FIRENZE – Da Marina di Carrara alla Versilia, dal litorale pisano a Livorno e alla Costa degli Etruschi, fino a Follonica e Marina di Grosseto, il futuro delle concessioni balneari entra in una fase sempre più concreta. Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha messo a punto una bozza di 33 pagine del bando-tipo che dovrà fornire agli enti locali le indicazioni operative per le future gare pubbliche.
Il documento interviene su durata delle concessioni, requisiti per partecipare, criteri di aggiudicazione, accessibilità, limiti al numero di lotti, canoni e indennizzi ai concessionari uscenti. Non si tratta ancora del testo definitivamente approvato, ma di uno schema che rende molto più dettagliato il percorso che porterà alla riassegnazione delle concessioni.
Il primo punto riguarda le scadenze. La normativa stabilisce che l’ente concedente debba avviare la procedura almeno sei mesi prima della scadenza del titolo e che, in sede di prima applicazione, le procedure debbano comunque essere avviate entro e non oltre il 30 giugno 2027.
Le gare dovranno essere aperte agli operatori economici e l’aggiudicazione avverrà sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valutando il miglior rapporto tra qualità e prezzo. Nei bandi dovranno essere descritte con precisione le aree interessate, le caratteristiche morfologiche, gli eventuali specchi acquei e le opere presenti. La bozza contempla inoltre criteri premiali per le piccole e medie imprese e per la stabilità occupazionale.
Uno degli elementi destinati ad avere maggiore impatto sulla costa toscana è la durata delle nuove concessioni: da un minimo di 5 a un massimo di 20 anni.
Per partecipare non sarà sufficiente presentare un progetto. Gli operatori dovranno dimostrare solidità e solvibilità finanziaria, anche attraverso attestazioni bancarie, oltre a un’esperienza pregressa nel settore turistico-ricreativo.
Particolare attenzione viene dedicata anche all’accessibilità. Tra gli standard indicati figurano servizi per le persone con disabilità, bagni e docce accessibili e passerelle di almeno 1,20 metri per consentire l’accesso alla battigia.
Ma uno dei passaggi più significativi riguarda la concentrazione delle concessioni.
La bozza introduce tetti al numero di lotti che potranno essere aggiudicati a un singolo operatore o a soggetti collegati, distinguendo tra stabilimenti balneari, ristorazione, spiagge libere attrezzate, attività sportive e punti di ormeggio. L’obiettivo indicato è tutelare la concorrenza e favorire la massima partecipazione alle procedure.
Un capitolo centrale riguarda inevitabilmente gli attuali concessionari. Il bando-tipo disciplina gli indennizzi per gli investimenti non ancora ammortizzati, che saranno posti a carico del concessionario subentrante. La quantificazione dovrà avvenire attraverso una perizia e riguarderà gli investimenti non ammortizzati degli ultimi cinque anni, compresi quelli connessi a eventi calamitosi o obblighi di legge e al netto delle eventuali sovvenzioni pubbliche. Sono compresi anche i beni amovibili.
La bozza prevede inoltre un meccanismo preciso per il pagamento: un anticipo non inferiore al 20 per cento al momento dell’aggiudicazione e il saldo entro sei mesi. In assenza della richiesta di perizia, l’indennizzo viene azzerato.
Sul punto è intervenuto anche il Consiglio di Stato. Con la sentenza 6539 del 18 agosto 2026 i giudici hanno stabilito che l’indennizzo non è automatico e che spetta al concessionario uscente dimostrare l’esistenza degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati. La mancata emanazione delle disposizioni ministeriali per il calcolo dell’indennizzo, inoltre, non può bloccare l’avvio delle gare.
Cambierà anche il sistema dei canoni. Nei bandi dovrà essere indicato un canone provvisorio determinato sulla base della superficie, della valenza turistica dell’area e delle tasse regionali, con successivi adeguamenti normativi e Istat. Ai nuovi concessionari potrà inoltre essere richiesta una compartecipazione alle spese pubbliche sostenute per la gestione del demanio.
Il vero spartiacque resta però il calendario.
Il Consiglio di Stato ha chiarito che il 30 settembre 2027 rappresenta il termine massimo e acceleratorio, non un termine dilatorio. Questo significa che un Comune che abbia completato prima le procedure può assegnare le nuove concessioni anche prima di quella data e, attraverso un provvedimento motivato, far cessare anticipatamente i rapporti prorogati.
Per la Toscana si apre quindi una fase destinata a incidere profondamente su un settore che rappresenta una componente storica dell’economia turistica regionale.
Da Carrara a Marina di Grosseto la partita non riguarderà soltanto la permanenza degli attuali gestori. Alle gare potranno presentarsi nuovi operatori e saranno i requisiti, i progetti e le offerte a determinare le future assegnazioni.
Il 2027 rappresenta il limite del percorso. Ma, come ha chiarito il Consiglio di Stato, le amministrazioni possono completare le procedure anche prima. Saranno quindi i prossimi mesi a mostrare con quale velocità i Comuni della costa toscana decideranno di entrare nella nuova stagione delle concessioni balneari.



