(Adnkronos) – “Non ci dobbiamo chiedere perché i nostri giovani sono violenti e perché si comportano così, ma cosa faremo noi per loro per i prossimi decenni. Nessuno li educa da anni. Le agenzie educative, dalla famiglia, alla scuola, alle istituzioni, hanno rinunciato alla loro responsabilità di formarli alla coscienza civile. Bisogna intervenire in emergenza per dare alle nuove generazioni un’educazione civile, non con eserciti di poliziotti, ma di poeti e filosofi”. Così Antonio Presti, presidente della Fondazione Antonio Presti, che da decenni lavora sulla rigenerazione sociale e culturale della periferia Librino di Catania, attraverso l’arte pubblica e processi partecipativi con i bambini del quartiere, interviene nel dibattito sui giovani e le guerriglie urbane di questi giorni. “I nostri giovani hanno bisogno di una politica della bellezza e di cura, dobbiamo seminare conoscenza e per il loro futuro fargli avere nelle mani le armi più potenti: in una mano i libri e nell’altra i sogni”, conclude.
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