Design, quando diventa strumento sociale: con Wdc 2026 Francoforte disegna spazi urbani e di vita

(Adnkronos) – C’è ‘Carlo’, una struttura che nell’estate più calda degli ultimi anni vuole offrire uno spazio pubblico di riparo che parla di biodiversità e resilienza climatica, e c’è ‘Un cielo pieno di speranza’, monumentale scultura aerea flottante realizzata da Janet Echelman con una rete cangiante che è un inno alla convivenza fra 178 nazioni. Sono solo due delle installazioni di design urbano che si incontrano passeggiando per Francoforte in questi mesi. Quest’anno, infatti, la città tedesca, insieme alla regione circostante del Reno-Meno, detiene il titolo di Capitale mondiale del design (Wdc-World Design Capital). Un progetto che Wdc 2026 ha declinato sul fronte dello spazio urbano e del miglioramento della vivibilità delle città rispetto alla sfida del cambiamento climatico.  

Così, tra le innumerevoli mostre proposte, si possono vedere le soluzioni studiate in diverse città europee, da Parigi a Copenaghen, per combattere il surriscaldamento (‘Too Hot – Hot Cities, New Approaches’), oppure si può capire come il graphic design influenza ogni aspetto della nostra vita e può essere quindi strumento di responsabilità sociale (‘On Display. How Graphic Design Shapes Us’, curata da Jonas Deuter), in corso rispettivamente presso il Museo dell’architettura e il Museo delle Arti applicate, che sono solo due delle gallerie che formano quell’unicum che è il Museumsufer, il distretto culturale situato lungo entrambe le sponde del fiume Meno a Francoforte e che nei giorni scorsi è stato teatro di uno dei più importanti Festival culturali della Germania, il Museumsuferfest, quest’anno con un’edizione speciale proprio per la Capitale mondiale del design (per approfondimenti sugli eventi e sul progetto Wdc2026 si può consultare il sito https://wdc2026.org/ e per informazioni sulla città il sito di Visit Frankfurt https://www.visitfrankfurt.travel/).  

Sui temi legati al design urbano alla base del progetto, Adnkronos/Labitalia ha intervistato Carolina Romahn, Managing Director di Wdc 2026. 

Il titolo di Capitale mondiale del design è molto prestigioso per la Germania e per tutta l’Europa. Quale è stata l’idea vincente dell’intero progetto che ha portato a questo riconoscimento?
 

Il titolo di ‘Capitale mondiale del design’ porta grande prestigio in Germania ed Europa perché non riconosce solo le città meramente come posti di buon design, ma vede il design come strumento per una trasformazione sociale, economica e ambientale. La ‘ricetta’ vincente del progetto, quindi, risiede in una visione chiara e condivisa, in partnership sostenibili e nella capacità di mettere insieme diversi stakeholder: l’amministrazione locale, il mondo del business e quello della cultura e dell’istruzione, il settore creativo e la più ampia comunità urbana. Allo stesso tempo, la regione si basa su una lunga tradizione politica e culturale nel dare attivamente forma a uno sviluppo e impulso sociale che va molto oltre i suoi confini. Per esempio, attraverso ‘Neues Frankfurt’, un programma pionieristico di housing moderno e conveniente; la Paulskirche, un luogo simbolico per la storia della democrazia tedesca; la Mathildenhöhe a Darmstadt, sito significativo che rappresenta la nascita del modernismo e riconosciuto Patrimonio dell’umanità Unesco. Anche altre città europee dimostrano quanto può essere efficace questo approccio. Helsinki ha usato il suo titolo di Wdc avuto nel 2012 per integrare il design in modo più solido e permanente nei servizi pubblici e nello sviluppo urbano, Nel 2008, Torino si è focalizzata nel combinare design, tradizione industriale e cambiamento economico strutturale. Lille, a sua volta, ha dimostrato nel 2020 che il design può anche essere concepito in termini transfrontalieri e regionali quale progetto congiunto per l’intera area metropolitana. Per la Wdc 2026, è precisamente questa connessione che è la chiave: il networking regionale, rafforzare progetti specifici nella regione, con una portata internazionale e una visione che si estende oltre l’anno del titolo. Wdc avrà successo se il design non sarà solo visibile ma anche efficiente nella vita quotidiana, in spazi pubblici, trasporti, cultura, istruzione, pubblica amministrazione e coesistenza democratica.  

