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giovedì 29 Settembre 2022
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Hugo Boss, presidio dello stabilimento di Scandicci per l’annunciata chiusura

Procedura di licenziamento collettivo per 22 lavoratori. Intanto la Regione Toscana convoca istituzioni, sindacati e azienda

SCANDICCI – Approda in Regione Toscana il caso Hugo Boss, l’azienda che ha comunicato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 22 lavoratori e la dismissione del sito di Scandicci.  Convocate istituzioni locali e i sindacati il 14 febbraio alle 10.30. Intanto sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori con un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di Scandicci per l’annunciata chiusura con 22 licenziamenti. La protesta di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil davanti all’azienda in via de’ Cadolingi. Uno sciopero a cui ha partecipato anche il sindaco di Scandicci Sandro Fallani: “Una decisione incomprensibile in un territorio e in un settore che ha amplissimi margini di occupabilità e nel quale molte aziende chiedono di venire a operare o allargare i loro stabilimenti. Al presidio eravamo presenti con i lavoratori, i sindacati per cercare di capire e aprire un confronto con l’impresa”.

Hugo Boss ha comunicato nei giorni scorsi l’avvio della procedura di licenziamento collettivo, 21 lavoratori più una lavoratrice col contratto a termine in scadenza e dismissione del sito di Scandicci: è quanto ha comunicato Hugo Boss a Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil . I sindacati ritengono questa decisione “illogica e irricevibile” e hanno proclamato lo stato di agitazione. Il 14 febbraio la Regione sarà presente con Valerio Fabiani, consigliere del presidente della Regione Eugenio Giani, e il capo di gabinetto Paolo Tedeschi, con le strutture dell’Unità di crisi e di Arti. All’incontro del 14 seguirà la convocazione dell’azienda.

© Riproduzione riservata

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