Autismo, Monni annuncia in Aula: “L’obiettivo è proporre il Piano in Giunta entro la fine dell’anno”

Nel corso del confronto in Aula sono state affrontate anche le polemiche relative all'elezione del portavoce della Consulta regionale

FIRENZE – Il dibattito sui ritardi nell’approvazione del Piano regionale attuativo per l’autismo e sulle modalità di nomina del portavoce della Consulta dedicata è approdato in Consiglio regionale a Firenze. La questione è stata sollevata attraverso un’interrogazione presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia Jacopo Cellai e Chiara La Porta, ai quali ha replicato direttamente in Aula l’assessora regionale alla Sanità Monia Monni.

L’atto ispettivo del gruppo di opposizione chiedeva chiarimenti sulle ragioni del ritardo triennale del documento programmatico, inizialmente annunciato per la fine del 2024, sollecitando un cronoprogramma certo per l’approvazione entro il 2026. I consiglieri hanno inoltre domandato spiegazioni sulla mancata comunicazione preventiva alle associazioni riguardo all’elezione di un portavoce della Consulta, ruolo affidato ad Andrea Laurenzi, chiedendo garanzie sull’imparzialità della figura e sulla trasparenza dei lavori del gruppo tecnico regionale.

Nel rispondere ai quesiti, l’assessora Monni ha ricostruito l’iter istituzionale e le prospettive future: “La Regione nel corso del tempo ha prodotto numerosi atti programmatici, a partire dal 2008”. “Ci sono oltre 3mila cittadini, peraltro di ogni età, ai quali è stata attribuita una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Ognuno di loro accede a una gamma diversificata di servizi, per età e per zone. Proprio per questo è necessario dotarsi di un Piano, di cui condivido l’urgenza. Le linee erano state già definite a fine della passata legislatura. Ho voluto riguardarle quando mi sono insediata e ho deciso di ampliare il gruppo tecnico di lavoro. Sul cronoprogramma: il lavoro richiesto al gruppo tecnico comporta una ricognizione delle risorse e richiede un quadro di sintesi, la definizione di procedure diagnostiche. Il lavoro è in corso, l’obiettivo è proporlo alla Giunta entro la fine dell’anno”.

Sulla questione specifica della rappresentanza in seno alla Consulta, Monni ha chiarito le dinamiche della votazione: “abbiamo proposto alla Consulta l’indicazione di un Portavoce per semplificare le comunicazioni e consentire un confronto più serrato. Questo non incide sul ruolo della Consulta. Laurenzi è stato eletto portavoce da 13 associazioni su 18 presenti al voto. Il nome di Laurenzi non è stato proposto dall’assessorato, ma dal presidente di ‘Autismo Arezzo’, Marino Lupi, e non costituisce una nomina dell’amministrazione regionale. Resta garantita la partecipazione diretta di tutti i componenti della Consulta”.

Circa gli sviluppi a breve termine, l’esponente della Giunta ha aggiunto: “In questi giorni è calendarizzato l’incontro per la presentazione della bozza di Piano, che permetterà alle associazioni di svolgere il proprio ruolo partecipativo e consultivo. Il dottor Laurenzi ha preso contatti nei primi giorni di settembre con l’amministrazione regionale, al fine di definire la prossima convocazione della Consulta dell’autismo”.

In fase di replica, il consigliere Jacopo Cellai ha ribadito le criticità evidenziate dal suo gruppo politico: “Ci sembrava giusto riportare la questione nella centralità dell’Aula”. “Ci parla di azioni di programmazione che vengono dal 2008, ma il punto vero è la concretezza di come si misura la linea programmatica rispetto all’azione. Le chiediamo ancora una volta di insistere e garantire i tempi di definizione del Piano: sono tre anni che la Regione ne ha annunciato la predisposizione e c’è attesa in questo senso. Per autismo e neurodivergenze, ci risulta che il Governo ha stanziato circa 2milioni per la Toscana. Non possiamo non tenere presente quello che emerge dalle anche a mezzo stampa dalle famiglie interessate da questo tema: persone che sono dovute andare a Siena da Firenze, per visite specialistiche perché non trovano posto. La diagnosi è molto rapida e veloce, poi viene data la possibilità di avere a disposizione un’ora settimanale di logopedia o di educazione comportamentale, poi di fatto tutto il resto è in carico alle famiglie stesse. Diventa anche una questione di risorse. C’è necessità di fare un ragionamento sulle priorità e sull’utilizzo dei soldi a disposizione della Regione. La Consulta può sicuramente aiutare, ma molti non sapevano nemmeno di dover eleggere un portavoce: dobbiamo far luce sulla trasparenza delle procedure, per togliere l’idea che si voglia politicizzare perfino la Consulta che riguarda il mondo dell’autismo. Resto del parere che è stata sbagliata l’impostazione per arrivare a questa elezione”.

L’esponente di Fratelli d’Italia ha infine concluso il suo intervento chiedendo all’assessora “di tornare in commissione consiliare per darci l’aggiornamento del Piano e mettere nero su bianco insieme i finanziamenti a disposizione adesso e per le annualità a venire”.

© Riproduzione riservata

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