Il claim della Wdc 2026 è ‘Design per la democrazie’: quale il significato e la sfida al tempo stesso?
 

‘Design per la democrazia’ non fa riferimento al design meramente come il forgiare prodotti, grafica o edifici. Si riferisce al design come strumento sociale: può facilitare l’accesso e la partecipazione, promuovere la comprensione e trasformare determinati spazi vissuti in modo tale che la libertà, l’eguaglianza e la pluralità diventino tangibili. Per la Wdc 2026, ciò è collegato allo slogan ‘Atmosfere per una vita migliore’: il progetto si focalizza sulle condizioni per una buona vita condivisa nell’esistenza quotidiana nella regione di Francoforte e del Reno-Meno. Il principio guida della Wdc si basa in un concetto espanso di design. Non sono solo le cose visibili che vengono disegnate, ma anche processi, informazione, istituzioni e relazioni. Per esempio, un processo di partecipazione trasparente nella pianificazione urbana, uno spazio pubblico che accoglie gruppi diversi, o una soluzione di mobilità che facilita la partecipazione indipendente. Wdc 2026 mette in evidenza soluzioni nell’ area che includono edilizia e housing, istruzione, mobilità, spazi pubblici, cultura e media e poi consumi. Le persone dovrebbero essere bene informate, sentire che è una iniziativa importante per loro, essere in grado di dire la loro nelle decisioni e sperimentare che le loro azioni fanno la differenza.  

Come può contribuire oggi il design urbano alla sostenibilità e a una vita migliore nelle nostre città?
 

In linea con Wdc 2026, il design urbano può migliorare entrambi, la sostenibilità e la qualità della vita, se non si ferma all’architettura attrattiva o a misure green isolate. Deve vedere housing, edilizia, mobilità e vita di comunità come una sfida condivisa per il design, sviluppandoli in modo ecologicamente responsabile, socialmente inclusivo e democratico. Questo comprende spazi pubblici che non sono semplicemente arterie stradali o luoghi di consumo, ma che facilitano incontri, tempo libero e interazione: piazze facilmente accessibili, aree ombreggiate, spazi non asfaltati, cortili verdi e ancora spazi aperti sensibili all’acqua per ridurre il riscaldamento, migliorare la qualità dell’ambiente urbano e rendere la città più resiliente. Proprio perché le città stanno diventando più dense e, in alcuni casi, più anonime, questi spazi condivisi sono vitali per la coesione sociale e la democrazia attiva.  

Nel programma di Wdc 2026 c’è molto spazio per le nuove generazioni. Quanto è importante il loro contributo per una moderna idea di design urbano?
 

I giovani designer sono particolarmente importanti per il design urbano moderno perché costantemente considerano insieme le sfide sociali, ambientali e tecnologiche. Il Campus Wdc dà vita proprio a questo: nell’estate la mostra ‘Sogni, idee e prototipi: giovani talenti al lavoro’, al Museo delle arti applicate, ha mostrato circa 120 progetti di studenti, docenti e startup, dimostrando come la ricerca e il design possono dare origine ad approcci concreti per un futuro democratico e vivibile. Studenti dell’Università delle Scienze applicate di Francoforte e di HfG Offenbach sono stati pure coinvolti, ad esempio, in progetti sull’adattamento climatico attraverso vie d’acqua urbane visibili o nuovi luoghi di incontro sociale in spazi cittadini precedentemente abbandonati. Questi lavori esemplificano un cambiamento di prospettiva: ci si allontana da soluzioni puramente umano-centriche per accostarsi a un design pianeta-centrico, che prende egualmente in considerazione risorse, partecipazione e coesistenza. Nel fare questo, i giovani designer stanno non solo contribuendo con nuove idee ma anche testando cambiamenti concreti per la città e la società attraverso prototipi. 

Wdc 2026 insieme a Francoforte coinvolge altre città della regione Reno-Meno. Come ha funzionato questa cooperazione e quanto è importante il fare networking in questo campo?
 

La cooperazione a livello regionale è stata centrale per Wdc 2026. Tematiche come housing, mobilità, adattamento climatico e spazi pubblici non si possono risolvere all’interno dei confini cittadini. Francoforte, Offenbach, Wiesbaden, Darmstadt e altre amministrazioni locali hanno contribuito con le loro rispettive prospettive ed esperienze. Il networking favorisce un cambiamento costante e forma la base per lo sviluppo futuro di soluzioni congiunte per una regione democratica e vivibile.  

