Mattel ha ufficialmente presentato la sua prima Barbie autistica, espandendo la celebre linea Fashionistas per promuovere una maggiore inclusione nel mondo dell’infanzia. Realizzata dopo un progetto durato 18 mesi in collaborazione con l’Autistic Self Advocacy Network (Asan), la bambola mira a offrire una rappresentazione autentica della neurodivergenza. Questo lancio segna un nuovo traguardo per l’azienda, che continua a riflettere la diversità del mondo reale attraverso i suoi prodotti.
La neurodivergenza di Barbie
La nuova bambola è stata progettata con una cura meticolosa per i dettagli, riflettendo le esperienze sensoriali e comunicative di molte persone nello spettro autistico. Barbie indossa un abito a trapezio viola gessato con maniche corte e una gonna fluida, scelto specificamente per ridurre al minimo il contatto tra tessuto e pelle, assecondando le sensibilità tattili comuni nell’autismo. Anche lo sguardo della bambola è simbolico: gli occhi sono rivolti leggermente di lato, a rappresentare il modo in cui alcune persone autistiche evitano il contatto visivo diretto.
Per quanto riguarda la mobilità, la bambola presenta:
- Articolazioni flessibili: i gomiti e i polsi sono pieghevoli per consentire movimenti ripetitivi come lo “stimming” o il battito delle mani, utili per elaborare informazioni sensoriali.
- Accessori specifici: include cuffie antirumore rosa per gestire il sovraccarico sensoriale e un fidget spinner realmente funzionante.
- Comunicazione: Barbie è dotata di un tablet per la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (Caa), uno strumento fondamentale per chi si esprime in modi diversi dal linguaggio verbale.
L’iniziativa Mattel
Questa iniziativa si inserisce nel percorso di evoluzione del brand che, dal 2019, ha introdotto modelli con disabilità fisiche, sindrome di Down, vitiligine e protesi, con l’obiettivo di mostrare una gamma sempre più ampia di esperienze autentiche.
L’azienda donerà più di mille Barbie autistiche ai principali ospedali pediatrici che forniscono servizi specializzati per bambini con disturbo dello spettro autistico, tra cui il Children’s National Hospital di Washington, Dc, il Children’s Hospital di Los Angeles (Chla) e il Rady Children’s Hospital di Orange County. Questa donazione ha lo scopo di portare momenti di gioia, conforto e rappresentazione alla comunità, rafforzando il potere del gioco nel promuovere la connessione e la fiducia in se stessi.

L’autismo nel mondo
Secondo i più recenti dati del Global Burden of Disease (GBD), tra il 1990 e il 2021, il numero globale di persone con un Disturbo dello Spettro Autistico (Dsa) nella fascia d’età 15-39 anni è balzato da 17,52 milioni a 24,13 milioni. Secondo i dati riportati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i disturbi dello spettro autistico colpiscono circa un bambino su 100 a livello globale, sebbene altre stime indichino circa una persona su 127. Le Nazioni Unite sottolineano che l’autismo comprende un gruppo eterogeneo di condizioni legate allo sviluppo cerebrale, caratterizzate da vari gradi di difficoltà nell’interazione sociale e nella comunicazione. Nonostante il diritto fondamentale al godimento del più alto standard di salute fisica e mentale, le persone autistiche sono ancora oggi soggette a stigma e discriminazione, affrontando barriere ingiuste nell’istruzione e nelle opportunità di partecipazione alle proprie comunità.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite, attraverso risoluzioni specifiche, esorta gli Stati membri a rafforzare le capacità nazionali per migliorare l’inclusione e il benessere delle persone neurodivergenti.
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