Negli ultimi anni l’azienda ha assunto 1500 conducenti, 800 dei quali formati nella propria Accademia con un investimento medio di 12mila euro a persona.

Per ora le uscite degli autisti Autolinee Toscane vengono compensate con nuove assunzioni e, quando necessario, con gli straordinari. Trovare sostituti, però, resta complicato.

© Riproduzione riservata

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