Può citare gli eventi più importanti dell’anno di Wdc 2026?
 

Durante l’anno, Francoforte Reno-Meno, la Capitale mondiale del design 2026, ha evidenziato il design come forza motrice per una regione vivibile, sostenibile e democratica. Tra gli eventi chiave, c’è stata la grande inaugurazione alla stazione centrale di Darmstadt, al Wdc Hub presso il Museo di Arti applicate di Francoforte, che è rimasto aperto per tutto l’anno, poi il Module Festival ad agosto, mentre a novembre sono in arrivo i Design Policy Days a Francoforte, Offenbach e Wiesbaden. Un altro esempio particolarmente forte è stato la Open-Design Week Frankfurt RheinMain a giugno: dieci giorni con più di 200 eventi in 150 location nella regione, che hanno attirato circa 35.000 visitatori e mostrato la diversità del design e della scena creativa locali e hanno visto la partecipazione di network e ospiti internazionali come la delegazione Unesco, il Forward Festival, membri della World Design Organization e così via. Questo networking vuole avere un impatto oltre l’anno della Wdc: dal 2027, la Design Week sarà sviluppata come evento permanente per la regione. Un progetto chiave orientato al futuro è stato il Wdc Campus, che si è tenuto da aprile ad agosto al Museo delle Arti applicate; ha chiamato a raccolta università, studenti, laureati, startup e partner internazionali, e creato spazi di confronto tra i campi del design, accademico, business, politica e il pubblico generalista. I momenti salienti sono stati il Campus Festival a luglio e una mostra con la partecipazione di lavori e prospettive di un network di circa 40 università. Ancora, numerose esposizioni a Francoforte e nell’area circostante hanno portato linfa a questa regione del Wdc. Tra queste, ad esempio, ‘Mishpocha – L’arte della collaborazione’ al Museo ebraico di Francoforte, una mostra interdisciplinare e un progetto-evento centrati su collaborazione, comunità e partecipazione culturale. ‘Too Hot – Hot Cities, New Approaches’ al Museo dell’architettura tedesco, focalizzata sull’adattamento climatico, lo sviluppo urbano sostenibile e i percorsi verso la città climatico-neutrale. A completare il programma ‘A Step Ahead’ al Mathildenhöhe Darmstadt, sito Patrimonio dell’Umanità Unesco. Per segnare il 125° anniversario della prima esposizione nel 1901 del gruppo Darmstadt Artists’ Colony, la mostra correla prospettive storiche ad approcci contemporanei nel campo del design, dell’architettura e dell’arte. Solleva interrogativi su sostenibilità, inclusione, conservazione delle risorse e vita comunitaria, illustrando così come il design definisce gli sviluppi sociali. La mostra è parte del programma Wdc ed è in corso fino al 31 gennaio 2027. 

Negli ultimi mesi del 2026 avete ancora qualche evento rilevante ed è in programma una cerimonia ufficiale di chiusura?
 

Con i Design Policy Days, dall’11 al 14 novembre, l’anno della Wdc 2026 arriverà alla sua chiusura tematica. A Wiesbaden, Offenbach e Francoforte, il focus sarà su un’amministrazione centrata sul cittadino, sul design come ethos sociale, e sul potere trasformativo del design. Centrale rispetto a questo è l’Action Plan Frankfurt RheinMain Design, che sarà finalizzato come policy di design congiunta per la regione e consegnato ai decisori politici. L’evento ufficiale di chiusura si terrà il 14 novembre con la Design Assembly nella Paulskirche di Francoforte, che si focalizzerà sull’impatto a lungo termine e sui prossimi step che condurranno al 2030. L’Assemblea porta Wdc 2026 a conclusione ponendo al tempo stesso le fondamenta per una pratica democratica e di lungo periodo nel design. Sarà seguita la sera da una cerimonia nella quale il titolo di World Design Capital verrà ufficialmente passato a Busan, in Corea del Sud.  

A questo punto dell’anno, si può fare un primo bilancio. Siete soddisfatti?
 

