Macuz, dalla crisi al rilancio: piano aziendale quadriennale senza licenziamenti

La strategia punta alla salvaguardia totale dei livelli occupazionali e introduce un percorso di riorganizzazione interna, investimenti e riconversione professionale

FIRENZE – Dalla crisi al rilancio per Macuz, azienda della filiera moda specializzata in minuteria metallica con oltre 130 dipendenti e tre stabilimenti a Firenze, Scandicci e Scarperia San Piero, che ha presentato ieri (14 settembre) al tavolo regionale un piano industriale quadriennale che segna un cambio di passo significativo rispetto alle difficoltà che hanno interessato l’impresa negli ultimi mesi e che stanno colpendo l’intero comparto moda.

In una fase iniziale l’azienda aveva ipotizzato il ricorso alla cassa integrazione per crisi. Grazie al confronto con le istituzioni e con le organizzazioni sindacali, Macuz ha scelto invece di orientarsi verso una strategia di rilancio che punta alla salvaguardia totale dei livelli occupazionali e introduce un percorso di riorganizzazione interna, investimenti e riconversione professionale.

Al tavolo per la Regione Toscana era presente Valerio Fabiani, il consigliere speciale per il lavoro e le crisi aziendali del presidente Giani, il Comune di Firenze era rappresentato dall’assessore al lavoro Dario Danti. Insieme a loro l’azienda con i propri consulenti, le organizzazioni sindacali e la Rsu.

“Quello di oggi è un passaggio importante il tavolo istituzionale ha permesso di trasformare una situazione di crisi in un percorso di rilancio – ha detto Fabiani – con un piano industriale quadriennale che non prevede licenziamenti e che tutela integralmente i livelli occupazionali. Macuz ha scelto di investire, riorganizzare e riconvertire il personale, raccogliendo le indicazioni delle istituzioni e dei sindacati. srada è ancora lunga, ma in generale questo rappresenta un segnale di fiducia per l’intera filiera della moda toscana. Attraverso il confronto e gli strumenti pubblici disponibili, è infatti possibile reagire alle difficoltà e costruire soluzioni che tengono insieme competitività e lavoro”.

Per accompagnare questo processo, la Regione Toscana ha proposto l’attivazione della cassa integrazione per riorganizzazione, un ammortizzatore sociale virtuoso poiché finalizzato ad assicurare una prospettiva, coerente con una fase che non riguarda chiusure o licenziamenti, ma la trasformazione dell’assetto produttivo. Accanto a questo, sono stati illustrati ulteriori strumenti pubblici: dalla formazione agli incentivi regionali per le imprese della moda, che saranno oggetto delle necessarie verifiche tecniche.

Il caso Macuz rappresenta uno dei primi esempi concreti in cui un’azienda della prima fascia della filiera moda toscana affronta la crisi del settore con un piano strutturato, investimenti e una reale volontà di rilancio, recependo le istanze dei lavoratori e del sindacato e valorizzando il lavoro del tavolo regionale.

Positivo il commento della Cgil con il segretario generale Stefano Angelini e Tania Mussari: “Esprimiamo soddisfazione per il percorso. Nel settore dell’accessorio moda è il prima caso in cui, senza licenziamenti sul tavolo, discutiamo con un’azienda di riorganizzazione e di formazione per riconvertire le competenze dei lavoratori in base alle esigenze di mercato”

© Riproduzione riservata

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