(Adnkronos) –
Nuovi attacchi russi sull’Ucraina, con blackout estesi, edifici senza riscaldamento e infrastrutture energetiche danneggiate. Le incursioni notturne hanno provocato interruzioni di corrente in diverse regioni del Paese, mentre le temperature sono già vicine allo zero. A lanciare l’allarme è stato il presidente Volodymyr Zelensky, che ha denunciato una nuova ondata di bombardamenti contro la rete energetica.
Secondo le autorità ucraine, i raid hanno lasciato senza elettricità sette regioni. Nell’area di Dnipro circa 600mila persone sono rimaste senza corrente. “Solo nella regione di Zhytomyr, 140 condomini sono rimasti senza riscaldamento in seguito a un attacco russo”, mentre le temperature in Ucraina si aggiravano già intorno allo zero, ha detto Zelensky.
Il capo dello Stato ha anche affermato che la Russia ha lanciato un drone a Komyshuvakha, un villaggio nella regione di Zaporizhzhia dove lunedì Mosca ha colpito un centro di distribuzione di aiuti umanitari in uno degli attacchi più letali della guerra e dove il bilancio delle vittime è salito a 55.
Zelensky ha riferito che, nell’ultima settimana, la Russia ha lanciato contro le città e le comunità ucraine 115 missili, quasi 1.900 bombe guidate e oltre 3mila droni d’attacco.
Tra le notizie più preoccupanti della giornata c’è anche la nuova interruzione dell’alimentazione elettrica esterna della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, attualmente sotto controllo russo.
Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), la centrale ha perso il collegamento con la rete attraverso la linea Ferosplavna ed è stata costretta a utilizzare nuovamente i generatori diesel di emergenza per mantenere il raffreddamento del combustibile nucleare.
Non è ancora chiaro dove e perché si sia verificata l’interruzione. L’Aiea ha riferito che le riserve di carburante disponibili consentirebbero di alimentare un numero limitato di generatori per circa due settimane.
La principale linea elettrica Dniprovska risulta inoltre indisponibile almeno dal 23 ottobre. La situazione riaccende le preoccupazioni internazionali sulla sicurezza dell’impianto, già più volte coinvolto nelle conseguenze della guerra.
Una raffineria di petrolio russa ha preso fuoco a seguito di un attacco di droni ucraini nella Russia meridionale nella notte. Secondo quanto riportato dal canale ucraino Exilenova Plus, è scoppiato un incendio presso la raffineria di petrolio Afipsky, nella regione meridionale del Territorio di Krasnodar. Un’altra ondata di attacchi ha colpito il sito nelle prime ore del mattino, e ulteriori esplosioni sono state segnalate nei pressi della città di Krasnodar, ha riferito la testata, secondo cui, esplosioni e incendi sono stati segnalati anche nella vicina Repubblica di Adighezia. La raffineria di petrolio Afipsky, una delle più grandi della regione, è stata sanzionata dall’Ue in aprile per il suo ruolo nella guerra della Russia contro l’Ucraina.
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