Sì, siamo molto compiaciuti per i risultati raggiunti finora. Al 15 agosto, in totale sono stati 1.430 gli eventi che si sono tenuti, e i maggiori organizzati internamente hanno attratto circa 100mila visitatori. Anche l’attenzione dei media è stata considerevole: 3.306 articoli pubblicati, 842 milioni di contatti raggiunti finora, più quelli via social che hanno superato i 2 milioni. Altrettanto importanti rispetto ai dati sono le nuove collaborazioni tra le città, le istituzioni e i professionisti creativi. Intendiamo capitalizzare questo slancio oltre l’anno della Wdc, con una Design Week continuativa e con il Design Action Plan Frankfurt RheinMain. 

Quale sarà l’eredità di Wdc 2026?
 

Il Design Action Plan Frankfurt RheinMain offre le basi. Il suo obiettivo è di assicurare che il design sia in futuro più profondamente integrato nella politica, nella pubblica amministrazione e nello sviluppo urbano. Concepiamo il design come un modo di lavorare, che vuol dire comprendere i problemi insieme con le persone interessate, testare le idee nella pratica e sviluppare soluzioni che funzionano nella vita quotidiana e aiutano a disegnare un futuro migliore. Da un lato, il Design Action Plan crea le strutture all’interno della politica e della pubblica amministrazione, per esempio attraverso una Design Policy Unit al livello municipale e statale, così come nuovi processi nei quali politiche e misure sono prima sperimentate e poi ulteriormente sviluppate insieme con le persone a cui sono rivolte. Dall’altro lato, il piano rafforza la capacità della regione di disegnare il suo proprio future: attraverso un Design Hub, network che connettono professionisti e società civile, opportunità di formazione e sviluppo professionale e format visibili come una regolare Design Week. In questo modo, l’esperienza della Wdc 2026 può diventare la base per una cultura durevole di design collaborativo e problem-solving. Progetti di spazi pubblici di successo, come Main-Light, Carlo, o il padiglione di protezione dal calore, non dovrebbero finire come interventi spot. Al contrario, dovrebbero essere ulteriormente sviluppati, adattati e incorporati ovunque essi possano fare una differenza tangibile nella vita quotidiana. Una Public Space Delivery Unit potrebbe aiutare a garantire che tali progetti siano portati in modo affidabile dall’idea iniziale attraverso la pianificazione e supportandone l’implementazione. L’obiettivo è una regione che lavora insieme per disegnare il suo futuro: con spazi pubblici migliori, maggiore partecipazione e una pubblica amministrazione che consente nuove soluzioni. Se questa mentalità e questo spirito di collaborazione dureranno, Wdc 2026 avrà un impatto durevole. 

In che modo Wdc 2026 migliorerà l’immagine e l’appeal di Francoforte come destinazione culturale e non solo come città finanziaria?
 

Wdc 2026 amplia l’immagine di Francoforte e della regione Reno-Meno: oltre a essere un centro finanziario, una città fieristica e un hub di trasporti, la regione sta guadagnando riconoscimento come hub per la cultura, la creatività e il design. Più di 123.700 persone lavorano nell’industria culturale e creativa a Hesse e questo potenziale dovrebbe essere promosso in modo più forte in futuro. La Wdc dimostra che il design a Francoforte e nella regione Reno-Meno si estende molto oltre gli eventi culturali connettendo spazi pubblici, democrazia, sostenibilità e tecnologia. Contatti e ospiti internazionali ai Design Policy Days di novembre rinforzeranno molto questa percezione. L’appeal internazionale della Wdc era già evidente alla Open Design Week a giugno. I Policy Days proseguiranno questo scambio in autunno: stakeholder internazionali del mondo politico, accademico, del design e della società civile dibatteranno a Francoforte, Wiesbaden e Offenbach su come il design può supportare il cambiamento politico e sociale. La Design Week mette insieme l’energia creativa regionale con l’ispirazione proveniente da tutto il mondo ed è rivolta esplicitamente sia a residenti locali sia a una audience specialistica internazionale. Ora, è cruciale portare avanti il processo che è stato avviato. Il marketing per la città, il turismo e il business possono posizionare Francoforte Reno-Meno più chiaramente come una regione innovativa del design e persino come un posto dove l’expertise creativa fornisce risposte concrete a interrogativi sul futuro. 

(di Alessia Trivelli) 

 

lavoro/dati

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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