CARRARA – È stato presentato a palazzo Binelli il masterplan strategico per la città di Carrara redatto dall’architetto Alfoso Femia/Atelier (s) Alfonso Femia per conto del Comune.
Il documento lavora sulla rigenerazione integrata e operativa del centro storico, rilanciando l’attrattività urbana e culturale attraverso la valorizzazione delle aree di maggiore importanza storica e simbolica. Se questo è un obiettivo intuitivo e facile da dichiarare, è il processo progettuale che fa la differenza: il centro storico è catalizzatore per una trasformazione che include il recupero delle aree produttive dismesse, lo sviluppo della mobilità sostenibile e il potenziamento dell’identità geografica del luogo, con lo sviluppo della relazione tra montagna e mare.
“Quale sarà il volto di Carrara tra cinque, dieci o venti anni, quale direzione vogliamo prendere per costruire la città che lasceremo alle nuove generazioni. In questi anni abbiamo già realizzato numerose opere che ci hanno permesso di riappropriarci di spazi pubblici, di costruirne di nuovi e di recuperare altri, questo masterplan vuole essere una nuova bussola strategica. Un documento che mette a sistema e coordina tutte queste opere e quelle che devono essere ancora realizzate, indicando la strada da percorrere oggi, domani e nel nostro futuro – spiega la sindaca Serena Arrighi -. Il grande lavoro svolto dall’architetto Alfonso Femia e dal suo atelier parte anzitutto dall’analisi della situazione attuale e indica soluzioni da seguire per ricomporre un sistema territoriale equilibrato e sviluppare Carrara”.
Esistono modelli urbani di successo, Barcellona ne è esempio emblematico, in cui la rigenerazione è il risultato di una sinergia virtuosa tra amministrazione pubblica, urbanisti, architetti, privati e cittadini. Oggi Carrara si trova in questo stesso momento, cruciale per porre le basi per una trasformazione profonda del proprio territorio.
“Quali sono i diritti urbani che possono migliorare la qualità e la vivibilità di Carrara? – sintetizza la premessa concettuale alla base del progetto l’architetto Alfonso Femia – A partire da questa domanda, abbiamo avviato una riflessione sulla città che analizzando la sua morfologia stratificata, attraverso interventi coordinati sul suolo, sull’illuminazione e sulla sua identità culturale, punta a valorizzare lo spazio pubblico e a mettere in evidenza le peculiarità di uno scenario ambientale unico al mondo”.
Concretamente il masterplan si sviluppa in cinque azioni finalizzate a una rigenerazione non come etichetta, ma come recupero reale della qualità della vita urbana. Vuoti urbani vengono destinati a funzioni culturali, artistiche e ricreative. Assi pedonali vengono liberati e protetti dal traffico veicolare per migliorare la vivibilità, la sicurezza e l’accessibilità del centro storico. Mobilità sostenibile, piste ciclabili (ripensando il sistema delle direttrici carrabili (viale XX Settembre e il torrente Carrione), come sostegno alla promozione di un turismo lento. Turismo e cultura, incentivazione di un turismo culturale-didattico legato alle peculiarità locali (marmo, cave, Alpi Apuane, via Francigena). Inclusione sociale: coinvolgimento della comunità attraverso la co-creazione artistica, rendendo l’arte contemporanea parte della vita quotidiana.
“Questo masterplan mette assieme numerose azioni destinate a intervenire su vari elementi sul nostro tessuto urbano trasformandolo in un laboratorio permanente – conclude la sindaca Arrighi -. Si riflette su traffico e viabilità, si immaginano tanti nuovi spazi verdi, ma si lavora anche sul recupero della nostra identità culturale valorizzandone eccellenze e unicità. In questo contesto si immaginano anche interventi mirati a ridare centralità agli spazi cittadini cominciando dal ripensare e rifunzionalizzare le piazze del centro storico. Piazza Matteotti, per esempio, viene immaginata come la piazza fisica, uno spazio pubblico altamente adattabile, pedonale, con tante piante e capace di accogliere eventi, ma anche di essere punto di incontro quotidiano”.



